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Le dichiarazioni di Franco Iseppi, presidente del Tci

Rischio idrogeologico: la posizione del Tci

di 
Piero Carlesi
4 Febbraio 2013

Il Touring Club Italiano insieme all'Anci, al Consiglio nazionale dei geologi, al Consiglio nazionale degli architetti, al Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali e alle principali associazioni ambientaliste, ha promosso il 6 febbraio a Roma, a palazzo Rospigliosi (via XXIV Maggio 43) la Conferenza nazionale sul rischio idrogeologico “Prevenzione e mitigazione del rischio. Le priorità per il governo del Paese”.



Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano, ha affermato nel suo intervento: “Pur sapendo che il rischio idrogeologico riguarda l’82% dei comuni italiani, che - ai ritmi attuali - il consumo di suolo mangerà 75 ettari al giorno nei prossimi 20 anni, e che, dal 1948 ad oggi, gli abusi edilizi nel nostro Paese sono stati 4,6 milioni, 207 al giorno, ci limitiamo a dire che un intervento coordinato del Governo, delle Regioni e degli Enti locali è d’obbligo. Va reso sicuro e meno vulnerabile il patrimonio edilizio pubblico e privato oltre che i nostri beni culturali. Va ridato equilibrio e sostenibilità al fragile equilibrio idrogeologico del Paese, anche bloccando una cementificazione ulteriore in tutte le aree a rischio dissesto, a partire da una nuova politica della montagna ispirata ad una rigorosa azione di conservazione e prevenzione".



"Va impedito un ulteriore, invasivo consumo di suolo. - ha proseguito Iseppi - Va salvaguardato il nostro paesaggio, espressione dei beni materiali e immateriali che qualificano la nostra identità plurale. Va realizzata una manutenzione costante volta a difendere e proteggere il nostro territorio dai pericoli di frane, inondazioni anche nei contesti urbani. Insieme a Cai, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf chiediamo alle pubbliche amministrazioni di passare dall’incuria alla cura del territorio, dalla speculazione selvaggia alla pianificazione sostenibile, dalla edilizia espansiva alla edilizia di recupero e buon uso, dall’intervento dell’emergenza a posteriori alla pratica della prevenzione".



"Ci pare doveroso anticipare al nuovo Governo – ha concluso Iseppi - che esso sarà percepito e vissuto come diverso e condiviso se un vero progetto di messa in sicurezza ambientale del nostro Paese rappresenterà uno degli atti iniziali (quelli che si fanno nei primi cento giorni) di una nuova stagione politica.”



Il dissesto idrogeologico è una delle grandi emergenze del nostro Paese. In questi ultimi anni è sufficiente una pioggia un po' prolungata nel tempo o un violento temporale per scatenare disastri sul territorio, con danni ingentissimi. Abusivismo edilizio, estrazione illegale di inerti, disboscamento indiscriminato, cementificazione selvaggia, abbandono delle aree montane, agricoltura intensiva: sono tutti fattori che contribuiscono in maniera determinante a sconvolgere l’equilibrio idrogeologico. In Italia il rischio frane e alluvioni interessa tutto il Paese ma le regioni più in pericolo sono Calabria, Umbria, Valle d’Aosta, Marche e Toscana. Le cause vanno ricercate soprattutto nella pesante urbanizzazione e nella speculazione edilizia.



Il lavori si sono svolti attorno a tre nodi principali: Governo del territorio e semplificazione normativa; Reperimento e destinazione delle risorse economiche; Approfondimenti tecnico-scientifici su strumenti, interventi e approcci al problema.