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Un libro e una rivista tracciano una mappa alternativa, da Sarajevo a Skopje

Balcani: parole e immagini innovative

di 
Tino Mantarro
29 Settembre 2011

C’è un arcipelago di terre emerse appena al di là dell’Adriatico. Un arcipelago ben ancorato sulla terra fatto di città e paesi di cui non sappiamo poi troppo, ancorché siano spesso più vicine di Londra o Parigi. Nomi in qualche caso evocativi (Sarajevo su tutti) in altri casi sconosciuti (che sappiamo di Skopje? anzi, dove si trova Skopje?), o noti solo per il pregiudizio che ci portiamo dietro da anni: “Tirana? Mamma mia”.




A queste città e a queste terre è stato dedicato il progetto “Going public, arcipelago Balkani”. Si tratta di una mappatura alternativa di un insieme di luoghi solitamente incastrati in un pregiudizio raramente positivo. Pregiudizio che negli ultimi anni non ha subito grossi cambiamenti e anzi lega sempre indissolubilmente le parole Balcani e guerra, anche se di guerre non ce ne sono da anni, e in molte, moltissime zone non ce ne sono mai state. Per questo il progetto ideato da Claudia Zanfi del laboratorio Amaze di Milano “vuole indicare un percorso rivolto non più al passato bensì al futuro di questi enorme e giovane cantiere oggi rappresentato dai Balcani”.





Terre giovani dove la metà della popolazione ha meno di 40 anni. Terre in cui si costruscono alternative culturali che cercano di trasformarsi in concrete alternative sociali, provando a influenzare una sfera pubblica refrattaria e non troppo disposta a cogliere i segnali di cambiamento che arrivano dal basso. Un cambiamento che ha come epicentro tre città: Skopje, capitale della Macedonia; la capitale albanese Tirana e infine Sarajevo, martirizzata capitale della Bosnia-Erzegovina. Città che sono spazi aperti, luoghi di incontro, scambio e confronto. Per dare conto di due anni di lavori è stato realizzato il volume Going Public, con testi in inglese e italiano che provano a dare una mappatura alternativa di queste dinamiche realtà.




E una mappatura alternativa di Sarajevo è quella che regala anche la rivista britannica Boat magazine. Un progetto editoriale giovane e nomade che punta a raccontare storie di e da città dimenticate. Il primo numero (costa 10 euro, si compra online o in qualche libreria di Sarajevo e Londra) è dedicato alla città bosniaca. “Il progetto - scrive il direttore Erin Spens nel suo editoriale - nasce da una necessità: come possiamo far sapere alla gente che esiste una città affascinante (amazing!) ma dimenticata quale Sarajevo?”. Per esempio trasferendovisi per otto mesi per conoscere la città e mettendo in piedi questo numero monografico ricco di storie e fotografie che cercano di rendere giustizia a una città bellissima, ma ancorata al ricordo di una guerra oramai lontana 15 anni.




Info: Going public, arcipelago Balkani è pubblicato da Silvana editoriale, 160 pagine, 24 euro. Tutte le info sul progetto qui

Boat magazine Sarajevo, euro 10. Tutte le info qui

 


L'immagine è di Igor Sovilj, Ponte vecchio a Mostar, 2010 (courtesy the artist and aMAZElab, Milano)