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Un convegno di Italia Nostra in una terra Bandiera arancione Tci

Ad Alagna Valsesia si è discusso di paesaggio sensibile da tutelare

di 
Piero Carlesi
10 Giugno 2014

Una splendida giornata di sole con un Monte Rosa scintillante ritagliato su un cielo blu cobalto ha fatto da cornice sabato 7 giugno, in Alagna Valsesia, al convegno organizzato da Italia Nostra sul paesaggio “sensibile” dell'alta Valsesia (nei Comuni di Alagna V. e Riva Valdobbia), monumento naturale da tutelare in un'economia lungimirante.

Al tavolo della presidenza, a fianco del presidente nazionale di Italia Nostra Marco Parini, Luca Rinaldi, sovrintendente per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli e i responsabili di Italia Nostra della Regione Piemonte e della sezione Vercelli-Valsesia.
 

Il convegno ha avuto due momenti distinti: al mattino si è discusso del paesaggio come risorsa e delle sue ferite, al pomeriggio è stato illustrato il progetto del restauro esemplare del villaggio di Oubre Rong, frazione di Alagna Valsesia, che è risultato vincitore del premio Europa Nostra 2014 conferito alla sovrintendenza.
 

Nel corso della mattinata, dopo un ricordo doveroso di Arialdo Daverio, antesignano della necessità di tutela dell'area di Pietre Gemelle (l'antico nome della località), si è avuto modo di affrontare il tema di come uno sviluppo sostenibile del turismo (Alagna Valsesia è Bandiera arancione del Tci e chi scrive ha avuto modo di ricordarlo portando i saluti del presidente del Tci Franco Iseppi) possa essere una delle carte vincenti attraverso la quale dare ossigeno a un'area marginale delle Alpi che è stata capace di mantenere elementi preziosissimi della sua storia e tradizione come le lignee case walser, nonostante alcuni spregiudicati insediamenti speculativi. Sul banco degli imputati i condomini degli anni Sessanta-Settanta di seconde case, prevalentemente disabitati per buona parte dell'anno, e i nuovi insediamenti residenziali neo-walser che scimiottano le antiche case in legno d'epoca tardomedievale. Amministratori e architetti hanno potuto quindi dire la loro e ne è uscito un dibattito i cui esiti fanno ben sperare per un futuro che possa davvero salvaguardare le ultime porzioni di un paesaggio ancora non definitivamente compromesso. Sembra che nuovi “obbrobri” edilizi non siamo all'orizzonte: gli amministratori si sono impegnati in questo senso e c'è da crederci, una volta tanto.
 

L'incontro è stato anche un'occasione ulteriore per prendere atto degli ottimi rapporti tra Italia Nostra e Touring Club Italiano che insieme, nel prossimo futuro, anche in collaborazione su alcuni progetti con il Club Alpino Italiano, saranno impegnati in iniziative comuni sul tema della tutela del paesaggio e dei beni storico-architettonici