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Un'idea vincente molto artistica

Artuner, la galleria online di un giovane italiano a Londra

di 
Barbara Gallucci
30 Gennaio 2014

L'idea nasce sui banchi di scuola e si inserisce immediatamente in quell'elenco di ottimi spunti nati da menti italiane e realizzati all'estero. Artuner è una galleria d'arte contemporanea interamente online che propone mostre (e quindi opere) progettate da esperti curatori, e che vende opere direttamente sul sito. Abbiamo chiesto all'ideatore Eugenio Re Rebaudengo, 26 anni, figlio di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (la signora dell'arte contemporanea torinese a capo della fondazione omonima) di raccontarci com'è andata e come sta andando questa start up molto creativa.

Come e quando è nata l'idea di ARTUNER?
L’idea di ARTUNER nasce circa un anno e mezzo fa, durante il mio Master in Management alla London School of Economics, dove è stato sviluppato a livello teorico (venendo anche premiato come migliore start-up del corso). La mia volontà di diffondere la passione per l’arte contemporanea e avvicinare un pubblico sempre più ampio all’arte del collezionare ha portato quel progetto a trasformarsi in realtà. Il vero valore aggiunto è il forte taglio curatoriale: offriamo opere d’arte di artisti di qualità e nei quali crediamo fermamente, con l’aiuto di esperti del settore. ARTUNER si rivolge sia ad un pubblico di collezionisti esperti, che possono accedere ad opere attentamente selezionate, sia a chi si sta avvicinando al mondo del collezionismo, dando consigli e fornendo gli strumenti per un acquisto consapevole, sicuro e di qualità.ARTUNER vuole anche rispondere alle necessità del collezionista di oggi, che per ragioni di tempo, utilizza sempre più spesso la Rete per visionare, informarsi e accedere in esclusiva alle opere da acquistare. Infatti, il collezionare oggi avviene sempre più frequentemente tramite immagini digitali, quindi ARTUNER risponde ad un fenomeno che si sta già parzialmente consolidando.

Perché come prima esperienza scegliere Luigi Ghirri?
La scelta nasce dalla convinzione che Luigi Ghirri sia il più importante ed autorevole fotografo italiano degli ultimi decenni. Poter offrire lavori così importanti di Ghirri è stata una grande opportunità, nata grazie alla collaborazione di Filippo Maggia, direttore del Museo di Fotografia di Modena e curatore della mostra (detta curation in inglese). Le opere sono straordinarie, molto rare e preziose e con valutazioni ancora assolutamente interessanti.
Il valore di Ghirri viene sempre riconosciuto a livello nazionale e internazionale di Ghirri, come in occasione delle ultime due Biennali di Venezia e della retrospettiva al Maxxi di Roma, alle quali adesso seguiranno esibizioni in Brasile a Rio e San Paolo.
La scelta di Ghirri si è poi rilevata molto importante nel momento in cui ho iniziato ad approcciare artisti e gallerie per le mostre successive: è stato come presentarsi con un biglietto da visita di assoluta rilevanza, in grado di sintetizzare la serietà e la qualità che ARTUNER si prefigge di offrire sempre.

Quali sono state le prime reazioni nel mondo dell'arte di fronte a un'idea così diversa di galleria?
Le reazioni iniziali sono state estremamente positive e in questi mesi iniziali ho ricevuto moltissimi feedback. Sono soddisfatto di aver posto come fulcro della nostra attività la qualità delle opere, degli artisti e dei progetti curatoriali poiché si è rilevata finora una scelta condivisa sia dagli “addetti ai lavori” del mondo dell’arte che dalla stampa.Molti direttori di musei, curatori e collezionisti sono entrati in contatto con me e hanno apprezzato la missione di ARTUNER, che vuole portare contenuti e opere esclusive nella realtà virtuale dell’online.  Sono poi davvero contento che gli artisti- in assoluto gli attori più importanti del mondo dell’arte- stiano aderendo con grande entusiasmo e convinzione a questa mia iniziativa, capendo lo spirito di ARTUNER e la volontà di presentare i loro lavori in un contesto esclusivo e con un forte imprinting curatoriale. ARTUNER non nasce come una galleria fisica, ma vuole offrire un canale alternativo di collaborazione con gallerie e collezionisti privati. In questo modo l’Internet diventa una straordinaria opportunità per presentare opere, artisti e contenuti esclusivi in un modo aperto e ad un pubblico vasto ed internazionale.

L'evento attualmente on line invece com'è nato?
La nostra seconda mostra online, “Airports for shadows and dust” (n.d.r. aeroporti per le ombre e polvere), nasce da un’idea curatoriale di Andrew Bonacina, direttore dell’importante museo di Leeds “Hepworth Wakefield“. Il titolo della curation è prestato da un’interpretazione delle tele bianche di Robert Rauschenberg da parte di John Cage, il quale sosteneva che nonostante l’apparente  nullità del bianco, le opere sono organismi viventi e diventano un catalogo dei loro dintorni. Partendo dal presupposto che l’astrattismo è la reazione più drastica e allo stesso momento più sensibile agli avvenimenti che ci circondano, abbiamo strutturato una selezione di opere assieme a Bonacina.
La mostra vuole creare un dialogo transgenerazionale tra alcuni dei più indicativi pittori astratti che hanno iniziato la loro pratica negli anni ’60 (come Imi Knoebel and Martin Barré) e una nuova generazione che sta attualmente sperimentando nuovi linguaggi di astrazione (Elizabeth Neel, Dan Rees, Christian Rosa, Florian Pumhösl, David Ostrowski e Nick Mauss). Gli accostamenti proposti sono volti proprio a rilevare una relazione tra gli artisti presentati, che più o meno consapevolmente, presentano nelle loro opere riferimenti agli artisti che hanno cominciato la pratica astratta decenni prima. Gli otto artisti svolgono le loro attività tra Berlino, Londra, Los Angeles, New York, Vienna e Colonia e hanno condiviso il desiderio di ARTUNER di realizzare group shows usando la nostra piattaforma virtuale come un’opportunità per riunire opere d’arte distanti migliaia di chilometri.
Quello che più mi affascina degli artisti scelti è il loro desiderio di sperimentare una nuova estetica, che a prima vista può sembrare criptica e di difficile accesso, ma che in verità riflette il loro modo di confrontarsi con la loro interiorità e la realtà globale in cui viviamo tutti i giorni. Per questo trovo questa seconda curation, di cui ci sarà la seconda parte il 20 febbraio, così piena di significato e con interessanti chiavi di lettura.

Quali progetti per i prossimi mesi?
Tra meno di un mese presenteremo, come dicevo, la seconda parte di questa curation, con un ulteriore approfondimento sulla tematica della pittura astratta.  Successivamente su ARTUNER proporremo una curation con maestri della fotografia giapponese, di cui presenteremo alcune tra le opere più rappresentative oltre che alcuni inediti. Ospiteremo poi sulla nostra piattaforma anche una curation all’avanguardia su un nuovo movimento internazionale di artisti cresciuti e influenzati dal mondo dell’online... e altro ancora! In ogni caso state sintonizzati sul nostro sito e scoprirete- oltre alle mostre in corso e passate- una serie di contenuti chiamati “insights” volti a fornire informazioni, approfondimenti, consigli e “dietro le quinte” a collezionisti, amanti dell’arte e a chiunque voglia iniziare ad avvicinarsi a questo meraviglioso mondo.