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Dal Piemonte all'Umbria, ecco le nostre scelte

Quali sono i borghi fortificati più belli d'Italia?

di 
Luca Sartori
9 Marzo 2016
 
 
Non c’è Stato al mondo che possa vantare un patrimonio storico e culturale più grande dell’Italia. Dalle grandi città d’arte a una moltitudine di piccoli borghi, la penisola è uno sterminato mosaico di luoghi che custodiscono storie millenarie, tradizioni, antiche leggende e un’immensa raccolta di tesori architettonici e culturali.
 
Tra questi ci sono luoghi che sono riusciti a mantenere o a riproporre l’atmosfera di un tempo, conservando intatte o quasi l’antica struttura urbanistica e quelle che erano le storiche mura. Borghi fortificati, dunque, cinti da possenti bastioni, dove il medioevo sembra essere giunto fino ai nostri giorni: ne abbiamo scelti dodici, anche se sappiamo che l'elenco è lontano dall'essere completo. Molti sono stati insigniti del riconoscimento Touring di Bandiera arancione, che premia la qualità turistico e ambientale dei piccoli borghi dell'entroterra. Se conoceste altri borghi fortificati degni di visita, lasciate i vostri commenti sotto la notizia! Ecco i borghi fortificati più belli, in ordine puramente geografico (non è una classifica!). 
 
1. CANDELO, L’ANTICO RICETTO ALL’OMBRA DELLE ALPI
Possenti mura merlate, per un perimetro di quasi cinquecento metri, e quattro grandi torri cilindriche regalano al borgo medioevale di Candelo un’atmosfera d’altri tempi. Situato tra Biella e la Riserva Naturale Orientata delle Baragge, in Piemonte, fu eretto come fortificazione collettiva per volere dei popolani tra il XIII ed il XIV secolo. Adibito a magazzini e a deposito di prodotti agricoli, oppure, in caso di pericolo, a ricovero per il popolo, il borgo consente di rivivere, ancora oggi, l’atmosfera d’un tempo.
 
Svariate manifestazioni permettono di visitare il ricetto in differenti periodi dell’anno e in suggestivi e interessanti contesti, e di apprezzarne l’ottima conservazione, magari percorrendone il cammino di ronda, lasciandosi rapire dai vicoli in ciottolato, chiamate rue, o curiosando negli svariati edifici visitabili. Principale edificio del nucleo medioevale è il Palazzo del Principe, voluto da Sebastiano Ferrero nel 1496, quando divenne feudatario di Candelo.

Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.

 
2. SABBIONETA, LA PICCOLA ATENE DELLA PIANURA PADANA
A due passi dal Po, nel cuore della pianura padana, Sabbioneta è uno dei borghi gioiello della Lombardia. Una cinta muraria cinquecentesca di forma esagonale divide l’abitato dalle campagne e fa da cornice a questo bel borgo del Mantovano che, nella seconda metà del Cinquecento, visse la sua grande metamorfosi voluta da Vespasiano Gonzaga: il principe ne promosse la ricostruzione secondo gli ideali architettonici classici, facendone un importante centro tardorinascimentale, tanto da far meritare a Sabbioneta l'appellativo di “Piccola Atene”.
 
Molti i monumenti da visitare. E’ il Palazzo Ducale a dominare il centro dell’abitato. Iniziato nel 1568, presenta un imponente loggiato in facciata e custodisce un interno riccamente decorato da affreschi manieristici e soffitti lignei intarsiati. Residenza privata di Vespasiano era il Palazzo del Giardino nel quale è apprezzabile il contrasto tra la severità dell’esterno con la ricchezza ed i decori delle sale interne ricche di stucchi e affreschi. Dalla residenza del principe si può direttamente accedere alla Galleria degli Antichi, che richiama la struttura ad arcate sovrapposte degli acquedotti romani. Da non perdere il Teatro Olimpico dello Scamozzi, risalente al 1590, arricchito da affreschi di scuola veneta.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


 
3. GLORENZA, MEDIOEVO DEL NORD
Situata all’estremo nord dell'Italia, Glorenza (Bz) è l’unica città fortezza rimasta quasi completamente intatta del Trentino-Alto Adige. Al centro dell’alta Val Venosta, a pochi chilometri dal confine svizzero, e bagnata dall’Adige, fu, in epoca romana, importante crocevia commerciale verso la Svizzera, assumendo, nella prima metà del Trecento, un importante ruolo commerciale detenendo il monopolio del commercio del sale proveniente da Hall in Tirolo.
 
Le sue belle vie porticate conservano una particolare atmosfera. La cerchia delle mura imperiali, risalente al 1555, lungo la quale sorgono sette torri rotonde e vi sono tre porte sormontate da altrettante torri quadrate, racchiude il piccolo borgo immerso in uno scenario montano di grande suggestione.  La quattrocentesca parrocchiale di San Pancrazio, affiancata dal campanile del XIV secolo, decorato con un affresco raffigurante il Giudizio Universale, sorge al di fuori della cinta muraria.

 
4. SOAVE, VITIGNI ALL’OMBRA DELLE MURA MERLATE.
Dominato dal bellissimo castello, Soave è uno dei borghi più suggestivi del Veneto ed è situato ad una ventina di chilometri da Verona. Fu pagus romano e poi luogo fortificato in epoca medioevale. Furono gli Scaligeri, nel XIV secolo, a dotarlo di un giro di mura con ben ventiquattro torri e un castello, fra i più belli della regione, con sale affrescate e cimeli, che ancora oggi ne caratterizza fortemente l’abitato.
 
Il borgo è ricco di edifici storici tra cui il Palazzo di Giustizia, eretto dai Veneziani, con un bel portico, il Palazzo Scaligero, risalente al XIV secolo, il quattrocentesco Palazzo Cavalli in stile gotico-veneziano ed il rinascimentale Palazzo Pieropan. Da vedere i pregevoli dipinti del XVI secolo di Farinati, Morone e Orellano da Ravenna, custoditi nella parrocchiale di S. Lorenzo. A Soave non si può non assaggiare un buon bicchiere del suo omonimo vino bianco, prodotto con le uve dei vigneti che fanno da cornice a questo suggestivo borgo.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


5. CITTADELLA, LE ALTE MURA A DIFESA DELLE TERRE PADOVANE
Le radici di Cittadella (Pd) giungono fino al 1220 quando fu fondata per difendere il territorio padovano contro la trevigiana Castelfranco. Imponente la sua cinta muraria dalla forma ellittica, che si eleva ad un’altezza media di quattordici metri (è stata rifatta nel tempo, ma è sempre suggestiva), le trentadue torri e le quattro porte a tripla arcata. Cinta muraria che si sviluppa per una circonferenza di quasi un chilometro e mezzo e uno spessore medio di oltre due metri. A farvi da cornice un fossato alimentato da acque sorgive che rende ancor più suggestiva la vista delle mura dall’esterno della cittadina.
 
Nel cuore dell’abitato si eleva la neoclassica parrocchiale, costruita su disegno di Ottavio Scamozzi, che custodisce, tra gli altri, dipinti di Jacopo da Bassano e di Palma il Giovane. Da vedere anche la Pinacoteca del Duomo che presenta dipinti del periodo compreso tra il XVI ed il XVIII secolo. Per saperne di più sulla storia antica della zona è poi da vedere il Museo Civico, dove sono esposti i reperti archeologici che ne documentano gli antichi insediamenti romani.

 
6. MONTAGNANA, TERRA DI STRAORDINARI BASTIONI E PROSCIUTTO
Altra perla del padovano, Montagnana è una delle più straordinarie città murate d’Italia. Con ventiquattro torri e quattro porte la sua cinta muraria (in gran parte originale) fu fatta costruire da Francesco Il Vecchio da Carrara tra il 1360 ed il 1362. Alla Porta Padova è unito il Castello di S. Zeno, imponente costruzione con torri angolari, dal mastio e da un edificio di stile veneziano nel quale si trova il Museo Civico “Giacomelli”, nel quale sono conservati i reperti provenienti dalla necropoli romana della “Gens Vassidia”, poco lontano dal centro storico.
 
Una vasta piazza caratterizza il centro del paese sulla quale si affaccia il Duomo dalla facciata in cotto con il portale a forma di arco di trionfo. Al suo interno sono conservati una “Trasfigurazione” del Veronese, svariati dipinti risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XVIII secolo e pregevoli sculture settecentesche. Sempre sulla piazza centrale si affaccia il quattrocentesco Palazzo del Monte di Pietà. Nei pressi di quest’ultimo si trova anche il Palazzo del Municipio. A Montagnana va assolutamente assaggiato il buon prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP, prodotto locale celebrato nel borgo nel mese di maggio.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


 
7. VENZONE, IL BORGO MEDIOEVALE SUL TAGLIAMENTO
Venzone sorge alla confluenza di due importanti valli, quella del Tagliamento e quella del Canal di Ferro, nell’estremo lembo orientale d’Italia, in provincia di Udine. Situato ai margini del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, tra boschi e montagne ricche di fauna selvatica, incanta per il suo fascino medievale, per le sue mura e per i suoi apprezzabili monumenti storici.
 
Cuore religioso del borgo è il Duomo di Sant’Andrea Apostolo, eretto su una preesistente chiesa trecentesca. Curiose le Mummie di Venzone, popolari già nei secoli passati e visitate da Napoleone nel 1807, custodite nell’antica Cappella San Michele. Da vedere anche il Municipio, apprezzabile esempio di palazzo gotico-veneziano. Il borgo e le zone limitrofe sono state teatro di importanti scene di famose produzioni cinematografiche tra cui “La Grande Guerra” di Mario Monicelli e “Addio alle armi” di John Huston e Charles Vidor.

 
8. VIGOLENO, IL PICCOLO GIOIELLO DELLE TERRE PIACENTINE
E’ un minuscolo borgo tra le colline piacentine, situato a 350 metri d’altezza, sul crinale tra la valle dello Stirone e quella dell’Ongina, e appartiene al comune di Vernasca. Di forma ellissoidale, è chiuso all’interno di imponenti e ben conservate mura merlate, percorse da un camminamento che consente di godere di uno straordinario colpo d’occhio sulle colline circostanti.
 
E’ la Rocca a caratterizzare particolarmente il piccolo borgo, nel quale sono da vedere anche la trecentesca parrocchiale di San Paolo, dal bel portale gotico, nella quale è conservato un crocifisso ligneo di scuola riminese, una Madonna con Bambino e angelo di Bernardino Dolci, risalente al XV secolo, la pala della Madonna della Misericordia di Luzio Dolci, del XVI secolo. Da vedere anche la piccola chiesa dell’Ospedale che custodisce un bel ciclo d’affreschi quattrocentesco di Bernardino Dolci e un crocifisso ligneo.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


 
9. GRADARA, IL BORGO CON VISTA SULL’ADRIATICO
Dal poggio sul quale sorge si vede il mare. E’ il litorale romagnolo del sud a farsi ammirare da Gradara. Dalle spiagge di Riccione e Cattolica si scorge la rocca che domina il borgo fortificato, immerso in un bellissimo paesaggio collinare. A 142 metri sul livello del mare è uno straordinario esempio di architettura medievale. Strettamente legata agli eventi del castello, la storia del borgo, raccolto tra le mura e addossato al castello, è situato in fortunata posizione tra mare e colline, crocevia di traffici e genti.
 
Teatro degli scontri tra lo Stato Pontificio e le Casate romagnole e marchigiane, il borgo di Gradara è raccolto all’interno di una doppia cinta di mura caratterizzate da quattordici torri e da una porta fortificata con gli stemmi degli Sforza, dei Della Rovere e dei Farnese. Suggestivo l’intreccio di vicoli dove si succedono botteghe e locali. Da vedere il museo storico, collezione di documenti storici e oggetti antichi, e le grotte medievali, intreccio di cunicoli del sottosuolo. Elemento caratterizzante è la rocca, eretta dalla famiglia Griffo nella seconda metà del XII secolo. Da assaggiare il piatto tipico del borgo, il bigol, gli spaghettoni fatti a mano dalle massaie del paese e conditi con sugo di funghi porcini locali o con sugo di carne alla marchigiana.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


 
10. MONTERIGGIONI, LA CITTA’ FORTEZZA NELLE TERRE SENESI
Nel cuore delle terre senesi, Monteriggioni è uno dei centri più caratteristici della Toscana. Domina da un poggio le colline e le campagne limitrofe, troneggiando con le sue mastodontiche mura. Tipico esempio di borgo fortificato, è racchiuso nella cerchia muraria di forma ellittica, dal perimetro di oltre cinquecento metri e dallo spessore di due. Le torri della cinta si elevano al di sopra delle mura di oltre sei metri.
 
E’ piazza Roma il cuore del borgo, dalle spiccate caratteristiche tipiche dei borghi della Toscana. Percorrendo i vicoli, tra negozietti e locali, si respira la campagna toscana che fa da cornice al paese fortificato. Centro religioso del borgo è la Pieve di S. Maria Assunta, costruita nel 1219 e a unica navata che termina con un abside quadrata con volte a crociera, in stile gotico, con all’interno il coro ligneo del XVI secolo. La facciata policroma è costituita da calci di travertino e pietra serena.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


 
11. ANGHIARI, TEATRO DELLA BATTAGLIA TRA FIORENTINI E MILANESI
Teatro della storica battaglia del giugno del 1440 tra le truppe fiorentine e papali e l’esercito milanese di Filippo Maria Visconti, che cercava di espandersi oltre l’Arno, Anghiari è un bellissimo borgo che domina la valle del Tevere. E’ straordinaria l’atmosfera che riesce a trasmettere questo borgo trasudante medioevo, angolo di Toscana inviolabile protetto dalle possenti mura duecentesche, alleata della civiltà fiorentina fin da quel 1440 che vide i Visconti soccombere.
 
Antico punto d’incontro tra civiltà diverse, Anghiari è un piccolo gioiello d’arte e cultura. Il Palazzo Pretorio, sede del municipio, Palazzo Marzocco, la chiesa di Santo Stefano, tra i più antichi edifici altomedioevali toscani e la chiesa della Croce sono solo alcuni dei tanti edifici storici di questo borgo museo situato nelle terre dell’aretino. Terra d’agricoltura e turismo, Anghiari fu tra il XVI ed il XIX secolo uno dei centri della produzione d’armi da fuoco. Oggi è centro artigianale, dov’è diffusa, tra le altre, l’attività di restauro del mobile antico, la tessitura ed il ricamo. 
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.


 
12. SPELLO, TESORO MEDIOEVALE DELL’UMBRIA
Spello sorge alle pendici del monte Subasio, tra Assisi e Foligno, in Umbria. Terra di viti, cereali e olivi, fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. Caratterizzata da una delle cinte murarie meglio conservate d’Italia, propone svariati tesori architettonici tra cui la Porta Consolare, l’ingresso principale della città romana, realizzata in calcare del Subasio, con torre medievale e statue marmoree, la porta romana dell’Arce o dei Cappuccini, ingresso settentrionale del borgo.
 
Da vedere la chiesa di Santa Maria Maggiore, nota anche come la Collegiata, divisa in due parti, il Palazzo Priorale e il Palazzo dei Canonici, sede della Pinacoteca Civica. L’interno della Collegiata presenta un soffitto costituito da una volta a crociera e un apprezzabile pavimento di maioliche di Deruta. Imperdibile la Cappella Baglioni, affrescata dal Pintoricchio. Di grande suggestione l’intreccio di vicoli del borgo, costellato da svariati angoli pittoreschi che riportano agli antichi fasti medievali.
 
Maggiori info nella scheda del borgo sul sito di Bandiere arancioni.