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Le forme dell'arte nel capoluogo lombardo

A Milano si torna in Fabbrica per fare cultura

di 
Barbara Gallucci
5 Dicembre 2013

È il 26 gennaio del 1899 quando viene fondata la ditta Carminati, Toselli & C. nell'area intorno a via Messina a Milano. Realizzano materiale “mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini”. Nel giro di pochi anni la società conta 1.350 operai, d'altronde Milano si sta dotando di una rete tramviaria capillare e le commesse non mancano. Almeno fino agli anni Trenta quando inzia la crisi. La società si scioglie e gli immensi spazi vengono venduti a imprese diverse. Durante la seconda guerra mondiale la fabbrica viene pure bombardata creando quella che oggi è una grande “piazza” che si affaccia su via Procaccini. Gli edifici sono mano a mano abbandonati e inizia un lento processo di degrado e incuria. Però il potenziale di questo enorme spazio, ormai semi centrale, lo intuivano in tanti. Evitate, fortunatamente, le speculazioni edilizie oggi molti edifici della Fabbrica del vapore sono stati ristrutturati e ospitano laboratori, showroom, atelier di designer e architetti. Nonché alcuni degli appuntamenti più interessanti a Milano. Basta che siano legati alla cultura.

Si inserisce perfettamente in questo contesto il Progetto Iris promosso dal Comune di Milano e dall'associazione di promozione sociale Scatolabianca. Fino al 17 gennaio 2014 si svolge, negli spazi della palazzina liberty alla Fabbrica, il festival dell'arte e del cittadino. Ogni giorno si svolgono laboratori aperti a tutti e gratuiti tenuti da artisti e critici d'arte che, insieme al pubblico danno vita a conversazioni aperte che sfociano poi in progetti video e fotografici condivisi. L'idea è proprio quella di far dialogare le diverse anime della città in un percorso che ne possa raccontare le sfumature, le attitudini, la storia. L'obiettivo degli organizzatori è quello di creare e stabilire interconnessioni antropologiche, culturali e ambientali in un contesto peraltro perfetto per lo scopo.

Le interconnessioni che si creano da alcuni anni alla Fabbrica del vapore spaziano dai mercatini alimentari di piccoli produttori alle performance musicali, passando per spettacoli teatrali e mostre. Ma la Fabbrica è anche il luogo ideale per sperimentazioni ad alto tasso tecnologico. Lo scorso anno fu un successo straordinario l'allestimento dedicato al corpo umano con realtà virtuale, video e installazioni. Dal 6 dicembre al 9 marzo, negli spazi di quella che viene chiamata la cattedrale della Fabbrica del vapore, Van Gogh e le sue opere prendono letteralmente vita in un allestimento molto tecnologico e innovativo. Chiamarla mostra è riduttivo ma l'esperienza Van Gogh alive prevede la proiezione di tremila immagini ad altissima risoluzione che garantisce una visione dettagliatissima delle opere. Un viaggio ravvicinato nelle pennellate molto originale e affiancato da una serie di laboratori e workshop per adulti e bambini. Un buon motivo in più per tornare in Fabbrica.