Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Itinerari e weekend
  • >
  • La quarta settimana di FICO Bike Tour: il viaggio enogastronomico nelle eccellenze italiane

In bicicletta in Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo

La quarta settimana di FICO Bike Tour: il viaggio enogastronomico nelle eccellenze italiane

di 
Fabrizio Milanesi
20 Ottobre 2016

FICO Bike Tour, ovvero 1000 chilometri di bicicletta. 46, giorni, 40 tappe in altrettante aziende che hanno fatto e continuano a sostenere l’eccellenza italiana. 40 produttori che nell’autunno del 2017 faranno germogliare alle porte di Bologna un grande parco dell’agroalimentare italiano, la Fabbrica Italiana Contadina di Eataly World: FICO.
TCI patrocina l'evento e sostiene a tutto fiato il viaggio del giovane agronomo-biker Simone Greco. 

Articoli correlati:
 
TOSCANA, I SEGRETI DELLA CINTA SENESE E LA MAGIA DELLE CARAMELLE
Salutata la Romagna, Simone scala i rapporti per agganciare qualche tornante e salire fino a Pavana Pistoiese, il borgo di Francesco Guccini, immerso nei castagneti e nella parlata che diventa sempre più toscana. Pedalata dopo pedalata lo Stivale si accorcia, ma le occasioni per conoscere l’Italia del cibo eccellente e le sue storie sono ancora molte.
 
Si parte dai Salumi della macelleria Savigni, che ha anima e corpo in Fausto, Nicolò e Mileto, ciceroni del mondo della Cinta senese. Nel loro allevamento di San Marcello Pistoiese Brado Biologico, i suini di cinta senese dop e Sambucani nascono liberamente sotto la supervisione della Famiglia Savigni e di tutto il suo staff di giovani, che seguono quotidianamente - scrofa per scrofa, verro per verro, suinetto per suinetto -tutti i passi fino allo svezzamento e accrescimento dei capi, comprese le fasi di alimentazione.
 
I suini, una volta svezzati, vengono trasferiti presso un’ampia zona dedicata all’ingrasso di ben 1019 ettari nel comune di Piteglio-San Marcello, all’interno dell’Oasi WWF di Dynamo Camp. Qui la famiglia Savigni, grazie ad un accordo con l’Azienda Agricola Oasi Dynamo, accresce in forma esclusiva tutti i suoi capi biologici in una meravigliosa oasi WWF incontaminata sull’Appennino tosco-emiliano.  Una nota di merito al Camp è di ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione.
 
 
E dopo un po’ di manutenzione alla bicicletta, si riparte in direzione di Empoli. Strade che Simone si gode tra colline, filari di vigne e uliveti.  Dalla dolcezza del paesaggio a quella zuccherina delle caramelle Fallani il passo è breve. Ecco il “giro delle caramelle”, un viaggio quasi disneyano nella fabbrica che ogni giorno produce circa 200mila caramelle. E da un impasto cotto a fuoco diretto in pentoloni di rame e aromatizzato si passa al taglio del lungo filo, fino al confezionamento dei “bon-bon”.
 
 
UMBRIA, A CACCIA DI TARTUFI
Ricaricato a molla dal “giro delle caramelle” la Bianchi di Simone sfreccia in Umbria, tra i verdi intensi, gli acquedotti romani e soprattutto sulla strada della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia.  La direzione è “Urbani Tartufi”, una visita a tappe tra lo stabilimento, la caccia al tartufo e la visita all’Accademia del Tartufo.
 
Si inizia con la visita aziendale e l’apprendimento del delicato processo di pulitura (a mano e con tecnologie ad hoc). Ma il momento più coinvolgente è l’avventura del Truffle Safari, una vera caccia al tartufo guidata e spiegata dai “cavatori” di casa Urbani, e ancor prima dal fiuto  allenato dei loro cani da “battuta”.
 
Un rituale centenario che ha il suo fine nella preparazione in cucina di uno dei prodotti più preziosi della nostra gastronomia. Eccoci quindi in una nuova Accademia, per assistere a una vera lezione di cucina del tartufo. La visita si chiude al Museo del Tartufo Urbani, a Scheggino, 400 anime strette in un borgo della Valnerina famoso in tutto il mondo… chissà perché!
 
 
MARCHE, LA PASTA DI CAMPOFILONE
Ed ecco la seconda lezione di pasta durante il FICO Bike Tour. Una lezione marchigiana questa volta, perché l’approdo è a Campofilone e alla azienda omonima, maestra nell’arte del maccheroncino. Questa volta è Enzo Rossi, imprenditore e produttore di casa a raccontare la nascita di un maccheroncino di Campofilone Igp.
 
Si parte dall’allevamento di  Monsampietro Morico (FM), sui terreni dove  8.000 galline ovaiole vengono allevate in ambiente salubre e nel rispetto del benessere animale, nutrite solo con un mix di erbe spontanee e cereali nobili non-OGM, privi di coloranti artificiali e di ingredienti di origine animale.
 
L’itinerario continuerà verso la Valle dell’Aso in direzione di Campofilone (MF). Poi sosta al campo di grano che si estende sulla collina sotto il profilo del paese (ora sta crescendo la pianta del favino). Ed ecco ll pastificio. Ritmo incalzante per un prodotto ancora artigianale che segue passaggi antichi come la passata di rullo, il taglio e un’essiccatura lenta.  
 
L’ultima fermata? A tavola, come sempre!
 
 
SULMONA, REGINA DI CONFETTI
Il passaggio nel Centritalia finisce su note dolci dolcissime, e anche colorate. Dopo un raggio rotto e una piacevolissima sosta ad Ascoli Piceno, Simone è a Sulmona, il regno dei confetti. E la bacchetta magica è da anni nelle mani di William Di Carlo, storico produttore di confetti, torroni e altre “golosità”.
 
 
Ma come si fa un confetto ce lo dice al volo Simone: prendi una mandorla siciliana di Avola, mettila in una bassina (caldaia per la confettatura) e aggiungi l'esperienza di William di Carlo. Facile no?
 
Nota per i ciclisti (e gli sportivi in genere, non quelli da divano o da tribuna): i confetti classici sono un toccasana per chi svolge attività sportiva; se la mandorla dà energia e abbassa il colesterolo cattivo, e lo zucchero rilascia energia immediata, l’amido di riso invece rilascia energia in modo prolungato. E immagino che Simone si sia riempito le tasche di confetti,  ma solo per continuare in forza il suo viaggio, mica per un peccatuccio di gola. 
 
Incoraggiamo Simone per le ultime tappe nel Sud Italia, alé!