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Contributi a confronto sul futuro del capoluogo lombardo

Cantiere Milano, la riflessione del Tci

di 
Tino Mantarro
14 Dicembre 2011

Diceva Guido Piovene che Milano è una città utilitaria, demolita e rifatta secondo le necessità del momento, per questo non riesce mai a diventare antica. Una città che secondo Primo Moroni ha mangiato più volte se stessa. Una città che in questi ultimi anni sta cambiando, fisicamente e non solo, come mai aveva fatto nell’ultimo trentennio.





A questo cambiamento, non solo urbanistico, ma anche antropologico, Qui Touring di dicembre ha dedicato Cantiere Milano, un corposo dossier curato da Barbara Gallucci e Tino Mantarro, con interviste e contributi per riflettere sui cambiamenti della città dove 117 anni fa il Touring è nato. Cinque sezioni in cui si da voce a opinion leader e attori del mondo culturale e delle professioni, esponenti della società civile e del mondo del turismo, che coniugano al futuro il verbo “costruire”, dilatando il suo significato da termine architettonico a sfida sociale. Architetti e cuochi, giornalisti e preti, industriali e storici, artisti e professori convengono tutti: Milano in questi anni ha perso quel ruolo di guida del Paese che ha sempre avuto nel dopoguerra. E per questo va ripensata.


 


Ben venga l’intenso e radicale cambiamento architettonico che convolge circa due milioni di metri quadrati e la cui mappa interattiva (Milano che cambia) si può trovare sul sito dell’Ordine degli architetti, che analizza e spiega uno per uno progetti in fieri e cantieri aperti. Ma quel che secondo tutti manca è il quadro di insieme, che definisca la nuova identità della città e tracci un percorso per gli anni a venire. Non solo architettonicamente, riempiendo con nuovi arditi pieni i vuoti lasciati dalla crisi della grande industria degli anni Ottanta e Novanta. Ma soprattutto socialmente. Va ripensata l’idea stessa di città, investendo nelle persone, nei talenti, nei giovani, per ritrovare passione e tornare a sognare. Verde pubblico, viabilità, piste ciclabili, integrazione sociale, sviluppo sostenibile. Sono tante le sfide e le opportunità per migliorare la vivibilità di Milano. Una grande possibilità è alle porte: l’Expo 2015. L’occasione giusta per indirizzare il cantiere Milano su nuovi binari, per codificare un nuovo modello di sviluppo.


 


Se avete speranze e idee, suggerimenti e  proposte dite la vostra. Siamo in ascolto.


 


Una selezione dei contributi pubblicati sulla rivista è consultabile sulle pagine web dedicate: www.touringclub.it/quitouring/mensile.