Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Notizie di viaggio
  • >
  • A piedi sull'Israel National Trail: seconda parte, Bassa Galilea e Carmelo

Scoprendo Israele lungo i quasi mille chilometri del suo percorso escursionistico più famoso

A piedi sull'Israel National Trail: seconda parte, Bassa Galilea e Carmelo

di 
Ambra Garancini
24 Febbraio 2017

Gli amici di Iubilantes - organizzazione di volontariato culturale che, dal 1996, ama riscoprire il mondo con il passo lento e attento dell'antico pellegrino - hanno percorso a più riprese l'Israel National Trail, itinerario che si snoda in Israele lungo quasi 1000 chilometri, permettendo una visione completa dello Stato. Sul nostro sito trovate il racconto e i consigli per seguire le loro orme: ringraziamo per questo Ambra Garancini, presidente di Iubilantes, Giorgio Costanzo e Francesco Saba, consiglieri, e Francesco Gallo, guida e tour manager. Tutte le foto - salvo dove indicato - sono © Iubilantes.

Questi gli articoli dedicati:
- A piedi sull'Israel National Trail: introduzione e consigli per l'uso
- A piedi sull'Israel National Trail: prima parte, Golan e Alta Galilea
- A piedi sull'Israel National Trail: seconda parte, Bassa Galilea e Carmelo
- A piedi sull'Israel National Trail: terza parte, costa, lowlands e colline di Gerusalemme
- A piedi sull'Israel National Trail: quarta parte, Giudea meridionale
- A piedi sull'Israel National Trail: quinta parte, Negev
- A piedi sull'Israel National Trail: riflessioni, prospettive e una proposta
 
PREMESSA
L'Israel National Trail può essere percorso, indifferentemente, da nord a sud e viceversa. Sul terreno e sulle carte il tracciato è sempre regolarmente segnato dall’inconfondibile “tricolor” dove il senso di marcia, come già spiegato nell'articolo introduttivo, viene chiaramente indicato dalla disposizione dei tratti, rispettivamente, bianco e arancio. Noi seguiamo, in questa descrizione, la direzione nord – sud e, in generale, le tappe indicate dalla guida ufficiale di Israel National Trail nella sua versione più aggiornata. Le poche nostre segnalazioni divergenti sono dovute solo all’esigenza, pratica e funzionale, di ridimensionare percorsi che alla prova dei fatti allungano inutilmente il cammino (varie le ragioni, non ultima quella di evitare dove possibile il passaggio da distretti arabi; in ogni caso l’Israel National Trail, in quanto sentiero nazionale israeliano, non entra mai nei territori palestinesi).
 
Segnaliamo, infine, che i fine tappa non sempre coincidono con punti tappa significativi per chi non conosce Israele, e soprattutto con la disponibilità effettiva, in loco, di adeguate strutture di accoglienza. E questo può essere un problema sia per chi organizza sia per chi è abituato alla rete di accoglienza dei grandi cammini storici europei. In ogni caso per la rete di accoglienza si rimanda senz’altro alle puntuali informazioni fornite dalla guida ufficiale dell’Israel National Trail. Nella rete di accoglienza svolgono un ruolo portante i kibbuz (più antichi), comunità agricole a gestione collettiva e con sostegno statale, e i moshav (più recenti), comunità/villaggio dove sono stati introdotti principi di liberalizzazione.
 
Israel National Trail - verso Kinneret​
 
INTRODUZIONE - seconda parte, Bassa Galilea e Carmelo (distretto di Haifa)
Da Midgal l’Israel National Trail sale decisamente, su percorso attrezzato, e per escursionisti esperti, sul Monte Arbel, da cui la vista spazia sul òago Kinneret e sulle alture del Golan; prosegue su ampio pianoro fra comode carrarecce, campi coltivati, bacini di riserva/raccolta acqua pompata dal lago Kinneret tramite il prezioso sistema dell’acquedotto nazionale di Israele. Ridiscende al lago fra boschi, uliveti e palmizi toccando i più antichi kibbuz di Israele.

Il percorso lascia poi il lago seguendo brevemente il corso dell’emissario Giordano, e si snoda fra colline e nahal in direzione ovest. Ritorna impegnativo nella ripida ascesa al Monte Tabor, e nella successiva salita ad altri due monti; sfiora Nazareth (l'Israel National Trail non tocca mai le grandi città) e prosegue poi dolcemente fra parchi e zone ricche di acqua, per poi salire in vetta al massiccio del Monte Carmelo, che, con lo splendido manto di pini di Aleppo, si affaccia sulla baia di Haifa e sulla fertile pianura protesa verso nord fino ad Acri (Akko).
In questo tratto il Trail si interseca con altri percorsi di ispirazione religiosa e creati da altri enti. Quindi può capitare che al tricolor si accompagni un bollo viola, indicazione del Nazareth Village, ricostruzione al naturale, con figuranti in costume, del villaggio di Nazareth al tempo di Gesù, o un bollo arancio, segnale del cosiddetto Jesus Trail.
 
Il monte Tabor
 
LE TAPPE DELLA SECONDA PARTE 
Tappa 7: da Migdal a Kinneret villaggio (moshav) e kibbuz (24 km)
Tappa 8: da Kinneret kibbuz a Kfar Kish (25 km)
Tappa 9: da Kfar Kisch a Mesh’had (Nazareth) (25 km); oppure (nostro parere, per evitare la salita ad altri due monti) da Kfar Kisch a Cana passando da Ein Mahel. Il collegamento con Nazareth è possibile sia da Mesh’had che da Cana.
Tappa 10: da Mesh’had/Nazareth a Hanezirim Mill (22 km)
Tappa 11: da Hanezirim Mill al Monte Carmelo/ Isfiya (21 km)
 
Verso Hanezirim Mill
 
I PUNTI DI INTERESSE DELLA SECONDA PARTE 
Nella tappa 7 da visitare il Monte Arbel (400 m sul livello del lago Kinneret) nelle cui pareti si aprono le antiche grotte fortificate usate dai ribelli ebrei in età ellenistica ed erodiana e nella resistenza contro i Romani nel 66-73 d.C. A poca distanza dal Monte Arbel sorgono i Corni di Hattin, luogo della trappola mortale in cui Saladino distrusse l’esercito crociato (1187) ponendo fine al Regno latino di Gerusalemme. Sul lago, interessanti anche il moshav e il kibbuz Kinneret, uno dei primi esempi di insediamenti sionisti.
 
Nella tappa 8 si visitano la Valle del Giordano e il luogo, purtroppo molto sfruttato commercialmente, di Yardenit, indicato come luogo del Battesimo di Cristo (ora sembrano prevalere altre scelte); nella tappa 9 il Monte Tabor e il Santuario della Trasfigurazione. Il Monte Tabor è un panettone calcareo alto 588 metri, coperto nella parte alta da un mantello boschivo in parte naturale e in parte frutto di rimboschimenti dove, oltre al pino di Aleppo, troviamo una varietà di quercia tipica solo del Tabor. Dopo la tappa 9 consigliamo la visita di Cana, luogo del primo miracolo di Cristo, e un giorno di sosta a Nazareth. Se si è nel mese di marzo consigliabile anche la visita, a Nazareth, alla riserva degli iris, che in quel periodo hanno la piena fioritura.
 
Verso il monte Carmelo
 
Punto di interesse della tappa 10 è il parco archeologico di Zippori, con mosaici fra i più belli di Israele. Nella tradizione cristiana apocrifa Zippori (Sefforis) è anche luogo dei genitori e dell’infanzia di Maria. La tappa 11 ha come punto di interesse lo stesso Monte Carmelo, luogo sacro e abitato da sempre, e dove, secondo la tradizione, il profeta Elia sconfisse miracolosamente i culti pagani. In età cristiana il Carmelo divenne ritiro di monaci eremiti che diedero vita all’ordine dei Carmelitani, mantenendo vivo il culto di Elia (il monastero Deir el Muhraka ‘Monastero del sacrificio’, la Grotta di Elia) e dando vita ad uno speciale culto della Vergine nel celebre Santuario poi ad essa dedicato. Consigliata una giornata di sosta ad Haifa, per la visita della città e degli splendidi Giardini Bah’ai.
 
Zippori
 
LE TAPPE DA NON PERDERE
Consigliamo in modo particolare quasi tutte le tappe: nello specifico la 7, 9, 10, 11.  

Haifa