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Il 3 marzo la sesta Giornata delle ferrovie dimenticate

A caccia di vecchi binari

di 
Renato Scialpi
1 Marzo 2013

I 6.400 chilometri di rete ferroviaria non utilizzata, dismessa o in abbandono sono un patrimonio di archeologia industriale (e non solo) di grande valore e significato cui, domenica 3 marzo, è dedicata la sesta Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, indetta dalla Confederazione per la Mobilità Dolce Co.Mo.Do. cui aderisce anche il Touring Club Italiano.



In programma più di 90 eventi diversi in 19 regioni d'Italia (1 Val D'Aosta, 3 Piemonte, 2 Liguria, 13 Lombardia, 4 Veneto, 2 Friuli Venezia Giulia, 3 Emilia Romagna, 9 Toscana, 3 Marche, 6 Umbria, 10 Lazio, 3 Abruzzo, 2 Molise, 5 Campania, 7 Puglia, 1 Basilicata, 3 Calabria, 11 Sicilia, 3 Sardegna) in bicicletta, a piedi, a cavallo, su antichi treni, con mostre fotografiche, proiezioni di cortometraggi e presentazioni di libri per raccontare di tracciati ferroviari in stato di abbandono, per conoscere i loro antichi fasti e capire le possibilità future. Alcune iniziative vedono coinvolti i consoli Touring e i Club di territorio, come nel caso dell'escursione Alla scoperta della Porrettana anticipata a sabato 2 marzo e organizzata dal Club di territorio di Bologna e dal Gruppo consolare Alto Appennino Pistoiese in collaborazione col Cai sez. A.A.B. Porretta Terme.



“Togliere una ferrovia - sottolinea Albano Marcarini, past president di Co.Mo.Do. - significa togliere storia, sentimenti, piccole economie, speranze per tutte le aree emarginate d’Italia. Chi lo fa pensa solo di togliere qualche traversina marcia e stop. Non è così, toglie anche una fetta di paesaggio, perché il treno sta nel nostro paesaggio, dal finestrino lo si osserva, lo si misura e lo si apprezza. Elide il rispetto per il passato, per i nostri avi che 100 o 150 anni fa si impegnarono fortemente per dare infrastrutture al nostro Paese, in modo egualitario, ovunque, nella grande città come nel più piccolo circondario, in pianura dove era facile costruire ferrovie fino sulle Alpi e negli Appennini dove l’impegno fu invece inimmaginabile e ancora poco raccontato”.


Tutte le informazioni e gli eventi su www.ferroviedimenticate.it.