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Continua la rincorsa tra Car2Go ed Enjoy. Per la goia degli utenti di Milano, Roma e Firenze

Car sharing, prove tecniche di successo

di 
Renato Scialpi
21 Novembre 2014
Duecento Fiat 500 rosse in più nella flotta del car sharing italiano.
Col marchio di Enjoy, il secondo operatore nazionale che, dopo il boom a Milano e Roma (185mila iscritti e 1,5 milioni di noleggi), debutta anche a Firenze sulla scia del successo  fatto registrare dalle Smart biancoazzurre di Car2Go. Le modalità di utilizzo sono quelle consuete: libero accesso e transito in Ztl, possibilità di essere lasciate a fine corsa (o anche in modalità "sosta") in qualsiasi spazio di sosta, strisce blu comprese, all'interno dell'area coperta dal servizio, che per Firenze è di circa 56 chilometri quadrati.

SERVIZIO IN CRESCITA
Continua, quindi, la crescita a livello nazionale dei servizi di car sharing. Con il recente avallo di uno studio dell'Unione nazionale consumatori: pagine e pagine irte di numeri, ma con un denominatore comune (vedi sotto). Per chi abita in città e fa un uso poco intensivo dell'auto, il car sharing risulta la soluzione di gran lunga più conveniente. “Ipotizzando di vivere a Milano e di fare tre spostamenti a settimana per 46 settimane (totale di 138 spostamenti) il car sharing può essere vantaggioso – sottolinea Massimiliano Dona, segretario generale dell'associazione - rispetto all’auto privata: la spesa per il mezzo di proprietà si aggira su 2420 euro all’anno, compresi 690 euro per l’area C e 552 per la sosta; col car sharing si oscilla tra 538 e 1219 euro/anno, naturalmente considerandone un uso ottimale”.

IL CASO ULM
Ha invece acceso le polemiche dei detrattori l'annuncio di Car2Go della chiusura del servizio a fine 2014 a Ulm, in Germania, città-pilota che ha visto debuttare il car sharing free flow (o free floating secondo altri tecnici) come oggi lo conosciamo. Specie tra chi afferma che, in realtà, tutta l'iniziativa sarebbe una megaoperazione di marketing destinata a smaltire l'invenduto del vecchio modello di Smart e a sostenerne l'immagine in vista del recente lancio della seconda generazione. Insinuazioni smentite dai vertici di Daimler, proprietaria di Car2Go e regista del progetto: a detta dei quali il business plan lanciato nel 2009 ha i conti in ordine ed è confermato l'obiettivo dell'attivo di bilancio per il 2016.
Quanto allo stop di Londra e Ulm, si tratterebbe di due casi limite. Nella metropoli inglese, Car2Go è stata messa alla corde dalla scarsità di spazi per la sosta e dalla rissosità dei borough in cui la città è divisa, che non sempre hanno aderito al progetto. A Ulm, l'esperienza di questi ultimi due anni ha permesso di accertare che il modello “funziona” solo in agglomerati urbani da almeno mezzo milione di abitanti (Ulm e dintorni non superano i 50 mila) e con una densità media di popolazione non inferiore a 3mila abitanti/chilometro quadrato.
 
I NUMERI DI CAR2GO
Dal 2008 a oggi, a livello mondiale, Car2Go è cresciuta fino ad avere un parco di 12mila veicoli in 28 città del mondo (da un paio di mesi anche a Francoforte), in generale Europa e Nordamerica. A livello mondiale, i dati più recenti parlano di 900mila utenti, 27 milioni di noleggi e 200 milioni di chilometri percorsi.