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Londra e Parigi si sfidano a colpi di grattacieli

Altezza è mezza bellezza?

di 
Barbara Gallucci
3 Ottobre 2011

Londra in queste settimane è attanagliata dai problemi di traffico. Non c’è congestion charge, il costoso ecopass locale, che tenga. La causa sono i cantieri aperti che, oltre che nelle zone che ospiteranno le Olimpiadi del 2012, sono dilagati in ogni angolo. Persino Covent Garden è ricoperto dalle impalcature. Gli inglesi alzano gli occhi al cielo e scuotono la testa per poi riprendere a camminare velocemente. Il simbolo della Londra in costruzione sbuca da molti scorci. Nei primi mesi dell’anno prossimo sarà infatti inaugurato The Shard, il grattacielo da 305 metri progettato da Renzo Piano e in rapida costruzione oltre il London Bridge: sarà la struttura abitata più alta d'Europa. Il principe Carlo non si è trattenuto dal definirlo una enorme saliera e, in effetti, il progetto conico ha un che di inquietante. Sì perché tutt’intorno ci sono molti edifici tipicamente inglesi: bassi e di mattoni. A due passi si trova anche il caratteristico Borough Market, luogo ideale per una spesa di qualità e un pranzo all’aperto cheap and chic. L’archistar genovese sostiene di essersi ispirato ai campanili delle chiese e agli alberi delle imbarcazioni ormeggiate sul Tamigi, certo è che The Shard, pensato per ospitare uffici, negozi, ristoranti e abitazioni, emerge con grande prepotenza sullo skyline londinese svettando di gran lunga sul London Eye, la ruota panoramica, e sul celebre Gherkin (cetriolo) di sir Norman Foster che quasi si mimetizza nella City.


 


Parigi non sta a guardare. Sconfitta nella scelta olimpica per il 2012, la capitale francese ha deciso di rilanciare affidando proprio all’inglese Foster il progetto dell’Hermitage Plaza, che sorgerà poco distante dalla Défense si suppone entro il 2014. Affacciato sulla Senna, sarà composto di due altissimi grattacieli gemelli alti 323 metri, una ventina in più di quello londinese, che molto assomigliano a delle torce olimpiche. Il primato del grattacielo più alto d’Europa dunque passerebbe alla Ville Lumière che non intende rinunciarvi nonostante i lavori siano piuttosto indietro. Anche in questo caso l’idea è di creare spazi pubblici e privati in una combinazione tra appartamenti, shopping center e uffici.


 


Al di là del gusto estetico una domanda sorge spontanea: queste strutture rischiano di essere pugni in un occhio inseriti in paesaggi completamente diversi? Oppure sono il futuro anche dell’Europa che finora, solo in pochi casi come a Francoforte, ha ceduto poco alla sindrome asiatica? Le polemiche sono sempre all’ordine del giorno, ma visto che i lavori procedono, non resta che farci l’occhio e usarli almeno per non perdersi in città.