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Si moltiplicano gli inviti al Capo dello Stato per rendere più accessibile il Palazzo presidenziale. È di oggi quello di Gian Antonio Stella sul Corriere

Apriamo il Quirinale?

di 
Renato Scialpi
11 Febbraio 2015

600mila visitatori all'anno alla Casa Bianca, circa 150mila al Quirinale. Cinque giorni alla settimana di apertura per il 1600 di Pennsylvania Avenue e la sola domenica per il palazzo che ha ospitato trenta papi prim'ancora dei re d'Italia e, dal 1948, del Presidente della Repubblica. È in questi numeri la chiave del desiderio del nuovo Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di fare del Colle un “Palazzo aperto”. Così da permettere a un grande numero di cittadini (e turisti) di godere degli straordinari tesori d'arte e cultura custoditi nelle mille stanze di uno tra i complessi monumentali più antichi e importanti di Roma, per non dire del mondo.

 

Sia chiaro: già oggi il tour del palazzo del Quirinale è possibile a chiunque. Ogni domenica, masse compatte di visitatori – talvolta anche 5mila a giornata – si mettono in coda per ammirare la “casa degli italiani”. In particolare il 2 giugno, unico giorno previsto di apertura dei Giardini del Quirinale. Ma il dato complessivo di 1,2 milioni di visitatori del Quirinale nel corso degli otto anni del presidente Giorgio Napolitano resta la misura della sua (relativa) inaccessibilità.

 

Il sogno di trasformare il Quirinale in un museo tout court è condiviso dal Tci. Ancora nello scorso luglio avevamo dato notizia della proposta del giornalista Pier Luigi Vercesi, direttore di Sette, il settimanale del Corriere. E non si tratta di un caso isolato: dall'ex ministro della cultura e sindaco di Roma Francesco Rutelli ai presidenti delle associazioni ambientaliste, numerose sono le voci che di recente hanno sposato l'iniziativa di trasformare il palazzo del Quirinale e i suoi giardini in un eccezionale vetrina della storia e della cultura del nostro Paese.

 

Certo, ci sono problemi di budget – oggi le visite sono rese possibili più che altro dalla disponibilità come volontari degli ex dipendenti del Colle – come quelli di sicurezza e rappresentanza. Se però, nonostante i ripetuti allarmi antiterrorismo, la Casa Bianca resta la “casa dei cittadini dell'Unione”, non è impossibile immaginare lo stesso per un Quirinale che ha, dalla sua, pure un'eredità culturale che non conosce paragoni.

 

 

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