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Il Touring ricorda con un decalogo l'uso corretto delle biciclette

Il bello delle due ruote

di 
Piero Carlesi
24 Aprile 2012

La primavera è forse la stagione migliore per andare in bicicletta: il clima è ideale, la natura è in pieno risveglio e la pedalata, specie su strade secondarie, fuori dal traffico, permette di avere un contatto ancora assai genuino con la natura. Fioriscono raduni e proposte di itinerari in tutta Italia e il Tci, che non ha mai rinnegato lo spirito dei suoi fondatori che costituirono il Touring club ciclistico italiano, è ancora in prima fila nel promuovere il turismo lento sulle due ruote. Lo ha voluto dimostrare, per esempio, un anno fa, con la memorabile Milano-Roma in bicicletta, organizzata per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia, conclusa davanti al Palazzo del Quirinale.




Proprio in quella occasione il Tci ha preparato un decalogo ad hoc da sottoporre a privati cittadini, Governo, autorità nazionali, operatori e amministrazioni locali sull'uso corretto della bicicletta.

Lo riproponiamo in forma ridotta per chi ancora non avesse avuto modo di consultarlo.

 

1. Concordare con le autorità scolastiche spazi didattici e sperimentali riguardanti l’educazione alla mobilità attraverso la bicicletta 

 

2. Favorire l’uso della bicicletta per gli spostamenti in città (piste e corsie ciclabili, percorsi e itinerari protetti, bike-sharing…)

 

3. Recuperare, attrezzare e segnalare adeguatamente itinerari extraurbani dedicando allo scopo strade comunali e provinciali, a bassa densità di traffico. Si sottolinea, in particolare, la necessità di una corretta e adeguata segnaletica

 

4. Porre mano al recupero del patrimonio ferroviario in disuso, attraverso la riconversione delle strade ferrate dismesse in piste ciclabili

 

5. Facilitare (anche in termini economici)  e generalizzare il trasporto della bicicletta  sul più ampio numero possibile di mezzi pubblici (treni ad alta velocità, navi e traghetti, autobus, tram)

 

6. Attuare la graduale realizzazione della “rete ciclabile nazionale” che comprenda e coinvolga, accanto alle mete di più alta attrazione turistica, l’Italia  impropriamente detta “minore” e il sistema delle aree naturali protette

 

7. Sostenere una ricettività dedicata e idonea capace di offrire un’accoglienza  adeguata alle esigenze del cicloturista (bike hotel, bike grill ecc), censire, favorire e divulgare la presenza di centri di assistenza attrezzati

 

8. Redigere un “codice di comportamento”  del ciclista urbano ed extraurbano in accordo con gli esperti di traffico e le associazioni interessate  

 

9. Promuovere (Istituto Superiore di Sanità, Ministeri Ambiente e Turismo) la divulgazione di “buone pratiche” affinché il ritorno in sella sia accompagnato da opportune regole  a protezione della salute, dell’ambiente,  di una corretta pratica turistica

 

10. Realizzare un piano coordinato di comunicazione e promozione, in Italia e all’estero, degli itinerari, delle modalità e dell’assistenza che l’Italia può offrire  alla pratica del turismo in bicicletta.