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Scoprendo Israele lungo i quasi mille chilometri del suo percorso escursionistico più famoso

A piedi sull'Israel National Trail: quinta parte, Negev

di 
Ambra Garancini
28 Febbraio 2017

Gli amici di Iubilantes - organizzazione di volontariato culturale che, dal 1996, ama riscoprire il mondo con il passo lento e attento dell'antico pellegrino - hanno percorso a più riprese l'Israel National Trail, itinerario che si snoda in Israele lungo quasi 1000 chilometri, permettendo una visione completa dello Stato. Sul nostro sito trovate il racconto e i consigli per seguire le loro orme: ringraziamo per questo Ambra Garancini, presidente di Iubilantes, Giorgio Costanzo e Francesco Saba, consiglieri, e Francesco Gallo, guida e tour manager. Tutte le foto - salvo dove indicato - sono © Iubilantes.

Questi gli articoli dedicati:
- A piedi sull'Israel National Trail: introduzione e consigli per l'uso
- A piedi sull'Israel National Trail: prima parte, Golan e Alta Galilea
- A piedi sull'Israel National Trail: seconda parte, Bassa Galilea e Carmelo
- A piedi sull'Israel National Trail: terza parte, costa, lowlands e colline di Gerusalemme
- A piedi sull'Israel National Trail: quarta parte, Giudea meridionale
- A piedi sull'Israel National Trail: quinta parte, Negev
- A piedi sull'Israel National Trail: riflessioni, prospettive e una proposta

PREMESSA
L'Israel National Trail può essere percorso, indifferentemente, da nord a sud e viceversa. Sul terreno e sulle carte il tracciato è sempre regolarmente segnato dall’inconfondibile “tricolor” dove il senso di marcia, come già spiegato nell'articolo introduttivo, viene chiaramente indicato dalla disposizione dei tratti, rispettivamente, bianco e arancio. Noi seguiamo, in questa descrizione, la direzione nord – sud e, in generale, le tappe indicate dalla guida ufficiale di Israel National Trail nella sua versione più aggiornata. Le poche nostre segnalazioni divergenti sono dovute solo all’esigenza, pratica e funzionale, di ridimensionare percorsi che alla prova dei fatti allungano inutilmente il cammino (varie le ragioni, non ultima quella di evitare dove possibile il passaggio da distretti arabi; in ogni caso l’Israel National Trail, in quanto sentiero nazionale israeliano, non entra mai nei territori palestinesi).
 
Segnaliamo, infine, che i fine tappa non sempre coincidono con punti tappa significativi per chi non conosce Israele, e soprattutto con la disponibilità effettiva, in loco, di adeguate strutture di accoglienza. E questo può essere un problema sia per chi organizza sia per chi è abituato alla rete di accoglienza dei grandi cammini storici europei. In ogni caso per la rete di accoglienza si rimanda senz’altro alle puntuali informazioni fornite dalla guida ufficiale dell’Israel National Trail. Nella rete di accoglienza svolgono un ruolo portante i kibbuz (più antichi), comunità agricole a gestione collettiva e con sostegno statale, e i moshav (più recenti), comunità/villaggio dove sono stati Israel National Trailrodotti principi di liberalizzazione.
 
Il panorama dal centro di Ben Gurion
 
INTRODUZIONE - quinta parte, Negev
Da Arad l’Israel National Trail prosegue decisamente verso sud, tenendosi sul lato est, verso la Rift Valley del Giordano e il confine con la Giordania e addentrandosi nella regione più vasta e più meridionale di Israele: il deserto del Negev (‘meridione’), territorio chiave fra Asia e Africa, Mediterraneo e Mar Rosso, da sempre terra di passaggi e di traffici.
 
Il contesto ambientale, duro e aspro, è fatto di sabbia e roccia, montagne e pianure, tagliato da profondi nahal (canyon). Lo caratterizzano forme particolari: i “makhtesh" o ‘crateri’, non crateri di origine vulcanica bensì bacini idrografici di forma subcircolare e di grandezza diversa, disegnati dalla erosione idrica con un bordo perimetrale roccioso più alto rispetto alla parte interna. Il che rende davvero molto arduo il percorrerli e valicarli ma spettacolari i panorami che offrono. Il percorso dell’Israel National Trail, recentemente aggiornato, consente agli escursionisti di percorrere i makhtesh più belli e, in generale, di cogliere gli aspetti ambientali più significativi, senza mai risparmiare passaggi avventurosi.
 
Il makhtesh Katan
 
Il Negev in ogni caso ha tutto il fascino di una terra senza tempo. Lo confermano gli stessi makhtesh, che spesso conservano testimonianze fossili di ere geologiche remote, quando il clima era tropicale e il mare ricopriva questi territori. E per questa ragione oggi sono classificati come parchi e riserve naturalistiche. Significativo è anche il patrimonio archeologico del Negev, dato da vestigia di antiche roccaforti romane, segni del ruolo di “limes” svolto dal deserto, e di caravanserragli e città carovaniere legate per lo più ai Nabatei, fondatori di Petra, che fecero dei traffici attraverso il deserto, lungo la cosiddetta “via delle spezie” o “via dell’incenso”, dalla penisola arabica verso i paesi frontalieri del Mediterraneo, la sorgente della propria ricchezza.
 
Le tappe dell’Israel National Trail sono spesso coincidenti con aree di campeggio notturno NON attrezzate come campeggi. È indispensabile quindi o dotarsi di propria tenda o attrezzarsi per collegamenti con taxi o jeep con punti base meglio attrezzati. Lo stesso vale per il rifornimento acqua, che può avvenire o tramite i punti di deposito assicurati dagli “angeli del Trail” (vedi articolo introduttivo), coincidenti per lo più con le aree di campeggio, o tramite accordi con servizi privati taxi /jeep che possono anche provvedere al rifornimento cibo o ad attrezzare cucine da campo. Il tutto è possibile perché il Negev è ricchissimo di piste carrozzabili e perché le aree di campeggio sono servite da questi collegamenti. In alcuni punti ci sono anche aree di campeggio attrezzate a pagamento, prenotabili (consigliato!), denominate khan (caravanserragli). In ogni caso il consiglio è di dotarsi della guida “ufficiale” dell’Israel National Trail (vedi articolo introduttivo) e di seguirne puntualmente le istruzioni.
 
 
LE TAPPE DELLA QUINTA PARTE 
Tappa 28: da Arad a Be’er Efe (23 km)
Tappa 29: Be’er Efe a Meizad Tamar (18 km)
Tappa 30: da Meizad Tamar alla sommità del Maktesh Katan (21 km)
Tappa 31: dal Maktesh Katan a Oron (20 km)
Tappa 32: da Oron all’area campeggio notturno (acn) Mador (18 km)
Tappa 33: dall’acn Mador all’acn kev o a Midreshet Ben Gurion – (14 + 4 km)
Tappa 34: da Akev a acn Hava (22 km)
Tappa 35: da Hava a Miztpe Ramon (27 km)
Tappa 36: da Miztpe Ramon a acn Gevanim (24 km)
Tappa 37: da Gevanim a acn Gev Holit (18 km)
Tappa 38: da Gev Holit a Zofar (27 km)
Tappa 39: da Zofar a acn Barak (23 km)
Tappa 40: da Barak a Zihor (30 km)
Tappa 41: da Zihor a Shizafon (28 km)
Tappa 42: da Shizafon a Shaharut (22 km)
Tappa 43: da Shaharut a Elifaz (Timna Park) (27 km)
Tappa 44: da Elifaz a acn Raham–Etek (15 km)
Tappa 45: da Raham – Etek a acn Yehoram (23 km)
Tappa 46: da Yehoram a Almon /Eilat (14/15 km)
 
 
I PUNTI DI INTERESSE DELLA QUINTA PARTE 
Le tappe 28 e 29 sono un assaggio di deserto, caratterizzate rispettivamente da un forte dislivello in discesa con punti che richiedono attenzione e da una lenta costante risalita. Il tutto punteggiato da fortezze romane in rovina e affiancato (tappa 29) da una condotta di potassio. A poca distanza, ma fuori dall’Israel National Trail, la città nabataeo-bizantina di Mamshit, ora tutelata a parco, tappa importante sulla antica via dell’incenso.
 
Il sito archeologico di Mamshit
 
Lungo la tappa 30, da non perdere il bellissimo Makhtesh Katan (Piccolo Machtesh) (7x4 km, profondità 500 metri) culminante con la salita a Maa’ale Eli, con vista spettacolare. Tappa 31: il Nahal Hatira e la sorgiva Ein Yorkeam; tappa 32: l’ascensione al Monte Karbolet, forse la più difficile dell’Israel National Trail; tappa 33: il Midreshet Ben Gurion, importante Centro di ricerca ambientale di valorizzazione del deserto voluto dallo statista David Ben-Gurion (1886-1973) - primo ministro, nel 1948, del nuovo stato di Israele - e luogo di sepoltura dello stesso. Lungo la tappa 35, segnaliamo la fortezza di Mahmal, l’arrivo a Mizpe Ramon, a cui può seguire una mezza giornata di pausa per visitare la vicina città nabatea di Avdat, patrimonio dell’Unesco (purtroppo fuori dall’Israel National Trail).
 
La tomba di Ben Gurion
 
La tappa 36 comprende la traversata del Makhtesh Ramon, il più grande cratere del Negev (40 x 10 km, profondità 400 metri), con risalita allo Shen (‘Dente’) Ramon (vista spettacolare sul Makhtesh) e passaggio dal muro delle ammoniti (fossili marini ricordi dell’era in cui il Negev era mare..). La tappa 37, invece, prevede la visita del caravanserraglio nabateo di Ein Saharonim e l’ascesa al Monte Saharonim e al monte Karbolet Harerim. Per la tappa 38 si passa dal valico del Monte Yahav, per la tappa 39 dalla città-caravanserraglio nabatea di Moa e per tappa 40 dal Nahal Baraq e il Nahal Vardit.
 
 
La tappa 43 giunge al Parco naturale di Timna, a cui dedicare anche una giornata di sosta; continuazione con la tappa 44, che prevede l’ascesa al Monte Timna, con formazioni rocciose spettacolari, e i “Pilastri di Salomone”, formazioni calcaree alte 50 m, antico luogo di culto della dea egiziana Hathor (un rilievo raffigura il faraone Ramses III in atto di porgere offerte alla Dea). Tappa 46: l’ascensione al Monte Shelomo, un blocco di granito dai caldi colori, con vista mozzafiato su Eilat e il mar Rosso. Infine, ovviamente, Eilat.
 
Il parco di Timna
 
LE TAPPE DA NON PERDERE NELLA QUINTA PARTE 
Tutte le tappe sopra ricordate, ad eccezione della 29, della 32, riservata agli escursionisti davvero esperti, e della 38. Giorni di sosta a Mitzpe Ramon, Timna, Eilat. Da non perdere neppure la visita alle città e ai caravanserragli nabatei sopra ricordati, vestigia importanti della antichissima via dell’incenso.
 
Arrivando a Eilat