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Dopo quarant'anni di guerra tra governo e forze armate rivoluzionarie il processo di stabilizzazione continua, nonostante il referendum

Colombia: scoprire un Paese in marcia per la pace

di 
Barbara Gallucci
14 Ottobre 2016

È bastato uno 0,2 per cento di no al referendum sull'accordo di pace appena raggiunto da governo e Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) per fermare, almeno per ora, le universali speranze di normalizzazione per il Paese latinoamericano. Un risultato inaspettato visto l'evidente impegno di entrambe le parti per trovare il migliore equilibrio possibile in grado di garantire un cessate il fuoco condiviso.

 

Meno di una settimana dopo il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha ricevuto il premio Nobel per la pace proprio per i suoi sforzi nel mettere fine a più di 40 anni di guerra civile. Fra pochi giorni cominceranno ulteriori colloqui con le Farc, ma anche con l'Esercito di liberazione nazionale (Eln), il secondo più folto gruppo di ribelli presente nel Paese. Migliaia di persone continuano a scendere in piazza a sostegno della pace e ci si aspetta che allo scadere del cessate il fuoco il 31 ottobre ci sia una proroga a tempo indeterminato.

 

 

Difficile prevedere gli scenari futuri. “Un salto nel buio” lo definisce Adam Isacson, esperto di Colombia del Washington Office, eppure il Paese, già da alcuni anni, ha cambiato faccia. A cominciare dalla capitale Bogotà che, dalla metà degli anni Novanta in poi, ha puntato sulla riqualificazione, sull'ordine e sul coinvolgimento dei cittadini in un processo di educazione e alfabetizzazione civica che ha fatto scuola.

 

Per questo e altri motivi la Colombia è destinata a diventare una nuova destinazione turistica top in America Latina. Già adesso sono sempre di più i viaggiatori che la scelgono come meta di tour tra le bellissime città coloniali e la foresta, fino alle assolate spiagge caraibiche del Nord del Paese.

 

 

La Colombia è una sintesi perfetta tra cultura, natura e mare. Ha mantenuto spesso intatto quel fascino coloniale e quelle atmosfere così ben raccontate nei romanzi del colombiano forse più celebre, Gabriel Garcia Marquez. Città come Medellin, Calì e Cartagena, dopo anni durante i quali la loro immagine era legata unicamente al narcotraffico (come raccontato dalla serie tv del momento Narcos), agli omicidi e ai rapimenti, stanno vivendo un momento di grande fermento culturale con l'inaugurazione di nuovi musei e la celebrazione della propria arte a partire dalle sculture di Fernando Botero che decorano piazze e strade di Medellin, la sua città natale.

 

 

Spesso non ci si rende conto che la Colombia è anche un Paese caraibico con 1.600 chilometri di litorale affacciato proprio sul mar dei Caraibi. Tra spiagge e isole, primo fra tutti l'arcipelago di San Andrés e Providencia, c'è una buona offerta turistica rivolta per lo più a viaggiatori locali. Tra grandi resort e piccoli bungalow la scelta non manca.

 

Difficile dire quale sarà l'evoluzione politica della situazione attuale, certo è che il turismo potrebbe essere il modo giusto per risollevare le sorti del Paese e la sua immagine “pericolosa”. I colombiani in questi giorni scendono in piazza a manifestare per la pace. Loro son pronti ad aprirsi al mondo e a raccontare, in positivo, le meraviglie di un Paese che ha tanto da mostrare.  

 

 

Info: www.colombia.travel/