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Consigli di lettura... mondiali!

A tu per tu con Eshkol Nevo, autore israeliano ospite alla Milanesiana

di 
Barbara Gallucci
27 Giugno 2014
Prima una carriera da pubblicitario poi la svolta con la pubblicazione di tre romanzi di successo pubblicati in Italia da Neri Pozza. Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo è in questi giorni in Italia per partecipare alla manifestazione Milanesiana nel suo “lato torinese” venerdì 27 al Borgo Medievale e l'abbiamo intervistato per parlare di viaggi, di buone letture e progetti. La prima parte dell'incontro si svolge pochi minuti prima dell'inizio della partita Italia-Uruguay ai Mondiali di calcio brasiliani. La fine ingloriosa dell'avventura italiana ha lasciato poco spazio a commenti e conversazioni limitati a scuotimenti di testa rassegnati. La seconda parte è iniziata proprio con valutazioni e opinioni sui 90 minuti della sera prima: “speravo di portare fortuna e invece...”.
 
Nel suo libro La simmetria dei desideri i mondiali di calcio sono fondamentali per la narrazione e per mantenere vive le amicizie giovanili...
Sono un pretesto in effetti. Ho iniziato a scrivere quel libro prima di perdere i miei di amici, di distaccarmi da loro per le incombenze quotidiane, la famiglia, i figli. Però quando torno a Tel Aviv una partita la voglio vedere con loro, alla fine son sempre gli stessi.
 
Un elemento ricorrente nei suoi romanzi (oltre alla Simmetria, Neuland e Nostalgia) è il viaggio. Perché?
È vero, in ogni libro che scrivo c'è qualcuno che viaggia, anche se per motivi e scopi diversi. In Nostalgia, Modi, l'amico di uno dei protagonisti del romanzo, viaggia per scoprire il mondo e se stesso, mentre in Neuland il viaggio è più connesso alla necessità di ricovero, di riprendersi anche dalle difficoltà che ci sono a vivere in un Paese come Israele. D'altronde molti israeliani, soprattutto dopo il servizio militare obbligatorio che dura tre anni per gli uomini e due per la donne, partono, spesso per liberare la mente da quell'esperienza. Io stesso viaggio tanto e proprio durante una lunga avventura in America Latina ho deciso di iniziare a scrivere.
 
Accennava alle difficoltà di vivere in Israele...
In realtà nella quotidianità non pensi ogni momento alle questioni politiche, anzi... Le priorità sono i figli da portare a scuola, il lavoro, la mia attività di insegnante. Una vita all'europea! Poi però qualche volta ci pensi e ti prende una sorta di memento e ti ricordi che non vivi in un posto normale. Proprio in questi giorni siamo tutti preoccupatissimi per la sorte di tre ragazzini ebrei scomparsi e io mi son trovato persino nell'imbarazzante situazione di essere invitato in una trasmissione tv dove hanno parlato un sacco di quello specifico problema e poi io dovevo fare come se nulla fosse e parlare del mio nuovo libro!
 
A proposito, di cosa parla?
Il titolo in inglese è 'The last mikveh to Siberia' ed è in traduzione anche in italiano. Che dire? È una commedia comico-erotica ambientata in un sobborgo di Tel Aviv abitato da russi. (la traduttrice presente all'incontro conferma: “fa molto ridere in effetti”)
 
Intanto si gode il passaggio in Italia per la Milanesiana. Il tema di quest'anno è la fortuna. Lei ci crede?
In realtà penso sempre più al destino che alla fortuna e alle seconde occasioni. A volte si colgono a volte no. Ecco, viaggiare è proprio un andare incontro al destino per vedere, in ogni momento, che cosa riserva per noi. Sono da poco ritornato da un'esperienza a Varsavia, dove era nata mia nonna. Non ci potevo credere, ma mi sentivo a casa anche senza esserci mai stato.
 
Tra un viaggio e l'altro insegna scrittura creativa a Jaffa...
Sono workshop non accademici. L'idea mi è venuta dopo aver visto la Scuola Holden di Torino dove la scrittura si unisce alle attività come lo sport, la cucina... D'altronde per scrivere una storia devi avere una storia!