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Dal 15 al 19 marzo tutti possono spiare “a casa” dei creativi in città

A Milano porte aperte negli studi d'artista

di 
Barbara Gallucci
10 Marzo 2016
Studi Festival, alla sua seconda edizione, è un progetto curioso e affascinanti. Per cinque giorni, dal 15 al 19 marzo, chiunque può entrare in contatto diretto con tanti artisti e creativi che movimentano la scena milanese. Quest'anno i numeri parlano chiaro con 77 mostre in studi aperti, 15 eventi collaterali in luoghi speciali e più di 500 artisti coinvolti. L'idea nasce ed è curata dagli artisti stessi e, in particolare, da Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini (Premiata Ditta), Claudio Corfone e Rebecca Moccia.
 
 
APERTURA AL MONDO
La peculiarità di Studi Festival (e il successo della prima edizione dello scorso anno) sta nell'iniziativa di andare incontro alla città, anche a chi, di arte non si occupa quotidianamente, ma è incuriosito non solo dai progetti proposti dai creativi, ma anche dai luoghi nei quali pensano e lavorano. Ognuno degli spazi aperti mostra sia l'attività di chi ci vive o produce, ma anche contenuti condivisi con altri artisti e interventi di ogni genere.



A scorrere l'elenco dei partecipanti è evidente anche la volontà di un dialogo intergenerazionale tra giovani e meno giovani. Bros, Umberto Chiodi, Lucia Leuci, ma anche i più noti Mario Airò, Stefano Arienti e Vedovamazzei, avranno quindi l'occasione per dialogare artisticamente senza troppi pregiudizi.

La scena dell'arte contemporanea milanese si mostra in modo trasversale anche grazie a 15 eventi sparsi per la città tra i quali, da non perdere, la mostra curata dall'artista albanese, ma milanese d'adozione Adrian Paci alla Fondazione Pini. Durante la manifestazione studi e spazi saranno aperti tutti i giorni dalle 14 alle 17, con un ulteriore focus territoriale in cinque zone diverse (per ogni giorno dell'evento).
 
 
L'elenco completo degli appuntamenti è sul sito www.studifestival.it.