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Alla scoperta della costa settentrionale della Sicilia, tra Palermitano e Messinese

Weekend. Tra il Tirreno e le Madonie, la poesia di Cefalù

di 
Luca Sartori
24 Settembre 2014
In Sicilia l’estate continua a splendere anche quando, in gran parte d’Italia, ha ormai ceduto il passo alle prime avvisaglie d’autunno. Qui le tiepide mattine di settembre precedono i pomeriggi ancora assolati, dove cielo e mare riescono ancora a sfoggiare lo splendore dei colori d'agosto. Le città metropolitane sono lontane dal tratto di costa settentrionale siciliana, da questa meravigliosa porzione di terra palermitana che, fondendosi con le terre del Messinese, si appoggia sulle estreme propaggini settentrionali delle Madonie e dei Nebrodi. L’orizzonte è dolcemente limitato, verso oriente, dal lembo più occidentale delle Eolie, così com’è altrettanto dolce, da queste parti, la lenta attesa del tramonto, del momento in cui l’ultimo raggio di sole naufraga nel Tirreno.

cefalù
 
VENERDI' SERA: L'ARRIVO A CEFALU'
Precipita in mare la splendida palazzata del cuore antico di Cefalù. E’ il morbido sole al tramonto, che appoggia i suoi ultimi raggi dipingendo di ocra le antiche facciate della marina, a regalare, a chi se ne conceda la visione dal porticciolo o addirittura dal mare, la sensazione di essere parte di un dipinto. Arrivare a Cefalù dalla costa occidentale consente di apprezzarne lo straordinario colpo d’occhio, con le abitazioni dei pescatori della marina che sembrano emergere dalle acque.

Sono i due imponenti campanili della Cattedrale a dominare il cuore della città vecchia che, nella sua parte più interna, si arrampica alle pendici del roccione che sovrasta l’abitato caratterizzandone fortemente il panorama. Cena in uno dei ristoranti sul mare, con involtini di pesce spada, un fritto di calamari e gamberi oppure le polpette di sarde, con un bianco delle terre palermitane, un Monreale bianco.

 
SABATO: LA VISITA DI CEFALU'
E’ un risveglio dolcissimo quello che ci regala Cefalù, borgo tra i più scenografici del Mediterraneo. La giornata non può che iniziare con il dolce più famoso ed esportato dell’isola, quel cannolo che merita di essere assolutamente assaporato nella veste più classica, con ricotta, frutta candita e zucchero a velo, ma anche con cioccolato o crema gialla. Un tripudio di dolcezza che impone, quando lo si assapora, di chiudere gli occhi almeno per qualche secondo per meglio concentrarsi sulla travolgente bontà.

La mattinata alla scoperta del borgo deve necessariamente partire dal lungomare Giuseppe Giardina, dove alle spiagge sabbiose fanno da sfondo, verso oriente, il centro storico, il duomo e la rocca. Quando il lungomare cede il passo a via Vittorio Emanuele II, la strada bassa del centro che corre parallela al mare, inizia a svelarsi l’anima di Cefalù. La strada affonda nel suo cuore antico in un susseguirsi di locali e botteghe, distendendosi verso l’estremità settentrionale del promontorio. Un susseguirsi di pittoreschi vicoli, disposti a pettine, salgono alla volta di corso Ruggero e del duomo, proponendo edifici, facciate e porticati storici. Imperdibile il lavatoio medioevale (nella foto), al quale si accede da una scalinata che porta alle bocche dalle quali sgorga l’acqua che, scorrendo nelle vasche, raggiunge poi il mare. Via Vittorio Emanuele lascia il passo a via Ortolani di Bordonaro, all’incrocio delle quali non si può rinunciare a una discesa al mare, per godersi la scenografica marina e la scogliera.

Tra negozietti e ristoranti, gelaterie e botteghe si sale alla piazza del Duomo, percorrendo il cuore della città, quel corso Ruggero che ne taglia in due l’anima, l’asse che dalla Cattedrale porta alla zona meridionale, alla città moderna. Finale di mattinata dalle forti emozioni con l’arrampicata alla Rocca, roccione calcareo di 270 metri di altezza che caratterizza fortemente il paesaggio, nota ai Fenici con il nome di “promontorio di Ercole”, dalla quale si gode di un panorama mozzafiato sul centro storico e su tutto il litorale, oltre a proporre la cinta muraria megalitica e il castello. Pranzo in uno dei ristoranti del centro per assaporare la tipica pasta con le sarde, proseguendo magari con una caponata e sorseggiando un Erice bianco, vino delle terre trapanesi.
 

Pomeriggio tra le meraviglie d’arte e cultura del centro storico. Tra i vicoli che da corso Ruggero scendono in via Vittorio Emanuele è da vedere il museo Mandralisca che, tra le tante meraviglie, custodisce lo splendido Ritratto d’Uomo di Antonello da Messina, e il cratere di argilla del Venditore di Tonno. Poi la pinacoteca, la collezione archeologica, la ricca raccolta malacologica, il monetario e i mobili e gli oggetti appartenuti alla famiglia Mandralisca.
Sosta a metà pomeriggio per una granita al caffè o ai gelsi in una delle gelaterie del centro prima di approdare all’altra meraviglia della Cefalù storica, la Cattedrale. A questo gioiello medioevale, immerso nel cuore dell’abitato e voluto da Ruggero II d’Altavilla nel 1131, si accede salendo una scalinata che porta al sagrato ornato di statue; due grandi torri laterali con monofore e bifore incorniciano la facciata. Tre sono invece le navate interne divise da possenti colonne, in un tripudio di capitelli romani e corinzi. Incanta il Cristo Pantocratore dominante la zona presbiteriale, splendida decorazione musiva. Assolutamente da non perdere il vicino Chiostro del XII secolo.
 
Cena in uno dei ristoranti della scogliera, per godersi il tramonto sul mare e assaggiare le panelle, preparate con farina di ceci, acqua e prezzemolo, passando poi ad un piatto di spaghetti alla bottarga di tonno, per finire con un assaggio di anelletti al forno, il tutto da accompagnare con un Alcamo bianco, anch’esso tipico vino bianco del trapanese e del palermitano.
 
DOMENICA: LE MADONIE E SANTO STEFANO DI CAMASTRA
Sono le Madonie la meta della mattinata, e specificatamente il borgo storico di Castelbuono, a oltre quattrocento metri di altitudine. Situato a una manciata di chilometri dal mare, Castelbuono regala aria di montagna e paesaggi montani, nel suggestivo scenario delle Madonie. Difficile resistere alle sue gelaterie, mentre si raggiunge il castello dei Ventimiglia, che domina, imponente, l’abitato. Da vedere, all’interno del castello, il Museo Civico, percorso storico culturale alla scoperta del territorio dove merita una visita la Cappella Palatina. Altro tesoro della città è la chiesa di Maria Santissima Assunta, la matrice vecchia. Pranzo veloce con vista sulle Madonie assaggiando i formaggi locali, la provola e il pecorino, un gustoso arancino e, per finire golosamente, qualche pasta di mandorla.

Pomeriggio sul mare, a Santo Stefano di Camastra. Varcato il confine tra la provincia di Palermo e quella di Messina, eccoci nel paese delle ceramiche, baluardo settentrionale del parco dei Nebrodi. Ci si perde nel suo centro storico, trascinati dalla curiosità di scoprire i suoi laboratori ed esplorare le sue botteghe, in un susseguirsi di innumerevoli creazioni di ceramica, autentiche meraviglie artigianali di questo angolo di Tirreno tra il capoluogo e Messina. Da vedere il Museo della Ceramica, intrigante viaggio nella storia e nella cultura della città e della sua eccellenza artigianale.
Poi il silenzio della spiaggia all’ombra del borgo, le carezze dell’ultimo sole del weekend e la compagnia di una fetta di cassata, dolce straordinario patrimonio dell’isola, lasciando che prendano il sopravvento i profumi di questo frammento di Sicilia del nord, splendido scrigno di emozioni che, lentamente, la notte consegna ai ricordi.



INFORMAZIONI UTILI
Dormire
Per dormire a Cefalù e dintorni, consultate la nostra selezione di alberghi, agriturismi e b&b.
Tra i vari hotel, segnaliamo l'Hotel Baia del Capitano (www.baiadelcapitano.it), hotel di classe sul mare a cinque minuti da Cefalù.
A Santo Stefano di Camastra, hotel La Playa Blanca, www.laplayablanca.it
 
Mangiare
Per mangiare a Cefalù e dintorni, consultate la nostra selezione di ristoranti e agriturismi.
Tra i vari ristoranti, consigliamo il suggestivo Al Porticciolo, con i tavoli sulla scogliera (qui la nostra scheda), e Lo Scoglio Ubriaco (ottima la pasta con le sarde, tel.0921.423370).
Da non perdere la pasticceria Fiasconaro a Castelbuono, vero e proprio tempio per i golosi.
 
Acquistare
Per comprare ceramiche a Santo Stefano di Camastra, si consiglia la bottega artigianale Ceramiche Caruso, www.ceramichecaruso.it.
 
Gallery fotografica in alto (nell'ordine):
- panorama di Cefalù, foto Thinkstock
- interno della Cattedrale di Cefalù, foto Thinkstock
- lungomare di Cefalù, foto Thinkstock
- granita al caffè, foto Thinkstock
- vista dalla rocca di Cefalù, foto Thinkstock
- cattedrale di Cefalù, foto Thinstock
- bottega a Santo Stefano di Camastra
- il palazzo dei Ventimiglia a Castelbuono