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Belgio: l’arte in spiaggia

di 
Barbara Gallucci
27 Luglio 2009

Il mare non è uguale per tutti. Se poi al posto dei classici ombrelloni a fare ombra ci pensano delle installazioni di arte contemporanea, l’effetto shock è assicurato. Certo, il sole non è quello aggressivo del Mediterraneo, ma non è privo di fascino. Anzi. Fino al 4 ottobre, la manifestazione triennale Beaufort03 è un’alternativa alla vacanza balneare d’ordinanza. Divisa in due parti, Beaufort Inside e Outside, si sviluppa da Knokke-Heist a De Panne, in un susseguirsi di esperienze che coniugano il piacere dell’esplorazione e della conoscenza di un mondo non sempre così astratto come sembra. L’arte, in Belgio, è tradizionalmente un punto di forza, in epoche e momenti diversi. Rubens e Magritte ne sono solo due esempi, fin troppo facili da fare. Eppure la tradizione “marina” del Paese non è nota e considerata ai più. Per scoprire la storia di questo legame tra arte e costa, Beaufort Inside è perfetta. Prende, infatti, in considerazione il periodo 1830-1958, ovvero la data in cui il Belgio inizia a emergere politicamente ed economicamente, e quella dell’Expo del ’58, quando venne inaugurata l’autostrada diretta verso la costa, appunto. Al museo del mare di Ostenda è possibile “entrare” in quel periodo di storia per scoprirne i differenti aspetti attraverso la scultura, l’architettura, la pittura e la letteratura. Un viaggio nel tempo che fornisce più di uno strumento per inoltrarsi nella cultura belga senza perdersi.

Cosa invece necessaria per la parte della mostra che si svolge all’aperto sulle spiagge dei 67 chilometri di costa. Scopo dichiarato di ogni artista presente, quello di creare un dialogo con le città, le loro eredità storiche e anche con i cittadini. Come con l’elegante cupola costruita con strisce di legno dell’inglese Aeneas Wilder a Middelkekke, o la curiosa piroga senegalese in verticale del belga Philip Aguirre a Nieuwpoort. E per vedere dove tira il vento, non solo dell’arte, è da non perdere l’installazione del francese Daniel Buren a De Haan: 100 maniche segnavento colorate che svettano sulla spiaggia principale della città, dal titolo “Le vent souffle où il veut”, il vento soffia dove vuole. Una verità nascosta, come quella della costa belga, che è giunto il momento di svelare.



Info: Turismo Fiandre