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I suggerimenti sui padiglioni e le mostre da non perdere per una gita in laguna all'insegna della contemporaneità

Che cosa vedere alla Biennale di Venezia

di 
Barbara Gallucci
17 Maggio 2017
Fino a qualche anno fa la Biennale d'arte di Venezia era un appuntamento per gli addetti ai lavori e gli appassionati sfegatati d'arte contemporanea. Oggi in realtà la kermesse, in corso fino al 26 novembre, è un'occasione per scoprire e avvicinarsi a un mondo affascinante e complesso adatto a tutti quelli che hanno curiosità.
 
Due le consuete sedi, l'Arsenale e i Giardini, alle quali si affiancano i padiglioni nazionali di 85 Paesi con tre esordienti: Antigua e Barbuda, Kiribati e Nigeria. Viva arte viva, questo il titolo di questa edizione curata da Christine Macel, è un viaggio intorno al mondo da non perdere. Ma da non perdere sono anche alcune mostre esterne davvero interessanti.
 
 
Ecco le nostre dieci scelte tra padiglioni e mostre utile per chi ha poco tempo. Chi ne ha un po' di più si lasci pure guidare dall'ispirazione e non rimarrà deluso.
 
1. PADIGLIONE ITALIA
Si chiama Il mondo magico il padiglione nazionale curato da Cecilia Alemani che coinvolge tre artisti, Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey, in un viaggio esplorativo sui concetti di trasformazione e immaginazione. Tre lavori molto diversi tra loro, ma con la stessa volontà di creare mondi originali, forse un po' cupi, ma incredibilmente suggestivi. Il miglior padiglione italiano da molte edizioni.
 
 
2. PADIGLIONE GERMANIA
Protagonista assoluta del padiglione l'artista Anne Imhof che ha ideato una struttura in vetro e acciaio sotto la quale si svolgono performance cupe e piuttosto inquietanti con guardie e doberman. Una sorta di gabbia dove figure emaciate sembrano calpestate dagli stessi visitatori. Insomma fa impressione e ha vinto il Leone d'oro per il miglior lavoro, ma è sconsigliata a chi soffre d'ansia.
 
 
3. PADIGLIONE GRAN BRETAGNA
Anche in questo caso protagonista una donna, Phyllida Barlow, che con le sue sculture realizzate con materiali riciclati reinventa design e architetture creando un secondo mondo (finto) dove non esiste solidità, ma solo finzione. Oltre che nel Padiglione le opere sono sparse all'interno dei Giardini.
 
 
 
4. PADIGLIONE AUSTRALIA
Tracey Moffat, artista aborigena, propone in My Horizon due serie di foto e due video che raccontano di viaggiatori e rifugiati. Dramma e ispirazioni pop raccontano storie misteriose, ma ironizzano anche sul panico e i timori nascosti verso i migranti. Da non perdere il video Vigil (indossare le cuffie) che propone un montaggio di immagini di uno sbarco di migranti con brevi scene di film.
 
 
5. PADIGLIONE SVIZZERA
Un omaggio alla figura di Alberto Giacometti con le opere di Carol Bove e del duo Theresa Hubbard/Alex Bircheler che propongono un video su un amore giovanile dell'artista svizzero ricostruendone la storia in una doppia contemporanea proiezione tra il passato e il 2016. Un esperimento suggestivo molto curioso e coinvolgente.
 
6. PADIGLIONE ROMANIA
Hanno deciso di puntare sulla genialità dell'artista novantenne Geta Bratescu i rumeni e non hanno sbagliato. Tra disegni, fotografie, video, tessuti e sculture, la sua opera ha attraversato i decenni con una classe e uno spirito avanguardista indimenticabile o da scoprire per chi ancora non ne conoscesse il lavoro.
 
7. THE BOAT IS LEAKING. THE CAPTAIN LIED – FONDAZIONE PRADA
Nei magnifici spazi di Ca' Corner della Regina il progetto è una vera e propria messa in scena che coinvolge l'artista Thomas Demand, lo scrittore e regista Alexander Kluge e la scenografa e costumista Anna Viebrok. Muoversi tra gli immaginari visivi dei tre è come salire e scendere dal palcoscenico da attori e poi da spettatori. Non c'è nessuna separazione tra opere esposte e punti di osservazione. Un'esperienza molto suggestiva.
 
 
8. TREASURES FROM THE WRECK OF THE UNBELIEVABLE – PALAZZO GRASSI/PUNTA DELLA DOGANA
È innegabilmente la mostra dell'anno quella proposta dall'inglese Damien Hirst noto per aver tagliato in passato mucche e squali e ora ideatore di questo evento in bilico tra finzione (molta) e realtà (pochissima). Nelle due sedi sono infatti esposti i tesori naufragati di un collezionista sconosciuto. Opere che spaziano dai Buddha alle statue greche, da monili di civiltà sconosciute a statue di Topolino. Una mostra un po' pazza, estremamente muscolare, ma di innegabile effetto scenico.
 
 
9. PHILIP GUSTON AND THE POETS – GALLERIA DELL'ACCADEMIA
La retrospettiva dedicata al grande pittore espressionista americano espone cinquanta dipinti e una ventina di disegni che dialogano con i versi di D. H. Lawrence. Yeats, Wallace Stevens, Eugenio Montale e T. S. Eliot. L'antologica è ottima per scoprirne l'opera, ma anche per leggerla nell'insieme, tra riferimenti artistici mai scontati e dal sapore molto spesso italiano.
 
 
10. VELME – CA' REZZONICO
Un magnifico palazzo per il progetto site specific di Marzia Migliora realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz. I discreti ma incisivi interventi dell'artista piemontese costringono a sperimentare nuovi punti di vista nel palazzo. Il titolo della mostra, Velme, indica una porzione di fondale lagunare poco profondo che emerge in occasione di basse maree oggi messe a rischio dall'erosione. Per Migliora le velme rappresentano un'urgenza del presente, un ponte tra passato e presente. Come il suo lavoro a Ca' Rezzonico.
 
INFORMAZIONI
Siti web www.labiennale.orgwww.fondazioneprada.orgwww.palazzograssi.iwww.gallerieaccademia.orgcarezzonico.visitmuve.it.
Alla Biennale di Venezia, ingresso ridotto per i soci Tci.

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