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Un festival per rilanciarne l’immagine tra cinema e musica

Lampedusa, l’isola che c’è

di 
Barbara Gallucci
21 Luglio 2011

C’è chi arriva a Lampedusa in aereo e chi in nave. C’è anche chi ci arriva con carrette del mare che stanno insieme per miracolo. Di queste, negli ultimi anni, se ne sono viste migliaia su tutti i telegiornali. Gli isolani si sono dimostrati accoglienti anche se, a un certo punto, avrebbero preferito che qualcuno allargasse l’inquadratura anche sul resto. Sì perché con “quel” resto, i lampedusani ci vivono. Spiagge, mare, buona capacità ricettiva e ottimi ristoranti. Un’intera economia che col turismo si mantiene e vorrebbe anche prosperare.


 


Per questo, fino al 23 luglio, un gruppo di associazioni dà vita alla terza edizione del LampedusainFestival, un concorso cinematografico attento alle istanze dell’immigrazione e della solidarietà, ma anche una serie di concerti e dj set, una mostra di vignette e illustrazioni e una di fotografie. Il festival, che ha recentemente ricevuto la medaglia d’onore da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, vuole dimostrare che l’isola è viva e attiva in ambito culturale. Un posto perfetto per vacanze all’insegna del sole e del mare grazie a spiagge e cale da scoprire come la spiaggia dei Conigli, cala Croce, cala Pisana, da raggiungere in motorino (ovunque ci sono noleggi a prezzi ragionevoli e le distanze non sono mai eccessive), ma anche un luogo molto amato da chi ci vive tutto l’anno.


 


Con la collaborazione di Legambiente, è stata lanciata anche una campagna di promozione turistica sostenibile per dare visibilità alla Lampedusa green, considerato anche che l’isola è una riserva naturale orientata e fa parte di un’area marina protetta. Ulteriore dimostrazione della non rassegnazione dei lampedusani che gridano al mondo: “Venite a Lampedusa”. Anche per vedere le tartarughe Caretta caretta che qui vengono protette e aiutate. È un’isola che sa cos’è l’accoglienza, senza distinzioni, neppure animalesche.