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Fino a settembre l'esposizione in tre sedi curata da Vittorio Sgarbi

La mostra "Rinascimento segreto": un ottimo motivo per scoprire Urbino, Pesaro e Fano, nelle Marche

di 
Lucrezia Argentiero
31 Maggio 2017

 
Le mostre sono sempre un’occasione per vivere i territori.Rinascimento segreto”, a cura del “divin critico” Vittorio Sgarbi, vi svelerà un triangolo marchigiano di "bellezza infinita", per dirla con Leopardi! Le città interessate? Urbino, Pesaro e Fano. Qui, dove già l’arte fa bella mostra di sé, di fianco alle esposizioni permanenti che vedono opere di Raffaello, Perugino, Piero della Francesca o Bellini, solo per citarne alcuni, grazie a questo nuovo “percorso” museale è possibile, fino al 3 settembre, tuffarsi appieno anche fra gli artisti rinascimentali meno conosciuti ma non per questo di minor importanza.
 
Sono oltre ottanta le opere di proprietà di fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati. Dipinti e sculture, disegni e oggetti d’arte che partono dal primo Quattrocento per arrivare alla metà del Cinquecento. Una mostra che ha l'obiettivo di valorizzare, come lo stesso titolo suggerisce, un patrimonio artistico quasi sconosciuto (perché non esposto nei musei pubblici), e al contempo creare un dialogo con le opere rinascimentali presenti sul territorio.
 
L'occasione giusta, dunque, per esplorare le tre città marchigiane: tra l'altro è previsto un servizio bus di collegamento tra le varie città (vedi info in fondo all'articolo). Il costo per i visitatori della mostra? Soltanto un euro.
 
 
URBINO, IL PALAZZO E RAFFAELLO
È un piacere perdersi in questo scrigno prezioso, patrimonio mondiale dell’Umanità. Ovunque si respira la serena lentezza della nobiltà che si unisce alla spensieratezza dei giovani universitari, soprattutto di sera, quando la città diventa il palcoscenico di una vita notturna frenetica. Una salita immersa nel verde porta al colle dei Cappuccini, con l’omonima chiesa. Da qui lo sguardo spazia sul rincorrersi dei rilievi all’orizzonte. Tra i luoghi da non perdere c’è l’ex monastero di Santa Chiara, sede dell’Istituto superiore per le industrie artistiche e, di fronte, l’oratorio di Santa Croce. A pochi passi da Piazza della Repubblica, sorgono gli Oratori di San Giovanni e San Giuseppe, che custodiscono due gioielli della città. Nell'Oratorio di San Giovanni è conservato un ciclo di affreschi del primo Quattrocento, eseguito dai fratelli Salimbeni di Sanseverino, testimoni eccellenti del "gotico internazionale". L'Oratorio di S. Giuseppe contiene un bel presepe dell'urbinate Federico Brandani, gruppo scultoreo in gesso a dimensioni naturali realizzato tra il 1545 e il 1550.
 
 
Il senso di nobile e grandioso culmina, però, nel Palazzo Ducale, voluto dal Duca Federico da Montefeltro: uno dei capolavori assoluti dell’architettura rinascimentale. Sono oltre 250 le stanze del palazzo, anche se non tutte visitabili. E qui, proprio dove dimorano capolavori noti come la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca o La Muta di Raffaello, sono raccolte una buona parte delle opere delle scuole del Rinascimento italiano della mostra “Rinascimento segreto”: il Perugino, Girolamo da Cotignola, Dosso Dossi, Giulio Romano, il Parmigianino. Passo dopo passo, si arriva al cuore pulsante del palazzo: lo studiolo del duca Federico da Montefeltro, un luogo destinato alla meditazione, dove si racconta l’avventura straordinaria delle glorie degli uomini illustri raffigurati. Per quanto riguarda la mostra, è ospitata nelle Sale del Castellare: quaranta opere –  tra dipinti e disegni – realizzate da artisti rappresentativi della scuola toscana, ferrarere, emiliana e romagnola, umbra e così via.
 
Garofalo, Madonna con il bambino. Rinascimento segereto, Urbino
 
Da qui alla casa natale di Raffaello, il passo è breve. L’abitazione è arredata con mobili d’epoca e conserva l’affresco Madonna con il bambino del grande maestro, oltre a dipinti del padre, Giovanni Santi. Nel cortile, dove un tempo vi era la bottega paterna, attigua all’abitazione, è ancora visibile la pietra su cui i due pittori macinavano i pigmenti naturali, soprattutto quelli del guado, l’unico colorante che in passato era in grado di dare una tonalità azzurra. 
 
PESARO, ROSSINI E LA DOMUS
Si narra che Gioacchino Rossini, il celebre compositore pesarese, pianse tre volte nella sua vita. Quando a teatro venne fischiata la sua prima opera; quando sentì suonare Paganini e la terza quando in barca cadde il tacchino ripieno di tartufo che aveva preparato. Questo per sottolineare la sua fama di grande estimatore della tavola e di raffinato gourmet. Per scoprire altre curiosità sul maestro (nato a Pesaro nel 1792) basta visitare la sua Casa Museo, in realtà aumentata, grazie agli speciali occhiali by Art Glass: compare Gioachino e, attraverso pillole autobiografiche e giocosi aneddoti, racconta di sé accompagnando il visitatore nelle stanze della sua dimora natale. Al terzo piano, il viaggio continua nello spazio Rossini Gourmet, dove si indossano apposite cuffie wireless per una degustazione audioguidata di ricette rossiniane.
 
 
Per continuare a sorprenderci con il “Rinascimento”, e non solo, tappa obbligata sono i Musei Civici, all’interno di Palazzo Mosca. Palazzo che fu abitato dalla marchesa Vittoria Mosca, che riempì le sale di tutti gli oggetti acquistati nei suoi viaggi in Italia. Sculture, porcellane, maioliche, mobili, stampe, disegni, cristalli e tessuti. Ricche anche le collezioni di quadri esposti, come la pala dell’incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini. A Palazzo Mosca Sgarbi ha raccolto e messo in mostra il settore veneziano del Rinascimento segreto fra cui: Giovanni Bonconsiglio detto il Marescalco, Filippo da Verona, Francesco Zaganelli o Ludovico Brea.
 
 
Non mancate di visitare la Domus Romana, l'area archeologica di via dell'Abbondanza, scoperta nel corso di lavori edili nel 2004. Si tratta dei ritrovamenti di un’abitazione signorile della prima età imperiale romana. Sulle pareti in cemento armato dell'edificio, durante la visita, vengono proiettati tre filmati in 3d che ricostruiscono gli antichi ambienti della domus e scene della vita quotidiana. Saltano subito all’occhio i mosaici, in bianco e nero e le porzioni di affreschi. In mostra all'interno di due vetrine i reperti emersi durante gli scavi. Ed è possibile ammirare anche l'impianto termale di cui rimangono parte del calidarium e del forno che serviva a riscaldare l'aria del V secolo d.C.
 
Usciti dalla Domus andate alla scoperta del centro storico di Pesaro che ruota intorno a piazza del Popolo e al Palazzo Ducale. Tra le stradine acciottolate si scorge ogni tanto una chiesa. Entrate nella Cattedrale, intitolata a Santa Maria Assunta, ha origini antichissime e lo si può dedurre dai resti dei pavimenti a mosaico in parte ancora visibili. E una volta in riva al mare è impossibile non notare uno dei più begli esempi di liberty in Italia, il Villino Ruggeri. Oggi fatto di due soli colori, bianco e verde, originariamente era completamente colorato e ancora più decorato. Poco più avanti fa bella mostra di sé l’enorme palla dello scultore Arnaldo Pomodoro, diventata uno dei simboli di Pesaro. Prima di lasciare la città non dimenticate di accarezzare il cagnolino della statua di Pasqualón che si trova in piazzale Matteotti. Raffigura Odoardo Giansanti poeta dialettale pesarese e, secondo la tradizione popolare, pare porti fortuna.
 
Villino Ruggeri, Pesaro - foto italialiberty.it
 
FANO, L'ARCO E I MALATESTA
Il centro storico di Fano, ancora oggi in parte racchiuso all'interno della cinta muraria di epoca augustea, vi accoglierà con il suo monumentale Arco di Augusto, da sempre ingresso principale della città. Importante municipio lungo la Via Flaminia, Fano ha restituito moltissimi reperti dell'epoca romana. Un consiglio? Visitatela sopra e sotto. La città permette di scoprire grandi opere monumentali, molte nascoste nel sottosuolo, che conservano le tracce di un glorioso passato, come ad esempio l’area archeologica sotto la Chiesa di Sant’Agostino dove si trovano i probabili resti della Basilica progettata da Vitruvio per l’antica colonia di Fano e descritta nel celebre volume De Architectura.
 
 
All'epoca medievale, invece, appartengono importanti edifici, come il Palazzo del Podestà, che ospita il Teatro della Fortuna, e la Cattedrale che conserva un pulpito romanico di grande interesse e una cappella barocca affrescata dal Domenichino. Al periodo di dominazione malatestiana, in particolare, sono legate le Tombe Malatestiane presenti nella suggestiva ex Chiesa di San Francesco, scelta dai Malatesta come mausoleo della propria famiglia; e ancora il Palazzo Malatestiano sede del Museo archeologico e della Pinacoteca. Qui troverete l’ultimo blocco di opere del “Rinascimento segreto”, quelle con riferimento alla grande tradizione romana. Sono le sculture, che raccontano meglio il collegamento con l’arte plastica del mondo antico, insieme a ceramiche ed oreficeria.
 
Dopo questa terza e ultima tappa tutto il “Rinascimento segreto”, nel suo percorso d’insieme, non avrà più veli, anche per voi!
 

INFORMAZIONI
Rinascimento segreto

Mostra a cura di Vittorio Sgarbi, Promossa da Comune di Urbino, Comune di Pesaro, Comune di Fano, con il patrocinio e contributo di: Regione Marche, Assessorato alla Cultura, Provincia di Pesaro e Urbino, Anci Marche.
13 aprile – 3 settembre 2017
Ingresso ridotto per i soci Tci (6 euro invece di 10).
Prenotazioni: tel. 0721.387541; pesaro@sistemamuseo.it.

- Urbino, Palazzo Ducale, Sale del Castellare; da martedì a domenica e festivi 10/18.
- Fano, Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti; da martedì a domenica e festivi 10/13 – 16/19.
- Pesaro, Palazzo Mosca, Musei Civici; da martedì a domenica e festivi 10/13 – 16/19.

Info su www.rinascimentosegreto.it. Una volta arrivati in una delle tre città, affidatevi al servizio di Adriabus che offre ai visitatori della mostra “Rinascimento segreto” biglietti di andata e ritorno al costo di 1 euro per le tratte che collegano le città di Urbino, Fano e Pesaro.