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Comune e residenti alle strette contro i giovani che invadono la città solo per andare a ubriacarsi

Barcellona in rivolta contro i turisti molesti

di 
Tino Mantarro
10 Luglio 2015
C’è un senso di sopraffazione nei residenti del centro storico di Barcellona. Tra il Bairro Gotic e Raval, lungo le Ramblas fino a Barcelloneta, è come se vivessero sotto assedio. Troppi 7,6 milioni di turisti in una città con 1,6 milioni di abitanti. Essere al terzo posto in Europa dopo Londra e Parigi per arrivi dovrebbe essere motivo di vanto, e invece per chi ci vive stare sul podio sembra essere sempre più un incubo. Il turismo in città vale almeno 100mila posti di lavoro e 12 miliardi di euro di introiti. Eppure gli abitanti, soprattutto delle zone del centro, sono sempre più insofferenti.
«Se lasciato senza controlli il turismo può uccidere la vera essenza di quel che i viaggiatori prima trovavano nella nostra città: la vita vera» ha spiegato il neo sindaco Ada Colau Ballano al Guardian.

IMPOSSIBILE VIVERE GLI SPAZI URBANI
Troppo rumore, specie di sera; troppa gente per strada che rende impossibile vivere normalmente gli spazi urbani; troppo alti i prezzi delle abitazioni che, appena possibile, vengono convertite in appartamenti turistici (spesso illegali) o in alberghi. Ada Colau Ballano ha le idee chiare: la crescita del turismo sta rendendo la città invivibile. Per cui, appena, insediata è partita con una moratoria per i nuovi hotel e appartamenti turistici. Una mossa per capire esattamente quanti sono i posti letto a disposizione. Ma, in attesa di risolvere le macro questioni, l’obiettivo primario per sindaco e residenti è un altro e si chiama Crawl.
 
 
GUERRA AL CRAWL
Crawl (che in italiano potrebbe essere tradotto come “vasche”) è la parola inglese con cui si definiscono i giri infiniti dei giovani universitari che passano di bar in bar bevendo fino a non reggersi in piedi, trasformando le strade di Barcellona nella replica di uno studentato universitario americano. Anche perché il passaparola ha eletto la città catalana a capitale proprio di questo tipo di turismo alcoolico. Per cui si viene non tanto per visitare Barcellona, ma per andare a sbronzarsi a poco prezzo. Un vero inferno per chi vive in zona. Un inferno organizzato perché, da qualche anno, alcune agenzie e bar si sono messe insieme per organizzare «las rutas de bares»: passeggiate notturne per i locali del centro che al prezzo di 15 euro promettono una lunga serie di shot in una mezza dozzina di bar. Un business che va benone, con carovane di sbevazzatori che arrivano ad assommare fino a 60 persone.
 
L'ORDINANZA DIMENTICATA
La mossa di Gala Pin, nuovo sindaco del distretto della Ciutat Vella, è stata riportare in auge un’ordinanza del 2012 caduta nel dimenticatoio. Fino a novecento euro di multa per le agenzie che promuovono i “Crawl” e per i bar che collaborano con loro, ma solo tra le 23 e le 7. Proibite anche le pubblicità di questi percorsi. Ora bisognerà vedere quanto l’ordinanza sarà rispettata. E anche capire quanto i giovani si organizzeranno da soli (non è certo difficile, neanche per uno studente universitario americano) per trasformare le strade strette del Bairro Gotic in un immenso pub all’aperto.