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Nel Ponente ligure, eleganza, mare e cultura

di 
Luca Sartori
20 Novembre 2013
E’ nell’estremo ovest della Liguria, a una manciata di chilometri dalla Costa Azzurra, che si estende l'angolo dove a farla da padroni sono i colori pastello, i panorami e i poggi dell’entroterra, ma soprattutto i profumi della natura accarezzata dall’aria sana della costa imperiese. Le Alpi Marittime da una parte e il Mar Ligure dall’altra fanno da cornice a Bordighera, perla della riviera di Ponente, e Seborga, suggestiva località dell’entroterra.
 
Un bacio, la dolce specialità al cioccolato della cittadina, è d’obbligo all’inizio di una giornata da dedicare a Bordighera. Una colazione sul mare ad assaporare i dolci del posto mentre l’aria della riviera accarezza la voglia di scoprire, curiosare e conoscere meglio quella che fu l’ambita meta della nobiltà inglese dell’Ottocento. Il territorio di Bordighera fu sotto il dominio di Ventimiglia fino a quando, nel 1470, alcune famiglie della zona decisero di costruire il centro, allora chiamata Bordighetto e facente parte, insieme con altri sette centri, alla “Repubblica degli Otto Luoghi” sotto l’influenza genovese. Inaugurato da Evita Peròn, il bel lungomare Argentina è la più lunga passeggiata pedonale in riva al mare della riviera ligure, che regala l’imperdibile panorama della costa verso Montecarlo. Una passeggiata che si stende tra variopinti giardini ricchi di piante e fiori e i colori del mare sul quale si affacciano le casette in legno degli stabilimenti balneari.
 
Sorge sugli scogli la chiesa di Sant’Ampelio, patrono della cittadina, in stile romanico, risalente all’XI secolo, che ha poi subito ulteriori fasi costruttive tardo romaniche, tardomedievali, seicentesche fino agli ampliamenti del XIX secolo. Interessante la cripta, a due absidi, conservante un blocco squadrato di pietra della Turbie che, sarebbe stata il letto del santo, la cui leggenda lo racconta come un anacoreta che giunse in questi territori nel V secolo portando in dono i semi delle palme da dattero. Quelle palme da dattero che contraddistinguono la cittadina e che furono immortalate da Claude Monet, il genio pittorico che di Bordighera apprezzava i colori e la luce. La stessa luce che oggi si apprezza anche nelle tante bianche facciate dei palazzi e delle ville liberty tra cui villa Garnier, costruita dall’architetto francese omonimo, che soggiornò per anni in città, realizzando edifici pubblici, religiosi e residenziali, di fronte al porto.
 
Per la pausa del pranzo Bordighera propone una ricca scelta di pietanze dove la cultura culinaria ligure è influenzata talvolta dalla cucina di derivazione piemontese. Il nasello con i carciofi è uno dei tanti esempi di cucina tipica di questa terra che unisce il sapore del mare con un frutto della terra, così come lo sgombro con i piselli, alcune delle ottime pietanze da assaporare in qualche ristorantino, dove apprezzare anche i vini della zona, dal Vermentino al Pigato al RosseseElegante e aristocratica la parte bassa della città, caratteristica e pittoresca la parte antica, fitta rete di vicoli e piazzette dove una passeggiata è d’obbligo, per poi dedicare il resto della giornata ai musei e alla splendida Villa Regina Margherita, edificio sulla collina, uno dei templi della cultura ligure e italiana, villa profondamente amata dalla sovrana, autentico gioiello di arte e cultura circondato dallo splendido parco ricco di ulivi secolari, agavi, palme e bossi, tra lampioni in ferro battuto e antichi muraglioni di pietra. Poi il Museo Biblioteca Bicknell, anche sede dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, costruito alla fine dell’Ottocento dal pittore, botanico e matematico inglese al quale è intitolato, intellettuale eclettico che esplorò l’entroterra ligure scoprendo incisioni rupestri preistoriche nella Valle delle Meraviglie. L’edificio era luogo di ritrovo della colonia inglese di Bordighera.
 
Piccolo gioiello di storia e cultura con vista sulla costa, Seborga è invece nell’entroterra a una manciata di chilometri dalla riviera dei fiori. A 517 metri di altitudine conta poco più di trecento abitanti. Visse un periodo storico particolarmente importante tra il 954, quando il conte di Ventimiglia decise di donarla all’Abbazia benedettina di Lerino, e il 1729, quando passò sotto il controllo dei Savoia. E’ invece dalla metà del Novecento che parte della comunità di Seborga rivendica l’indipendenza dalla Repubblica Italiana appellandosi e riferendosi ad un antico status di Principato di cui Seborga avrebbe anticamente goduto, ritenendo non valido il passaggio ai Savoia. Questa voglia di indipendenza del borgo ha portato i cittadini a eleggere un principe, con funzioni prettamente simboliche, supportato da un gruppo di ministri, anch’essi dai poteri simbolici. Il luigino è la moneta coniata per il Principato, anch’essa senza valore legale, dal valore di 6 dollari statunitensi, e viene esclusivamente utilizzato come buono spendibile nel borgo. Poi le targhe automobilistiche, i passaporti e le patenti di guida, tutti con l’effigie del Principato, completano il quadro folcloristico di Seborga e della sua voglia di indipendenza.
 
Insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, Seborga propone un ricco tour culturale tra edifici storici, musei e luoghi di interesse. Il cuore storico del paese è costituito dalla chiesa parrocchiale di San Martino, risalente al XVI e XVII secolo, dalla facciata barocca. Altro edificio religioso del Principato è la Cappella di Santa Giulia, una piccola chiesetta su una collina, la vista sul mare lascia senza fiato. Tre delle quattro porte d’accesso al borgo, quella di San Sebastiano, quella del Sole e quella di San Martino, sono ancora ben identificabili, mentre a San Bernardo, patrono di Seborga, è dedicato l’oratorio Cinquecentesco. Il Palazzo dei Monaci, utilizzato dai monaci durante le loro visite al borgo, le antiche prigioni e il palazzo del Governo completano la visita all’interessante quadro architettonico del borgo collinare. Dopo la visita alla Seborga alla luce del sole meritano una visita il Museo della Zecca e il Museo degli strumenti musicali, ricca esposizione di pregiati strumenti musicali che vanno da 1744 al 1930.
 
INFO PRATICHE
Ristorante La Cicala, Bordighera Alta (Im), tel. 0184.261815; info@lacicalabordighera.it. Nella zona antica di Bordighera dove assaporare, a seconda del periodo dell’anno, specialità della zona tra cui le acciughe marinate su insalata di carciofi crudi, la trippa con fagioli di Pigna o le polpette di merluzzo al limone.
Hotel Parigi, Lungomare Argentina 16/18, Bordighera (Im), tel. 0184.261405; direzione@hotelparigi.com. Raffinato hotel ubicato sul bel lungomare di Bordighera, ha una lunga storia che inizia all’alba dello scorso secolo. Nelle sue stanze hanno alloggiato regine e principesse.
Albergo Astoria, via T.Tasso, Bordighera (Im), tel. 0184.262906; info@astoriabordighera.it. A trecento metri dal centro, l’hotel sorge in una delle zone più tranquille a due passi dalla splendida Villa Regina Margherita. Edificato alla fine degli anni Sessanta fu costruito sulle fondamenta di una villa inglese.
Ristorante Il Principe, piazza M.Patrioti 6/3, Seborga (Im), tel. 0184.223570. A due passi dal centro storico di Seborga, il ristorante propone una ricca varietà di piatti liguri tra cui gnocchi e tagliatelle verdi al pesto, tagliolini carciofi e gamberoni e il coniglio alla seborghina.
Web: www.turismoinliguria.it.