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Dalle antichità romane a Van Gogh e Christian Lacroix, invito nel Sud della Francia

Che cosa vedere in Provenza: le dieci mete da non perdere

di 
Renato Scialpi
11 Marzo 2016

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Un viaggio in Provenza è come un tour dell'Italia centrale. Un itinerario attraverso paesaggi che raramente deludono, con mete che fanno a gara ad attrarre il viaggiatore in fatto di ambiente naturale, storia e cultura.

Selezionare 10 destinazioni, o tappe di un viaggio, è perciò molto arbitrario ancora più che in altre aree d'Europa.
Detto che alla Provenza sono fin troppo spesso associati risvolti di mondanità, un po' come per la Costa Azzurra, che è banalissimo aggirare, un paio di suggerimenti da non sottovalutare sono quelli di “prendersi tempo”, perché la Provenza non è un territorio da vivere in tour a tappe forzate (posto che ne esista uno), e di valutare seriamente l'opzione slow. Se un “tutto a piedi” o “tutto in bici” non è alla portata di qualsiasi viaggiatore, una giornata di escursione nel territorio provenzale, a piedi o con una bicicletta noleggiata sul posto, fa di certo la differenza.

1. AIX-EN-PROVENCE
Aix-en-Provence, la “piccola Parigi” della Provenza, ha il suo cuore su cours Mirabeau, fiancheggiato da palazzi d'epoca. Oltre al centro pedonale della città storica, che si articola sugli assi di rue Espariat e rue Marechal Foch e raggiunge spazi urbani straordinari come quelli delle piazze del Municipio e della cattedrale, da non perdere il quartiere Mazarine, sulla sponda opposta di cours Mirabeau, caratterizzato da hôtel particulier settecenteschi di impronta parigina. Proprio in quel settore di città, merita menzione il museo Granet, ampliato e restaurato in occasione del centenario della morte di Cézanne, sede di originali rassegne legate alla pittura impressionista.




2. ARLES
Arles è la città della maison jeaune, la “casa gialla” che Vincent Van Gogh condivise con l'amico Paul Gauguin per nove settimane a partire dal 23 ottobre 1888. E le tracce del celebre artista olandese e delle sue opere punteggiano il centro (e non solo: c'è anche il sito del celebre Le pont de Langlois, a sud dell'abitato) – imperdibile la sosta serale in place di Forum per vivere l'atmosfera del dipinto Terrasse du café le soir conservato al museo Kröller-Muller di Otterlo – al punto da aver dato vita a un itinerario di visita ad hoc, segnato da apposite tabelle con le riproduzioni dei quadri. Ma Arles non è solo impressionismo: si spazia dal periodo romano con il recente museo di Arles antica al romanico del portale del duomo di Saint-Trophime per arrivare alle rassegne al museo Réattu, ex priorato dell'Ordine di Malta in riva al Rodano, ispirate dall'illustre concittadino Christian Lacroix. Una meta irrinunciabile in Provenza.
 
 
3. AVIGNONE
I turisti coreani in lunghe file dinanzi al celebre palazzo dei Papi e il clamore mediatico dell'ancor più noto Festival hanno scolorato l'immagine della città e del suo storico ponte sul Rodano in una cartolina logora? Nessun problema. Basta inoltrarsi nel settore meridionale del centro storico per scoprire lungo rue des Teinturiers un quartiere vivacissimo e lontano dagli stereotipi del turismo di massa. Oppure, attraversato il Rodano, dedicarsi a un tour della città gemella di Villeneuve-sur-Avignon, dove nel periodo del papato avignonese i cardinali fecero a gara nel costruire sontuosi palazzi, per visitare la trecentesca certosa di Val-de-Benediction. E apprezzare, al Musée Pierre du Luxembourg, la grande Incoronazione della Vergine del pittore quattrocentesco Enguerrand Carton, la cui Pietà ha invece trovato un posto d'onore al Louvre.

 
4. GORDES
Secondo molti sarebbe uno tra i villaggi più belli della Francia, preso a modello da chi realizza gli scenari per i noti e caratteristici presepi provenzali. Gordes è arroccato su una collina nel parco del Luberon (nell'alta Provenza) e popolato di edifici in pietra con tetti di tegole di terracotta, raccolti intorno a un grande castello fondato nell'XI secolo ma del quale oggi sopravvivono solo gli edifici d'impianto rinascimentale. Noto per essere stato frequentato da artisti quali Marc Chagall e Jean Deyrolle, nelle sue vicinanze si trova il museo etnografico de Les Bories, i caratteristici edifici provenzali in pietra usati come granai, scuderie, stalle o alloggio stagionale da agricoltori e pastori.

 
5. LES-BAUX-DE-PROVENCE
In posizione panoramica su uno spettacolare picco roccioso, le rovine del castello di Les-Baux-de-Provence sono state inserite in un progetto di recupero e musealizzazione che – insieme al suggestivo villaggio con cui confinano – ha avuto fin troppo seguito turistico. Per chi riesce a raggiungerle nei momenti di minore affollamento, lo scenario è davvero suggestivo e l'accurata audioguida contribuisce ad apprezzarne i dettagli. Meritano una sosta, a pochi minuti di distanza, le Carrières de Lumières, cave sotterranee di pietra che oltre a offrire refrigerio nel periodo estivo, propongono uno straordinario spettacolo con la proiezione di immagini di dipinti celebri sulle pareti, quasi si trattasse di maxischermi. Nel 2016 lo spettacolo è dedicato alle opere di Marc Chagall.
 

6. PEZENAS
Nominalmente “fuori Provenza” visto che si trova sulla sponda del Rodano appartenente alla regione Languedoc-Roussilon, Pézenas è un borgo che merita una deviazione solo per premiare l'attento lavoro di recupero del centro storico, ricco di dimore nobiliari, non solo in termini di rinnovo e restauro dell'edificato, ma anche di ricostruzione di un tessuto sociale e commerciale. Bandi pubblici e incentivi economici hanno facilitato l'insediarvisi di attività artigianali di qualità, tra cui numerosi artisti del vetro (formati per gran parte a Murano!) e realizzatori di tessuti preziosi a telaio. E il risultato è talmente gradevole da insinuare – talvolta – il dubbio se ci si trovi in un paese reale piuttosto che su un set cinematografico.

 
7. PONT-DU-GARD
Costruito nel 17 a.C., il Pont du Gard non è in realtà un ponte, come suggerirebbe il nome, ma uno spettacolare acquedotto romano, che tutti possono riconoscere come il manufatto stilizzato sulla banconota da cinque euro. Alto 49 metri sul fiume Gardon e costituito da tre ordini di arcate, è e resta – nonostante la spettacolarizzazione turistica e il passaggio dei treni ad alta velocità su un viadotto che avrebbe potuto essere costruito un po' più lontano – l'unica testimonianza di questa entità delle tante opere di architettura civile risalenti al periodo romano. Forse IL monumento da non perdere in Provenza.
 

8. SAINTES-MARIES-DE-LA-MER
Al centro dello straordinario polmone naturale costituito dal parco nazionale della Camargue, quello che un tempo era un minuscolo abitato di pescatori è localizzabile da lontano per la possente mole della chiesa-fortezza, eretta a partire dal IX secolo, dedicata alle tre Marie. Secondo la leggenda popolare si sarebbe trattato delle donne del seguito di Gesù in fuga dalla Palestina, ovvero di Maria Maddalena, Maria Salomé e Maria Jacobé, che sarebbero arrivate in questi luoghi assieme alla serva Sara, dopo aver vagato in mare su una barca priva di remi. Oggi la presenza turistica reso più esteso Saintes-Maries-de-la-Mer, ma bastano dieci minuti di bicicletta per ritrovarsi tra dune sabbiose, stagni popolati di uccelli e sorvolati da schiere di fenicotteri rosa, aree umide in cui pascolano i celebri tori a pelo nero della Camargue.
 

9. SAINT-REMY-DE-PROVENCE
Buen retiro provenzale di artisti e vip – peraltro invisibili, visto che risiedono nascosti tra i filari di viti in bastide note solo chi conosce la zona collina per collina – Saint-Rémy-de-Provence ha tra le sue carte il fatto che vi si giunga, da Avignone come da Cavaillon, percorrendo la dipartimentale D99, ovvero una tra le più grandiose strade statali di Francia, fiancheggiata da platani monumentali. Se si riesce a scegliere l'orario adatto, senza camion e roulotte di turisti olandesi, un percorso che risarcisce i proprietari di spider e auto aperte dai disagi del maltempo invernale. Due i punti di forza del piccolo centro provenzale, l'area archeologica di Glanum con scenografiche testimonianze dell'antichità romana e il monastero di St-Paul-de-Mausole (visitabile), interessante sia per il chiostro romanico sia per la memoria di Van Gogh che qui fu internato per un anno tra il 1889 e il 1890.
 
 
10. ABBAZIA DI SENANQUE
In un paesaggio idilliaco, tra campi di lavanda, l'abbazia di Sénanque è di fatto l'icona per antonomasia della Provenza. È di certo la più scenografica e meglio conservata delle cosiddette “tre sorelle cistercensi” ovvero le abbazie di Le Thoronet, Silvacane e, appunto, Sénanque; cui spesso si associano le rovine Montmajeur, alle porte di Arles. Fondata nel 1148, l'abbazia conserva in pieno il fascino di luogo di preghiera e ritiro spirituale, nonostante i danni e saccheggi subiti sia durante le guerre di religione sia nel corso della Rivoluzione.



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