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Il via libera dell'agenzia europea Easa cambia le regole a bordo

Cellulare in aereo: ora si può usare

di 
Renato Scialpi
29 Settembre 2014
Sarà la fine di un'epoca? Forse. Perché fino al 26 settembre, con qualche eccezione, l'unico modo per comunicare dagli aerei in volo era utilizzare i (costosi) telefoni satellitari di bordo. Oppure viaggiare su un jet privato. In ogni caso, standard da first class e tariffe da uomini d'affari. Il via libera dell'Easa, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, apre la strada alla possibilità di attivare in modalità connessa – finora bisognava usare il flight mode – telefoni cellulari, smartphone, tablet e computer portatili nella cabina dei voli di linea.

Detto che ciascuna compagnia aerea è libera di stabilire le modalità del servizio, si tratta di un cambio di rotta che rivoluziona le abitudini di chi viaggia in aereo e “tarpa le ali” a un importante atout di treni ad alta velocità e autobus gran turismo, dove il wifi garantisce (o dovrebbe garantire) di restare sempre connessi.

Non tutti, però, esultano, in vista della tempesta di squilli di apparecchi e conversazioni ad alta voce che rischia di abbattersi in un ambiente piuttosto ristretto come quello della cabina aerea, dove già oggi la convivenza tra i passeggeri non è delle più facili, specie sui voli a lunga distanza. Tant'è che Emirates, tra le prime compagnie a offrire il servizio, riserva al personale di cabina la possibilità di “congelare” i collegamenti in voce in particolari momenti o durante i periodi riservati al sonno dei voli notturni. E limita comunque il numero di chiamate effettuabili contemporaneamente a non più di cinque o sei.
 

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Voi che ne pensate della possibilità di telefonare e navigare sul web a bordo dell'aereo: