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Al confine con la Bosnia per scoprire Drvengrad, museo a cielo aperto

In Serbia, cercando Kusturica

di 
Laura Sommariva
7 Ottobre 2017

Siamo tutti matti, solo che non ce l’hanno ancora diagnosticato” – dal film Underground (1995)
 
Si dice che i viaggi migliori siano quelli con un filo conduttore, si parte per cercare qualcosa di preciso e lungo il cammino se ne scoprono tante altre, diverse e inaspettate. Per tutti quelli che amano Emir Kusturika, un viaggio in Serbia sulle montagne al confine con la Bosnia è quasi un pellegrinaggio, che offre però l’occasione di scoprire una regione bellissima, dalla natura intatta e dalle tradizioni autentiche.
 
Giunti a Belgrado, bisogna spingersi a circa 200 km verso l’estremo sud ovest, nei pressi di Mokra Gora, per raggiungere il paese feticcio del regista bosniaco naturalizzato serbo. L’etno villaggio di Drvengrad (letteralmente “città fatta di legno”), creato come set del film “Life is a Miracle” nel 2004, è stato poi trasformato dallo stesso regista per accogliere seminari d’arte, artigianato, cinema e il festival cinematografico Kustendorf, che si tiene qui ogni anno a gennaio dal 2008 (nel 2018 dal 15 al 21).
 
Drvengrad

DRVENGRAD, UN MUSEO A CIELO APERTO
Drvengrad è un museo a cielo aperto, con casette tradizionali di legno e varie citazioni cinematografiche (se non si soggiorna nell’hotel, si pagano 250 dinari per visitarlo). C’è la piazza Diego Armando Maradona e la statua di Johnny Depp, la casa di Kusturica, l’albergo Mecavnik, un cinema, una chiesa, una libreria, una galleria d’arte e un paio di negozi. L’atmosfera è un po’ surreale, proprio come quella dei suoi film, e può capitare di incontrare Kusturika, soprattutto se ci si trova da queste parti durante il festival. Il villaggio è circondato da una natura intatta e selvaggia, con il parco naturale di Sargan Mokra Gora a circa 8 chilometri e il Parco Nazionale di Tara a 13 chilometri.
 
Nei dintorni non mancano le occasioni per passeggiate ed escursioni in bicicletta, così come altri villaggi caratteristici (per esempio l’etno villaggio di Sirogojno) e suggestivi monasteri. Piacevole una corsa sul trenino di Šargan, che da Mokra Gora si inerpica fra gallerie e tornanti in uno spettacolare itinerario a forma di otto lungo 13.5 chilometri fino alla stazione di Šargan-Vitasi, sul tragitto dell’antica ferrovia a scartamento ridotto che fino al 1974 collegava Belgrado a Sarajevo.
 
Drvengrad

LA GASTRONOMIA SERBA
Questa è anche una zona dove gustare la genuina e robusta cucina locale, meglio se nelle tradizionali Salaš, vere e proprie “fattorie di charme”. Preparatevi a trascorrere molto tempo a tavola, perché è difficile resistere alle numerose tentazioni gastrobalcaniche che incontrerete lungo il cammino. I Serbi amano la convivialità e si trattengono a lungo in compagnia a mangiare, bere e chiacchierare. Aspettatevi porzioni molto generose e prezzi molto ragionevoli. Vita dura, invece, per i vegetariani, perché la carne è onnipresente.
 
Nei menù si trovano nomi difficili da ricordare, ma sapori inconfondibili. Per non perdersi si può provare a tenere a mente i grandi classici da assaggiare. A cominciare dal famoso burek, piatto simbolo dei Balcani, fatto con una sottile pasta sfoglia farcita con carne, formaggio o verdure. Tradizionalmente ogni pasto in Serbia comincia con una čorba, una zuppa di carne o di verdure, oppure di pesce (riblja čorba). Altre due specialità che non mancano mai sono i ćevapčići - polpette dalla forma allungata cucinate alla griglia con spezie varie – e il kajmak, formaggio fresco e cremoso. Rivela l’influenza austroungarica la bečka šnicla (cotoletta alla viennese) e la pariška šnicla (cotoletta alla parigina), immersa nell'uovo e poi fritta senza pane grattugiato, mentre la dominazione turca ha lasciato la tradizione degli involtini di foglie di vite o di cavolo, le sarma. Fra i dolci, i più popolari ci sono la baklava (veli di pasta sfoglia, bagnati con il miele o lo sciroppo di zucchero, ripieni di noci macinate con limone o miele) e le palačinke (crepes dolci). 

Come andare
Voli quotidiani per Belgrado da Milano e Roma (Air Serbia e Alitalia) e con il nuovo volo da Venezia quattro volte alla settimana. L’aeroporto Nikola Tesla dista 18 km dalla città, che si può facilmente raggiungere con l’autobus numero 72 o il Minibus A1. E’ sufficiente la carta d’identità.
 
Dove dormire
Mecavnik, accogliente e interamente di legno, è l’albergo di Kusturica a Drvengrad: ha 3 ristoranti, una piscina coperta e una spa. Disponibile un servizio navetta dall’aeroporto di Belgrado (da 45 euro per notte, tel. +381 31800686; mecavnik.info – dog friendly). Prenotalo con il nostro partner Booking.com!

Contatti utili e siti web
- it.serbia.travel, il sito dell’Ente Nazionale del Turismo della Serbia
- www.facebook.com/Turismo.della.serbia
- www.kustendorf-filmandmusicfestival.org.
- Per un’esperienza gastronomica fra modernità e tradizione, si può provare uno degli itinerari proposti dal sito www.gastrobalkan.com, che offre anche la possibilità di mangiare in case private, per scoprire le “ricette di famiglia”.