Scopri il mondo Touring

Moncalvo, le suggestioni del Sacro Monte di Crea e la malvasia di Casorzo

Weekend. Nel Monferrato astigiano, tra tartufo e malvasia

di 
Luca Sartori
16 Ottobre 2014
E’ un’ampia vallata che dalle risaie sale verso le terre astigiane, un alternarsi di campi coltivati e minuscoli borghi, castelli dalle torri merlate e boschi. Il lungo serpente d’asfalto che con curve e tratti rettilinei s’arrampica fino a Moncalvo d’Asti par quasi uno sfregio nell’armonioso mosaico di colori tra i quali, nel cuore dell’autunno, primeggiano il marrone, il giallo e l’oro. Dalla grande pianura punteggiata di paesi e cascine e, per parte dell’anno, allagata per la coltivazione del riso, la statale 457 affonda nel cuore delle terre astigiane, tra dolci poggi e un’ampia vallata. Antica capitale di queste terre, Moncalvo è tra le mete più interessanti dell’autunno piemontese, con i suoi importanti eventi culturali e le sue fiere. 
 
VENERDI' SERA: L'ARRIVO A MONCALVO
Dalla torre di quello che fu l’antico castello di Moncalvo spazia lo sguardo sulla distesa di colli e valli. Appena la notte spegne gli ultimi riflessi di luce ecco accendersi i tanti piccoli centri abitati arroccati sulla moltitudine di poggi che si susseguono in ogni direzione, nella loro armoniosa irregolarità.
E’ il calore di una delle trattorie della zona a regalare le prime emozioni monferrine, con salumi, tra cui la squisita muletta del casalese, i salamini d’asino della vicina Calliano, e i formaggi da accompagnare con una buona Barbera d’Asti. 
 
 
SABATO: IL SACRO MONTE DI CREA E CASORZO
Sveglia nel cuore del Monferrato, dove straordinario è il colpo d’occhio sui colli se il sole del mattino ne esalta i colori, velatamente malinconico se avvolto nella nebbiolina autunnale, riconsegnando tinte e sfumature alle campagne ed alle colline solo nella tarda mattinata. Colazione con paste di meliga e amaretti, poi partenza alla volta del Sacro Monte di Crea.

Tra i patrimoni mondiali dell’umanità dell’Unesco, il Sacro Monte di Crea unisce la ricchezza naturale del suo colle al prezioso percorso architettonico e religioso. Interessante l’itinerario devozionale tra le 23 cappelle che culmina a quella del Paradiso, splendido epilogo dei percorsi boscosi del colle, tra castagni, ciliegi, carpini, robinie e farnie.
Imperdibile la sosta alla basilica di Santa Maria, cuore del santuario, che custodisce affreschi della seconda metà del Quattrocento e una tela di colui che è definito il “Raffaello del Monferrato”, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.
Pranzo in uno dei tipici agriturismi monferrini gustando un bel piatto di agnolotti fatti in casa, uno stracotto di maiale al barbera per chiudere con il classico bunet al cioccolato e amaretti.

Pomeriggio a Casorzo, borgo dell’estremità settentrionale della provincia astigiana, capitale del Malvasia, tra i migliori vini da dessert italiani, dolce e lievemente frizzante, del quale si hanno notizie fin dal XIII secolo. E’ la Cantina Sociale di Casorzo che consente di apprezzare e vivere il vino, la cultura del luogo e la storia di questa piccola capitale del Malvasia, dove i colori dell’autunno si mescolano alle suggestioni del vicino castello merlato di Montemagno, arroccato su di un vicino poggio.
Tornati a Moncalvo, cena con la tradizionale bagna caoda, con cardi, verze e topinambour, oppure con il sontuoso fritto misto alla piemontese, dolce e salato, da accompagnare con un buon vino rosso monferrino, magari un grignolino del casalese.
 
DOMENICA: MONCALVO E LA SUA FIERA
Giorno di festa da trascorrere interamente a Moncalvo. Ogni anno, per due domeniche di ottobre, si svolge la Fiera Nazionale del Tartufo, evento culturale e turistico di grande richiamo.
Colazione con i tradizionali krumiri, i tipici biscotti casalesi creati dal pasticcere Domenico Rossi nel 1870. E’ bello poi lasciarsi trascinare dalla curiosità per i vicoli di Moncalvo, farsi rapire dai profumi della fiera, straordinaria vetrina di sapori piemontesi, dove l’eccellenza artigiana e gastronomica regionale incanta turisti e appassionati, curiosi e cultori del buono. Salumi, formaggi, funghi, dolci, vini, salse, miele e marmellate, si susseguono in un percorso che regala emozioni per occhi e palato.
 

Cuore della fiera è il porticato che delimitava l’antico castello, palcoscenico dove il tartufo può essere ammirato e celebrato, respirato e acquistato. Fu in una locanda della città che ebbe luogo la prima storica mostra-concorso del prezioso tubero. L’appassionato locandiere, estimatore e intenditore di tartufi, decise di organizzare l’evento che avrebbe cambiato la storia di Moncalvo, richiamando numerosi “trifulau” della zona, i celebri cercatori di tartufi, sempre accompagnati dall’inseparabile “tabui”, il fedele segugio.

Come non onorare la ricca enogastronomia monferrina in un’occasione così importante con un ricco pranzo, iniziando con un tomino in salsa di mele e miele, oppure un salamino caldo con crema di patate. Come primo tagliolini al tartufo oppure riso con i funghi porcini, poi, di secondo, quaglietta arrosto o coniglio con patate annaffiati da un buon Ruchè di Castagnole Monferrato.

Pomeriggio di cultura tra gli edifici storici della città. Da vedere la chiesa di San Francesco, in posizione dominante, autentica galleria di opere di Guglielmo Caccia e della figlia Orsola Maddalena, tra cui l’Adorazione dei Magi, il Martirio di Sant’Orsola e l’Allegoria Francescana, per tornare nel centro storico, alla seicentesca chiesa di Sant’Antonio Abate, dove ammirare altre pregevoli tele del Moncalvo e di Ferdinando Pozzo, e l’organo ottocentesco del varesino Bernasconi, chiudendo alla settecentesca chiesa della Madonna delle Grazie.

Sono ristoranti e agriturismi, locande e osterie l’ultima meta della giornata di tanti visitatori della fiera. Ideale una cena classica piemontese, con un carosello di antipasti, concedendosi le gustose acciughe al verde, i salumi delle colline astigiane, il tradizionale vitello tonnato, la lingua al bagnetto verde e l’immancabile albese con tartufi, da accompagnare con un bianco o un rosso astigiano. Gran finale con la torta di nocciole, da assaporare con un buon bicchiere di malvasia di Casorzo.
Cala intanto la notte sulla città del tartufo, mentre la gente lentamente si dissolve tra le fosche tinte della notte, portando con se il ricordo di un assaggio, di una pietanza, di un sorso di vino e del regale profumo di tartufo bianco, inebriante splendida essenza dell’autunno di queste terre.
 
INFORMAZIONI UTILI
Per dormire a Moncalvo d'Asti e dintorni, consultate la nostra selezione di alberghi, agriturismi e b&b.
Per mangiare a Moncalvo e dintorni, consultate la nostra selezione di ristoranti e trattorie. Molti offrono sconti ai soci Tci.

Tra le varie strutture, segnaliamo l'Agriturismo La Quercia Rossa, a Moncalvo, ricavato in un'antica casa padronale di inizio Settecento; sconto 10 per cento ai soci Tci.
La Trattoria Vineria Corona Reale è invece un locale storico del centro di Moncalvo (www.coronareale.it), mentre punto di aggregazione e vetrina di vini e prodotti tipici della zona è la Bottega del Vino di Moncalvo (www.bottegadelvinodimoncalvo.it).
L'Hotel e ristorante Cascina Spinerola (www.cascinaspinerola.it) è un'antica cascina adibita a hotel e ristorante di classe.
La Cantina Sociale di Casorzo (www.casorzodoc.it) propone soprattutto il vino tipico del paese, il Malvasia.
 
 
(Copyright delle foto di Moncalvo e della Fiera: www.fieradeltartufodimoncalvo.it)