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I volontari Touring adottano il simbolo dell'unità nazionale

Il Tci approda al Vittoriano

di 
Renato Scialpi
8 Gennaio 2014

Sono dodici i volontari Touring per il Patrimonio culturale che dal 2 gennaio si alternano quotidianamente nell’ambito dell’iniziativa Aperti per Voi per accogliere cittadini romani e visitatori italiani e stranieri negli spazi dell'ala Aracoeli del complesso monumentale del Vittoriano, sul lato meridionale di piazza Venezia a Roma. Un’attività che i soci Tci svolgono tutti i giorni dalle 9.30 alle 16.30 (fino alle 17.30 con l’ora legale) ed è il frutto della collaborazione con la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio che si prende cura del monumento a Vittorio Emanuele II.

Una novità che è il punto d’arrivo di un più ampio progetto. L’incarico che vede i volontari Tci collaborare nel mantenere accessibile un simbolo della nazione come il Vittoriano, infatti, ribadisce ancora una volta l’orientamento della nostra associazione nell’essere sempre più presente sul territorio e nell’ampliare le attività volontarie nell’Italia centrale e meridionale. Oltre a confermare il successo dell’iniziativa Aperti per Voi, che di recente ha visto i soci adottare altri quattro siti nella stessa capitale e, in generale, una cinquantina tra monumenti, chiese e aree archeologiche in 17 diverse città. «A Roma sono ormai oltre 200 i volontari Touring per il Patrimonio – sottolinea GianMario Maggi, console Tci che ne è il coordinatore nazionale – e rappresentano una risorsa preziosa per la città e per chi la vuole conoscere».

Ignorato per decenni da romani e turisti, al di fuori delle cerimonie ufficiali con l’omaggio all’Altare della Patria, il complesso del Vittoriano in tempi recenti ha trovato una rinnovata popolarità. Merito in primo luogo degli articolati interventi di restauro che vi si sono susseguiti per circa quarant’anni e hanno portato dapprima, nel 2000, alla riapertura della scalinata monumentale e poi nel 2007 all’inaugurazione degli ascensori panoramici che conducono alla vasta Terrazza delle quadrighe, spazio che offre una straordinaria vista panoramica sul centro storico di Roma e sui suoi monumenti.

Una sorta di nuova vita per il colosso in marmo botticino innalzato a Vittorio Emanuele II la cui costruzione, tra le più imponenti opere architettoniche di fine Ottocento, fu decisa per legge su proposta del ministro Zanardelli nel 1878 e conclusa nel 1935. Un monumento simbolo della nazione e sintesi allegorica dei valori dell’Italia unita che, per molto tempo, è stato al centro di polemiche (fu definito “la torta nuziale”) sia per il linguaggio del classicismo scelto dal suo autore, Giuseppe Sacconi, sia per gli sconvolgimenti urbanistici provocati all’area del Campidoglio e dell’Ara Coeli dalla sua realizzazione. Al punto che tuttora la Guida Rossa del Touring non può far a meno di sottolineare come «nel rapporto col contesto urbano in cui venne violentemente a inserirsi, costituisce la colossale “affermazione bronzea e marmorea” di un ideale politico e culturale».

Oggi, consegnato il dibattito sul Vittoriano alla storia dell’arte, è importante sottolineare come, oltre all’Altare della Patria con la tomba del Milite ignoto al centro dello scalone principale, il complesso ospiti tra gli altri il Sacrario delle bandiere, il museo del Risorgimento e il museo dell’Emigrazione italiana; museo dal cui atrio, con ingresso dal lato destro (guardando la facciata) del piano terra, si accede agli spazi monumentali dell'ala Aracoeli adottati dai volontari Tci per il Patrimonio.

Info: qui.