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Alla scoperta della capitale dell'Andalusia tra grandi classici e consigli per sfuggire dalla massa dei turisti

Tre giorni a Siviglia: che cosa vedere

di 
Tino Mantarro
27 Gennaio 2017

Quando si arriva a Siviglia per un lungo finesettimana (tre giorni sono una misura ideale) si viene letteralmente sovrastati dalla quantità di chiese e monumenti che ci sarebbero da vedere. Così tanti (e spesso così affollati) che uno rischia di perdersi e tornare a casa con l’idea poco piacevole di una città sommersa dai turisti.

Eppure basta fare qualche passo e abbandonare la zona monumentale compresa tra la Catedral, il Real Alcazar e il quartiere – ormai completamente votato al turismo – di Santa Cruz, che Siviglia riprende forma e mette in mostra la grande voglia di vivere dei suoi abitanti. Sivigliani che a qualunque ora del giorno (tranne tra le 15 e le 17, quando religiosamente tutti fanno la siesta) affollano ogni spazio pubblico, rimanendo per ore in piedi ai banconi di un bar a bere e chiacchierare all’infinito con quel loro accento particolare, il seseo sivigliano, che ti fa sembrare di essere in un’altra Spagna, dove per strada crescono le arance (ma non toccatele!).
 
 
VENERDÌ
Mattina
Un palazzo che di per se non è nulla di eccezionale, a un passo dalla cattedrale, ospita l’Archivio General de Indias che conserva da secoli tutti i documenti dalla Conquista spagnola delle Indie, che poi era il Sudamerica. Un paio d’ore istruttive, e gratuite, per curiosare tre le riproduzioni dei documenti firmati da Colombo e della regina Isabella, da Cortez e dagli altri generali che misero a ferro e fuoco il Nuovo Continente.
 
Pomeriggio
La basilica della Macarena è una chiesa neanche troppo grande costruita nel 1949 per ospitate la statua della Virgen de la Esperenza cui i sivigliani sono molti devoti. Il quartiere intorno è ancora poco battuto dalle torme dei turisti ed è una delle zone del centro che conserva l’anima della città e dove si può osservare meglio la vita dei sivigliani in una spola incessante tra botteghe e bar. In zona per pranzo conviene fare un salto al Mercado das Feiras, che ancora non è vittima dell’effetto “Master Chef” e permette di assaggiare tapas di pesce fresco e vino a 3 €. Appena dietro il mercato si trova il Centro de Arte Mudéjar, un palazzo dove imparare molto sulla ricca eredità araba nell’architettura cittadina.
 
 
Sera
Dici Siviglia e pensi al flamenco, o al barbiere. Di barbieri in giro se ne vedono ben pochi, ma il flamenco è onnipresente. Negozi di souvenir tematici, cartelloni di spettacoli, piccoli musei. Il prezzo per gli show più turistici è ovunque lo stesso: 18 euro per uno spettacolo di un’ora e mezza. Altrimenti bisogna cercare le peñas flamencas nei diversi quartieri, tra cui Triana, qui a tarda sera, comunque sempre ben dopo le 23, si esibiscono ballerini di ogni sorta. Un luogo dove andare sul sicuro (e vedere uno spettacolo in prima serata, tra le 18 e le 22) è la Casa de la Memoria, in centro (www.casadelamemoria.es).
 
 
SABATO
Mattina
L’immensa Cattedrale dalle volte gotiche, con la torre della Giralda da cui si gode la miglior vista della città non si possono perdere, anche se la coda fuori e la massa di turisti all’interno possono scoraggiare i meno tenaci. C’è però un piccolo trucco per evitare la fila senza passare per i soliti italiani. Il biglietto d’ingresso da 12€ (quello normale costa 9 €) è cumulativo e comprende anche la Iglesia del divino Salvador, in plaza del Salvador. Un trionfo di Barocco all’ennesima potenza che merita una visita: acquistando praticamente senza coda il biglietto qui si può poi entrare direttamente in cattedrale senza fare la coda e senza che nessuno vi possa dire alcunché. E vi potrete ammirare in santa pace la Sacristia Mayor, il primo spazio rinascimentale della Cattedrale. Info: www.catedraldesevilla.es.
 
Pomeriggio
Se vi trovate in plaza del Salvador per la chiesa, intorno alle due vedrete che piano piano si riempie sempre più di gente. Tanto che uno si chiede, ci sarà una qualche festa speciale? No, nulla di speciale. Semplicemente questa è una delle piazze centrali preferite dove tapear e ir de copas, ovvero bere una birra, o un tinto de verano (un rosso allungato) pasteggiando con i fritti dei due antichi tapas bar che si affacciano sulla piazza, La antigua Bodeguita e La Alicantina. Si rimane in piedi, ma è un vero spettacolo e il clima lo permette sempre. E magari troverete uno dei venditori di strada che a due euro smercia coni di gamberetti e tonno.
 
Sera.
Ai tempi di Hemingway andare in Spagna e non vedere la corrida non era pensabile. Oggi la corrida, pur ancora radicata nella cultura spagnola specie in Andalusia, è uno spettacolo che sta alla coscienza di ognuno se vedere o meno, e ad ogni modo la plaza de toros cittadina al momento è in restauro. Il vero spettacolo popolare da parecchia anni a questa parte è il calcio, e a Siviglia gioca una delle squadre che in questi anni sta offrendo lo spettacolo migliore: il Sevilla Fc. L'altra squadra cittadina è lo storico Betis Sevilla, ma oggi i biancorossi del Sevilla sono il meglio in circolazione. Le partite – che si giocano con fischio d’inizio tre le 19 e le 23 – sono quasi sempre piene, un biglietto costa sui trenta euro, ma lo spettacolo li merita. Info: www.sevillafc.es
 
 
DOMENICA
Mattina
Se proprio non ne potete più di vedere chiese barocche fate un giro al Museo di Bellas Artes, non troppo frequentato dai turisti. Gratuito per i cittadini dell’Unione raccoglie una delle più preziose collezioni di arte spagnola del Paese, con molti capolavori della scuola sivigliana del Siglo de Oro. La domenica chiude alle 14.15. Non distante in plaza S. Lorenzo una bella chiesa e molti bar dove fermarsi per un caffé e dei churros.
 
Pomeriggio
Costruita tra tante polemiche perché sfidava l’estetica tradizionale del centro cittadino, la copertura in legno di plaza de la Encarnaciòn, è ufficialmente conosciuta come Metropol Parasol, ma tutti in città la chiamano semplicemente la Setas, i funghi (setasdesevilla.com). Certo ricordano un poco le casette dei puffi, ma tutta la zona intorno è ricca di vita e locali dove fermarsi. Per ora vanno molto di moda quelli di Calle Regina, piuttosto hipster ma assolutamente piacevoli per chi vuole qualcosa di un poco diverso dal solito. Oppure se cercate un posto molto tipico andate fino al Rincocillo (Calle Gerona 40, www.elrinconcillo.es), fondato nel 1670 dicono sia il ristorante più vecchi di Spagna ed è segnalato su tutte le guide ma pazienza, merita davvero.
 
Sera
Il Guadalquivir è importane per la storia di Siviglia. Le imbarcazioni che arrivano dalle Indie lo risalivano portando in città ori e spezie. Da secoli il fiume non è più così importante per l’economia della città, ma è ancora luogo centrale dove andare a prendere il fresco quando in città proprio non ce la si fa più. Dal lato del centro il lungofiume è stato sistemato e il paseo Alcalde Marques de Condadero offre prati e panchine dove oziare e riposarsi gustandosi il panorama di Triana, il quartiere dove un tempo abitavano i gitani, marinai e vasai. Basta attraversare il ponte de Isabel II e si ha solo l’imbarazzo della scelta dei locali dove fermarsi per un bicchiere e un panino al prosciutto. Se volete provare un posto assai amato dai locali non fate gli schizzinosi e andate al bar Santa Ana (calle Pureza 82), davanti all’omonima chiesa.
 

 
INFO PRATICHE
Arrivare
L’aeroporto di Siviglia si trova a 10 chilometri dal centro città. Un taxi per il centro costa circa 25 euro. Ma si può risparmiare prendendo i frequenti bus della Linea AE che per 4 euro a testa (biglietto a bordo, a/r 6 euro) porta nei pressi del centro, al paseo de Colòn, fermando anche alla stazione ferroviaria de Santa Justa. Dall’Italia si può volare direttamente a Siviglia con Ryan Air sia da Bergamo che da Milano Malpensa, ma anche Bologna, Napoli, Pisa e Roma Fiumicino. La low cost spagnola Vueling invece vola diretta da Roma Fiumicino. Altrimenti conviene volare su Malaga o Granada, e da qui prendere un treno, in due ore e mezza di viaggio e con circa 25 euro di spesa si arriva; info su www.renfe.es.
 
Dormire
Nel cuore della città il Corral del Conde è un edificio storico del XVI secolo nato per ospitare i profughi che arrivavano dalle campagne e diventato poi un esempio di abitazione popolare, con decine di piccoli appartamenti di ringhiera affacciati su un enorme cortile interno. Un paese nella città che è stato restaurato nel 1972 da Aldo Rossi e oggi ospita turisti in mono e bilocali con prezzi da 50 € a notte; www.corraldelconde.com. Se volete trattarvi molto bene provate questo hotel centrale in un antico palazzo moresco, doppia da 110 euro; lascasasdelajuderiaseville.spainhotels.it. 

Leggere
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