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Scelte le Corone di "ViniBuoni d'Italia". Ecco le regioni al top

A Buttrio, in Friuli, premiati dal Tci i migliori vini italiani

di 
Luca Bonora
3 Agosto 2016
Pe il quinto anno consecutivo Villa di Toppo Florio a Buttrio (Udine) ha ospitato le finali di ViniBuoni d’Italia, la guida del Touring Club Italiano curata da Mario Busso dedicata esclusivamente ai vini prodotti da vitigni autoctoni.
Due giurie, quella tecnica e quella del pubblico (appassionati, wine lovers, blogger e giornalisti fra cui lo scrivente), hanno degustato nel corso di tre intense giornate tutti i 700 vini finalisti, decidendo l’assegnazione o meno del massimo riconoscimento in guida, la corona.
 

Buttrio, che già ospita nel mese di giugno la Fiera regionale dei vini, la più antica fiera regionale d’Italia, si conferma così la piccola capitale del vino autoctono. E se il Collio ha come fiori all’occhiello grandi vini bianchi come il ribolla gialla, il friulano (l’ex tocai) e il pinot grigio – e un Friuli premiato quest’anno con 35 corone su 44 finalisti – , le finali di Vinibuoni 2016 hanno portato etichette da tutta Italia, con il meglio della produzione enologica nazionale, in degustazione anche durante la cena evento di sabato 29 luglio: brunello di Montalcino, barolo, taurasi accanto a gewurztraminer, greco di tufo, verdicchio, in una serata che ha celebrato il meglio del vino italiano, affiancato da un percorso gastronomico allestito dalla Proloco Buri in collaborazione con Ersa e con il Comune di Buttrio. Protagonisti i fasolari della Cooperativa del Pescatori di Marano, il prosciutto in crosta di Dentesano, i formaggi di malga, le carni della Pezzata rossa friulana e i dolci caratteristici della regione.
 
UNA GUIDA UNICA
Giunta alla 14a edizione, la guida si conferma con un duplice obiettivo: valorizzare le radici locali, il territorio e la tipicità; e dare indicazioni utili ai consumatori e al mercato, che apprezza sempre più i livelli qualitativi e il rapporto qualità-prezzo che gli autoctoni esprimono: in guida si trovano etichette dai 6 ai 200 euro, con un prezzo medio di 20 euro.
 
La passione per gli autoctoni è oggi diffusa tanto quanto l’attenzione ai prodotti tipici: non si contano i vini autoctoni al top delle classifiche di gradimento, sia degli esperti sia del pubblico dei semplici amatori.
Tra gli autoctoni si annoverano vini importanti, basti citare il barolo, l’amarone della Valpolicella, il brunello di Montalcino, il sagrantino, il greco di tufo, il nero d’avola, la malvasia delle Lipari: vini rinomati e conosciuti a livello internazionale. Ma tra gli autoctoni si trovano anche i vini di tutti i giorni, quelli più conviviali, dal lambrusco al frascati, dal soave al chianti, dal verdicchio al vermentino; oppure vini particolari, di produzione limitata e antica tradizione, come l’ormeasco, lo schioppettino di Prepotto, il tintilia, il galluccio…
 
Vinibuoni d'Italia è divisa in 23 capitoli regionali, con la divisione fra Trentino e Alto-Adige e l’inserimento di Istria-Croazia. In ogni regione i produttori sono indicati in ordine alfabetico e i vini segnalati sono solo quelli ottenuti al 100% da vitigni autoctoni.
Le commissioni regionali degustano ogni anno tra i 20 e i 25mila vini per scegliere i migliori 4.500 (presenti nella guida) da 1.500 cantine. Tra questi, i top del 2016: 652 hanno ottenuto il voto massimo, le 4 stelle; 467 vini hanno ottenuto la Corona, il massimo riconoscimento (guarda l’elenco completo dei coronati su www.vinibuoni.it). Insigniti della Golden Star sono stati 185. Un risultato eclatante che sanziona definitivamente una grande crescita qualitativa e che evidenzia vini capaci di esprimere eleganza, finezza, equilibrio, qualità e precisa espressione del varietale e del territorio.
 
Le regioni più premiate, come previsto sono state le due culle dell'enologia italiana, Piemonte e Toscana, rispettivamente con 65 e 63 corone. Terzo si conferma il Veneto, con 45 corone. Seguono il Friuli-Venezia Giulia a 35 e la Campania, capofila del SudItalia, a 31 corone.
 
 
Per ogni vino selezionato la guida indica:
- la valutazione in stelle (da 1 a 4), più l’eventuale Corona o Golden Star attribuita
- il colore (rosso, bianco, rosato)
- la tipologia (fermo, brioso, frizzante, spumante, secco, dolce, liquoroso, passito)
- l’apprezzamento (da bere in tempi brevi, nel medio periodo o adatto all’invecchiamento)
- i prezzi (in enoteca o comunque nei punti vendita al dettaglio)
 
Per ogni cantina, oltre ai dati anagrafici (indirizzo, telefono, sito, email) e tecnici (numero di bottiglie prodotte e vitigni autoctoni coltivati) essenziali, è presente una breve descrizione. E’ espressamente indicato se c’è una struttura agrituristica dove pranzare, cenare o pernottare.
 
 
 
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