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Il Tci sostiene l'appello sui rischi della liberalizzazione indiscriminata degli orari

Centri storici: il punto di vista Tci

3 Febbraio 2012

"Pericolosa per i centri storici l’apertura indiscriminata di locali notturni e diurni di ogni tipo". Questa la parola d'ordine delle associazioni per la tutela del patrimonio artistico, tra cui il Touring, nel commentare i recenti provvedimenti governativi in tema di liberalizzazioni.




In premessa vogliamo dire che condividiamo la filosofia della liberalizzazione di servizi oggi ingessati dal potere di corporazioni consolidate. Tuttavia pensiamo anche che, quando si decide la sorte di beni culturali come i centri storici che formano il cuore del patrimonio storico-artistico (e anche turistico) del Paese non si possano rimuovere vincoli e tutele che sono semmai da rafforzare.




La liberalizzazione indiscriminata degli orari delle attività commerciali rappresenta una scelta pericolosa per le nostre città storiche che anche ora soffrono non poco per la cosiddetta “movida” notturna. È già accaduto con precedenti decreti i quali hanno trasformato dei semplici forni in pizzerie aperte tutta la notte. Ora pub e discoteche potrebbero rimanere sino all’alba, ma – secondo quanto denuncia la stessa Confcommercio – anche locali da ballo potrebbero venire aperti senza licenza preventiva. Allo stesso modo si potrebbero vendere cibi e bevande alcoliche senza bisogno di alcuna autorizzazione, con i clienti autorizzati a sedersi e a consumare sul posto. Negozi che possono aprire anche nelle vie tutelate e nei locali dove ci sono attività protette.


 


Tutto ciò può produrre un autentico stravolgimento del tessuto urbano aumentando grandemente il numero dei locali notturni. Con un inquinamento acustico che allontanerebbe ancor più i residenti, invece indispensabili, a far vivere i centri storici, con un ulteriore abbassamento del decoro urbano e con la conseguente scomparsa dei locali storici e di qualità. Non si può inoltre ignorare che nei grandi centri, a partire da Roma, numerosi esercizi risultano (dai sequestri della magistratura) aperti in serie e gestiti dalla malavita organizzata.




Le nostre Associazioni chiedono pertanto al governo Monti di porre con urgenza, in sede di conversione del decreto, dei precisi paletti, richiamandosi esplicitamente al Codice per i Beni Culturali, a liberalizzazioni che, se realizzate in modo selvaggio, snaturerebbero e stravolgerebbero le nostre città storiche facendone dei luna-park e dei bazar notturni e diurni, col risultato (negativo anche sul piano delle attività economiche qualificate e durevoli) di allontanare residenti e turisti, e di creare seri problemi di ordine pubblico,di controllo e repressione del traffico di droga e di altre forme di criminalità che prosperano nelle città antiche deserte di abitanti veri e quindi prive di ogni controllo sociale oltre che di polizia.






Comitato per la Bellezza, Desideria Pasolini dall’Onda

Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Luigi Manconi


Touring Club Italiano, Franco Iseppi

Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino

Associazione “R. Bianchi Bandinelli”, Marisa Dalai

Rete Comitati, Alberto Asor Rosa

Eddyburg, Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi

Associazione “Cesare Brandi”, Giuseppe Basile

Verdi Ambiente Società, Guido Pollice

Comitato associazioni residenti Centro storico di Roma, Roberto Tomassi




Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte

Antonio Pinelli, storico dell’arte

Anna Donati, assessore al Comune di Napoli

Pier Luigi Cervellati, architetto e urbanista

Mario Pirani, giornalista e scrittore

Andrea Emiliani, storico dell’arte

Bernardo Rossi Doria, architetto e urbanista

Sauro Turroni, architetto

Paolo Berdini, urbanista