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A piedi lungo la Via Francigena con Movimento Lento/Sloways e Touring Club Italiano. E da scaricare la guida gratis!

Camminafrancigena in Toscana. Le tappe 27, 28, 29 e 30

25 Agosto 2015
Pronti quanto basta e poi via: mille chilometri a piedi per percorre, in poco più di un mese e mezzo, tutta la Via Francigena, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma. Giorno per giorno ecco il racconto di CamminaFrancigena 2015, un viaggio organizzato da Movimento Lento/Sloways in collaborazione con il Touring Club Italiano. Fino al 2 settembre si alterneranno 5/6 camminatori che oltre a ripercorrere i sentieri dei pellegrini medievali racconteranno l’Italia minore, quella deve ancora essere conosciuta, ammirata, valorizzata. Buon cammino.
 
 

Tappa 27. DA ALTOPASCIO A SAN MINIATO

Anche la partenza da Altopascio è bagnata da qualche timida goccia di pioggia: giusto il tempo di uscire dal paese, e poi gustiamo una brioche per caricarci. In realtà la giornata si rivela meno meteorologicamente sfortunata del previsto, e ci regala diversi tratti bellissimi: dall’antico selciato ancora conservato di Galleno alle Cerbaie, un particolarissimo territorio in cui diversi sentieri sabbiosi si intrecciano in mezzo alla macchia mediterranea.
A Ponte a Cappiano ammiriamo il ponte mediceo, all’interno del quale è stato ricavato un ostello, e proseguamo lungo gli argini dei canali verso Fucecchio, dove attraversiamo il bel centro storico. Arriviamo a San Miniato, uno dei gioielli della Via Francigena: all’hotel San Miniato Daniele ci accoglie con una comoda stanza e un bicchiere di vino del pellegrino, un bel premio per la conclusione della tappa. Dopo una cena a base di pici durante la quale resistiamo alla tentazione di una grattata del celebre tartufo bianco locale, il giro serale è l’occasione per vedere il paese illuminato. Rientriamo in hotel a malincuore, ma come sempre ben contenti di goderci una meritata notte di sonno.

 

 

Tappa 28. DA SAN MINIATO A GAMBASSI TERME

Mentre gustiamo un’abbondante colazione, Alberto ci anticipa che quella di oggi sarà una delle tappe più belle dell’intero percorso: noi non stiamo più negli scarponi all’idea di vedere ciò di cui parla, e lasciamo l’hotel con particolare entusiasmo. Conosciamo Carmela, una pellegrina sarda che porta avanti il progetto del Cammino di Santo Jacu: un percorso di più di 300 km attraverso la Sardegna, diviso in tappe proprio come il Cammino di Santiago e la Via Francigena. Mentre ce ne parla iniziamo a camminare lungo i crinali collinari della Val d’Elsa, e presto capiamo a cosa si riferiva Alberto: intorno a noi si profilano le meravigliose colline toscane, tinte di sfumature di rara bellezza.
I vigneti e gli alberi gonfi di frutti ci tentano continuamente, e per quanto questa sia una tappa problematica per la mancanza d’acqua un’area sosta vicino alla Pieve di Coiano ci regala tavoli per mangiare e una fontanella.
Arriviamo a Gambassi Terme già ubriachi di bellezza, ma ci aspetta un’altra meravigliosa sorpresa: il nostro ostello è infatti ospitato dall’antica Pieve di Chianni, che abbiamo la fortuna di visitare guidati dalla sapienza di Don Evaristo, il sindaco di Gambassi Terme. Scopriamo il significato di vari simboli scolpiti nei capitelli, e aneddoti e curiosità legati alla costruzione.
Una bella cena comunitaria è la degna conclusione della serata: un assaggio di panzanella, dell’ottima pasta al pesto, e tante nuove conoscenze, in cammino per i motivi più svariati. Molti ci accompagneranno lungo il cammino, nei prossimi giorni. Questo è un posto dove la bellezza della condivisione e del camminare insieme, anche se a passi diversi, è davvero percepibile.

 

 

Tappa 29. DA GAMBASSI TERME A SAN GIMIGNANO

La nostra giornata inizia con la torta alle mele fatta a mano dagli ospitalieri di Gambassi Terme, e due chiacchiere con i nostri compagni di ostello. Tutti i pellegrini si mettono in cammino a piccoli gruppi, e anche noi ci avviamo verso San Gimignano passando per il centro storico di Gambassi, dove il paese inizia a svegliarsi, e diversi abitanti ci salutano sorridenti mentre comprano il pane o si godono la mattina fresca seduti in piazza.
L’itinerario di oggi, seppur breve, ci regala diversi punti di interesse: dal santuario di Pancole al paesino di Collemuccioli, con le sue decorazioni di terracotta appesE ai muri delle case. Alla Pieve di Cellole abbiamo la fortuna di assistere ai canti di monache e frati appartenenti alla comunità di Bose, le cui voci alternate risuonano tra i muri in pietra della Pieve.
San Gimignano è bella come sempre, ma l’affollamento di turisti ci spinge ad abbandonarla rapidamente: giusto il tempo di fare una visita al centro storico e assaggiare uno dei gelati più buoni d’Italia, prima di uscire da Porta San Giovanni. I nostri ospiti di oggi ci aspettano qualche chilometro più avanti: dormiremo alla Torraccia di Chiusi, un magnifico agriturismo dalla cui alta torre si gode una vista a 360 gradi sul paesaggio circostante. Donatella e Stefano ci guidano fin sulla torre per ammirare tanta bellezza e noi scendiamo a malincuore solo dopo una buona mezz’ora, attirati dai reperti Etruschi che conservano nella loro proprietà, racchiusi da una serie di cipressi disposti a “chiave”, una particolare disposizione cerimoniale.
La serata si conclude con la cena al ristorante dell’agriturismo, che gustiamo seduti nel bellissimo giardino. Tra le varie specialità assaggiamo una zuppa di patate e uno spezzatino molto pepato, tipico della saporita cucina toscana. È solo l’ultima delle soddisfazioni che ci ha regalato la giornata: il nostro viaggio si conferma un susseguirsi di momenti emozionanti, piccoli doni elargiti con generosità dal cammino.

 

 

Tappa 30. DA SAN GIMIGNANO A MONTERIGGIONI

Ormai abbiamo appurato che un’ottima colazione ci mette di buon umore, oltre che in forze: dopo una fetta di torta alle noci e un assaggio di uova strapazzate (sperimentare è sempre bello, soprattutto a tavola) ci si mette in viaggio con l’umore già alto. Oggi poi ci aspetta una delle tappe più emozionanti della Via Francigena, verso il castello di Monteriggioni.
Come sempre, lungo la strada immortaliamo i paesaggi più belli, sistemiamo la segnaletica dove serve e aggiorniamo le nostre tracce, ma soprattutto condividiamo il percorso con camminatori come noi: insieme passiamo dalla Badia a Coneo, che speriamo torni presto a essere visitabile anche internamente, mangiamo insieme un panino a Quartaia e ammiriamo la splendida Pieve di Strove.
Prima di arrivare a Monteriggioni abbiamo l’occasione unica di visitare l’ostello di Abbadia Isola, di prossima apertura: lo splendido complesso medievale ospiterà un ostello con più di 50 posti letto, un ristorante, una sala multimediale per i pellegrini e persino una cantina dove sono conservate botti antichissime. Siamo sicuri che i pellegrini apprezzeranno, e non vediamo l’ora di essere tra gli ospiti.
Monteriggioni desta ogni volta nuova meraviglia, con la sua corona di torri e la piazza che sembra uscita da un piccolo mondo antico. Siamo ospiti della casa vacanze tra le mura del castello, dove ritroviamo i nostri compagni pellegrini. A cena abbiamo l’occasione di gustare una vera celebrità locale: la cinta senese, un maiale locale dal gusto inconfondibile, rigorosamente accompagnato da fagioli cannellini. Anche stasera andiamo a letto soddisfatti, racchiusi tra le alte torri della fortezza: domani ci aspetta Siena, una delle più importanti tappe francigene.

 

 
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