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Estate 2012, in controtendenza i paesi certificati dal Tci: i visitatori sono stabili e spesso in aumento. Una ragione in più per festeggiare tutti insieme, il 14 ottobre

Il turismo è in crisi, le Bandiere arancioni no

di 
Luca Bonora
11 Ottobre 2012

Alla fine dell'estate molte località italiane di villeggiatura, soprattutto di mare, hanno sventolato bandiera bianca: i primi dati parlano di cali a due cifre nel turismo organizzato, sia come presenze che come fatturato. Ma c'è un'altra bandiera, sempre italiana, che anche a luglio e agosto ha sventolato quasi ovunque sicura e felice: quella arancione.



Le località Bandiera arancione, infatti, i borghi accoglienti certificati dal Tci, hanno registrato numeri migliori. Le presenze di visitatori, infatti, sono rimaste pressoché stabili, laddove non sono aumentate.



Un turismo di nicchia, che non punta ai grandi numeri perché non è nella natura dei luoghi. Pure, tra le Bandiere arancioni figurano località ben note nel panorama nazionale: Dolceacqua, Sabbioneta, Arquà Petrarca, Fontanellato, Gradara, San Leo, Camerino, Bolsena e Sardara, l'unica località termale della Sardegna, il cui sindaco conferma: "Non abbiamo risentito della crisi, perché qui tendenzialmente viene un turismo locale. Del resto, dove lo trovate un paese con le terme e un villaggio nuragico in pieno centro?"


Queste, e molte altre aderiscono alla Giornata Bandiere arancioni in programma il 14 ottobre, con eventi e visite guidate aperti a tutti (nella foto, un momento dell'edizione 2011 a Pievebovigliana, nelle Marche).



Segnali molto positivi arrivano da Casole d'Elsa, nel Senese: "Negli ultimi due anni abbiamo investito sulle attività culturali proponendo sia visite e conferenze di un certo livello per gli adulti sia attività per ragazzi e scolaresche. E i risultati si vedono: rispetto allo scorso anno gli ingressi al museo, che sono il nostro termometro, sono cresciuti del 20-25%. E tra gli stranieri, son cresciuti francesi e olandesi. A Castelnuovo Val di Cecina (Pisa) sono altrettanto soddisfatti: presenza in aumento soprattutto ad agosto, e periodi di permanenza più lunghi, a volte anche di una settimana.



Spostandosi a Sud, Carmine Valentino, sindaco di Sant'Agata de'Goti, in Campania, conferma il trend di crescita e cita lo storico dell'arte Cesare De Seta: "Io non m’auguro che carovane di turisti assaltino Sant’Agata, m’auguro solo che siano molti gli uomini che amano le cose belle, che sanno rispettare il silenzio, che hanno voglia di riposare e godere di un ozio balsamico. Posso dire che essi non saranno delusi”. 


Dalla parte opposta dello stivale brinda anche Lino Gambaretto, sindaco di Soave, in Veneto: "Sono felice di poter dire che a Soave il flusso turistico ha subito un incremento importante. Oltre ai turisti italiani, accogliamo tanti russi, francesi, norvegesi e finlandesi che vengono qui per il vino soave." L'associazione Strada del vino lo supporta con visite guidate nelle cantine tutto l'anno. 


Infine, una curiosità: in molte località – Palena, in Abruzzo, Bolsena, nel Lazio, Camerino nelle Marche e la stessa Casole d'Elsa – segnalano che dall'estero sono arrivati in massa gli olandesi. Sarà una scelta campanilistica: sono pur sempre Bandiere arancioni.