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Vita, opere, pensieri di una grande personalità del Novecento. E l'intenso rapporto con il Touring Club Italiano, svolto per gran parte in segreto

A cent'anni dalla morte, la storia di Cesare Battisti in una mostra a Trento

di 
Renato Scialpi
11 Luglio 2016
È un protagonista della storia italiana, Cesare Battisti, la cui immagine è stata più volte strumentalizzata, dalla retorica del regime quale eroe dell'irredentismo almeno quanto dal ruolo di perfido traditore affibbiatogli dai nostalgici del defunto impero di Francesco Giuseppe.

Il 12 luglio, nel centenario del fulmineo processo-farsa seguito da impiccagione nella fossa della Cervara del castello del Buonconsiglio a Trento (foto sotto) si apre la mostra Tempi della storia, tempi dell'arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma (vedi oltre l'approfondimento) proprio negli spazi del castello, allora caserma delle truppe austroungariche e sede del tribunale militare e oggi museo. Un'esposizione che attraverso una selezione di opere d’arte dell’epoca e di testimonianze storiche vuole far conoscere meglio una personalità dal ruolo importante nella storia recente non solo del Trentino ma anche dell’Italia, figura che merita di essere apprezzata nella sua complessità e modernità.
 
 
CESARE BATTISTI, GEOGRAFO PER IL TOURING
Tra gli aspetti meno noti della biografia di Cesare Battisti, sebbene spesso se ne parli come “geografo”, c'è il lungo rapporto – tanto profondo quanto svolto in segreto – col Touring Club Italiano e con uno tra i principali suoi fondatori e promotori, Luigi Vittorio Bertarelli. Lo sottolinea il ricordo-necrologio pubblicato a pag 418 della Rivista Mensile del Tci nell'agosto 1916 «Il Touring perde (in Battisti, ndr) un amico affezionato. Il nostro vicedirettore (Bertarelli, ndr) ebbe in lui uno degli appoggi più autorevoli nei suoi lavori della Carta d'Italia per quanto riguarda il Trentino, ed ebbe più volte con lui convegno a Trento».

Attività di Cesare Battisti ampiamente documentata: nell'archivio storico del Touring è conservata la “bozza per correzioni” datata “12 settembre 1912” del foglio Venezia Tridentina della Carta d'Italia, fittamente annotata da Cesare Battisti con tanto di autografo in calce in vista della pubblicazione a stampa del 1913 (foto sotto), esposta a Trento nell'ambito della mostra. L'attività di geografo fu “certificata” anche dall'imperial-regia polizia che, proprio negli stessi giorni dell'esecuzione, segnalava alla Presidenza della Corte d'Appello di Innsbruck il contributo di Battisti alla parte topografica della carta (quindi le sue attività di “spionaggio” per il nemico), nonostante le precauzioni prese da Bertarelli per eludere la vigilanza delle occhiute autorità austriache.

Un lavoro certosino di raccolta di dati geografici, quello di Battisti per il Touring, durato anni e centrato sulla volontà di proporre per la prima volta nella storia moderna, attraverso la carta del Tci, una toponomastica di lingua italiana rispettosa della cultura locale dei trentini, in antitesi con le nomenclature imposte dall'amministrazione austriaca. Una ricerca tanto poco gradita a Vienna da far sì che dapprima fossero avviati procedimenti per malversazione e truffa nei suoi confronti per screditarlo agli occhi di chi rappresentava in parlamento; poi fu lo stesso ambasciatore austriaco a Roma a intervenire in prima persona, senza esiti, col presidente del Consiglio italiano Antonio Salandra affinché «si mettesse in riga Battisti».

La Rivista Mensile del Tci riporta inoltre «la preziosa collaborazione per quella parte della Guida d'Italia che dovrà illustrare (…) le meravigliose bellezze delle Tre Venezie», pubblicata postuma nel 1920. E il ruolo di instancabile divulgatore è documentato ad esempio dall'inattesa comparsa di Cesare Battisti in una serata del settembre 1913, dove i soci Touring che partecipavano alla Carovana Nazionale del Tci in Cadore se lo videro comparire dinanzi, dopo che aveva passato clandestinamente il confine: «nella notte tempestosa, inattesi, fecero un'apparizione a Misurina, dove ancora erano imbandite le mense, salendovi per la quasi impervia valle di Carbonin per tosto ritornarsene nelle tenebre, (...) e Cesare Battisti, le cui parole calde e dolorose strapparono insieme applausi e lagrime».
 
 
L'ALBUM DI DEPERO
Il rapporto tra Cesare Battisti e la nostra associazione ha giocato un ruolo fondamentale anche nella donazione al Touring dell'album con immagini della val di Fiemme, decorato da Fortunato Depero nel 1912, pure esposto a Trento nelle sale del castello del Buonconsiglio (foto sotto). Una preziosa testimonianza dell'attività artistica giovanile del celebre esponente del movimento futurista riemersa nel 2009 dagli archivi del Tci. Un'opera dedicata «al Touring Club Italiano strenuo propugnatore del rimboschimento d'Italia» dall'avvocato e imprenditore locale Mario Rizzoli, amico personale di Cesare Battisti.

L'album, con 55 pagine e 49 fotografie inquadrate da disegni ornamentali di gusto secessionista di Depero, avrebbe dovuto celebrare le bellezze della vallata per promuoverne il turismo, come sottolineava il motto “Italiani visitate il Trentino!” posto a chiusura dell'introduzione. Si sarebbe dovuto trasformare nello strumento per illustrare un articolo di 6-8 pagine sulle vie d'accesso al Trentino quando, nel novembre 1914, la direzione del Tci fece richiesta di questo testo all'«onorevole signor Battisti» sottolineando che «occorre trattare la questione da un alto punto di vista per evitare interpretazioni esulanti da quello che è il nostro campo d'azione». Chiari i riferimenti alle precedenti attività sotto copertura di Battisti che, il 12 agosto 1914, aveva varcato il confine per arruolarsi nell'esercito italiano. Impegnatissimo – dapprima nell'attività di conferenziere a favore dell'intervento italiano nel conflitto mondiale e nell'assistenza ai profughi trentini confluiti a Milano nel 1914, successivamente negli eventi bellici – Cesare Battisti ancora nel marzo 1916 non aveva realizzato l'articolo.

Già un anno prima, però, nell'aprile 1915 Battisti si era premurato di chiedere aiuto a Rizzoli, a sua volta espatriato, per le immagini di corredo del testo, ottenendo dall'amico la replica «Ho scritto subito a casa per vedere se mi potevano mandare qualche fotografia di boschi che ancora avessi tenuto (…) Nel dubbio che non mi giungano farai bene ad andare alla sede del Touring e farti prestare l'album. Nel quale potrai scegliere le fotografie che meglio ti sembrino adatte per la pubblicazione». Un progetto, quello dell'articolo per il Touring, cui posero drammaticamente fine la cattura e l'impiccagione di Cesare Battisti.
 
 
UN'IMMAGINE ENTRATA NELLA STORIA D'EUROPA
La foto qui sotto, ricordo dell'impiccagione di Cesare Battisti nel castello del Buonconsiglio a Trento il 12 luglio 1916, col boia ghignante Josef Lang in bombetta fatto arrivare in tutta fretta da Vienna e gli ufficiali austroungarici e i borghesi che lo circondano sorridenti come si trattasse di un trofeo di caccia, fu scelta dallo scrittore tedesco Karl Kraus per accompagnare nel 1922 la prima edizione del suo capolavoro Gli ultimi giorni dell'umanità, dramma-denuncia degli orrori del conflitto mondiale. Scelta che testimonia ancora oggi efficacemente il grumo di odio al centro del quale si trovò il giornalista, geografo e politico trentino, prima deputato a Vienna nel tentativo di difendere in modo non violento la sua terra d'origine dal malgoverno dell'imperial-regia amministrazione e poi volontario negli Alpini, catturato in combattimento nel corso dell'offensiva austriaca del 1916 nella zona del Pasubio.
 
 
LA MOSTRA AL CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO DI TRENTO
Il filo conduttore della rassegna trentina Tempi della storia, tempi dell'arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma, aperta dal 12 luglio al 6 novembre al castello del Buonconsiglio a Trento, è la definizione dello storico Mario Isnenghi, secondo il quale Cesare Battisti è «una delle personalità più citate ma meno conosciute del Novecento».

Articolata in quattro sezioni, la rassegna si apre con un quadro della vivace situazione culturale del Trentino nel contesto austro-ungarico prima del 1914, dai dipinti di Giovanni Segantini a quelli di Albin Egger-Lienz. I paesaggi di Guglielmo Ciardi e le fotografie di un Trentino ancora prevalentemente rurale accompagnano poi la seconda sezione dedicata al crescente impegno di Battisti nelle questioni sociali, politiche e culturali della sua terra, assieme all’esperienza di geografo con le sue innovative ricerche sui laghi del Trentino. Segue un approfondimento sull'attività di propaganda interventista di Battisti, a ridosso dello scoppio del conflitto, e sul suo periodo bellico inquadrato nelle truppe italiane. Chiude la rassegna la sezione dedicata alla “creazione” del mito di Battisti, con i dipinti di Carrà e Barbieri che sono stati il punto di riferimento della stagione eroica della sua iconografia.

Info: Tempi della storia, tempi dell'arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma
Trento, castello del Buonconsiglio, ore 10-18 tutti i giorni (da fine agosto chiuso lunedì), www.buonconsiglio.it
Biglietto ridotto (8 euro) soci Tci.