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Lunedì 7 dicembre al Punto Touring di Roma con James Clough si parla di L'Italia insegna

In viaggio tra insegne, targhe e iscrizioni d’Italia

di 
Tino Mantarro
2 Dicembre 2015
Quando camminiamo per strada quasi non ci facciamo caso, tanto siamo abituati. Insegne, targhe, iscrizioni colorano le nostre vie, impreziosiscono le piazze, segnano il paesaggio urbano. Alle volte oggigiorno lo inquinano, ma per secoli l’hanno abbellito, svolgendo una duplice funzione: informativa ed estetica. Ironiche e intuitive, originali e improvvisate, eleganti e ricercate le insegne italiane fino all’avvento dei font, sono sempre state opera di artigiani del pennello che a mano, senza modelli precostituiti, si dedicavano a creare piccoli capolavori dell’utilità che non hanno mai avuto il giusto riconoscimento. Eppure fanno parte del paesaggio urbano italiano tanto quanto i selciati in porfido, le madonne sulle pareti e tutto l’arredo urbano. Ci voleva giusto un inglese per rendergli giustizia.
 
 
L'ITALIA INSEGNA, IL LIBRO
James Clough viene da Londra, vive in Italia da decenni e ha una passione particolare per le lettere. Del resto nella vita insegna tipografia e storia della tipografia, per cui un amore per le lettere dell’alfabeto è giustificato. Però da almeno 25 anni fa Clough ha sviluppato una vera passione per le insegne che affollano le strade italiane. «Mi interessano le lettere in particolare: sono sempre state una vera miniera di bellezza e di capacità artigianali. Per anni le ho fotografate e basta, poi ho iniziato a farle vedere agli studenti per Politecnico e adesso è venuto fuori questo libro» racconta Clough.
 
Il libro in questione si chiama L’Italia insegna ed è edito da Lazy dog. Un volume bello graficamente, è ovvio, che raccoglie oltre trecento immagini di cartelli, insegne e iscrizioni che raccontano il mondo dei cartelli in Italia da fine Ottocento a oggi. L’Italia insegna sarà presentato lunedì 7 dicembre alle 17,30 al Punto Touring di Roma (piazza Santi Apostoli 62/65) da James Clough in compagnia di Sandro Ponzi, uno degli ultimi pittori di insegne rimasti nella Capitale. Perché il libro di Clough si concentra sulle insegne dipinte a mano, quelle per cui ogni cartello è diverso dall’altro, ogni lettera è unica e originale, pensata e creata per quella superficie e quella necessità specifica. Nulla a che vedere con i sistemi moderni, che sono trattati in un capitolo del libro giusto per far vedere le “degenerazioni” contemporanee.
 
Un lavoro denso e completo, che illustra una forma particolare di arte applicata con cui quotidianamente tutti ci confrontiamo. Dallo stile ornato toscano, alle lettere Liberty con i loro tratti eccentrici, dalle grandiose iscrizioni fasciste alle scritte fantasma sui muri un libro che parla di un aspetto particolare del paesaggio italiano con nostalgia e competenza.