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In Istria, lontano dalla folla. Tra storia e natura

di 
Stefano Brambilla
3 Aprile 2013

Partiamo da Orsera-Vrsar, che viene spesso saltata a piè pari, stretta com’è tra Parenzo e Rovigno. Eppure anche questa cittadina presenta elementi d’interesse. A partire dalla piacevole passeggiata che sale alla cima del borgo stretta tra due file di case basse, tutte di calcare e addossate fra loro. Sullo spiazzo più alto, ecco la parrocchiale dedicata a San Martino, portata a termine solo nel 1935, e poi un grande palazzo in pietra, con le cavità vuote al posto delle finestre: è quel che rimane del castello di Orsera e delle sue mura di difesa. Se poi si scende al porto, ad attendere c’è la romanica chiesetta di S. Maria del Mare. Ovunque, si vedono edifici in pietra bianca: è la cosiddetta pietra di Orsera, scavata fin dall’antichità e utilizzata in moltissimi palazzi veneziani. Ancora oggi, le cave dismesse sono un’interessante testimonianza dell’attività estrattiva; e non a caso, Orsera è diventata un parco di scultura che apre ogni settembre le porte della sua cava di Montraker a giovani artisti di tutto il mondo, i quali poi lasciano le loro opere ad abbellire i parchi e le vie della cittadina.


 


Abbandonata Orsera, in pochi minuti si è alla tappa successiva, ovvero San Lorenzo del Pasenatico, che in croato è semplicemente Sveti Lovrec. Chi era il Pasenatico è presto detto: qui risiedeva infatti la massima autorità militare e giurisdizionale dell’Istria interna veneta. E con questa informazione si capisce meglio come mai questo borgo medievale sia circondato da una cinta muraria così robusta, con una grande torre e due porte con l’arco a ogiva. Dentro le mura, il fascino del medioevo colpisce immediatamente: vicoletti, case che hanno resistito al tempo, una piazzetta con un piccolo loggiato, una chiesetta cui al fianco c’è un interessante lapidario di epoca romana.


 


Qualche chilometro e si arriva a San Pietro in Selve (Sveti Petar u Šumi) per dare un’occhiata al pregevole chiostro del monastero paolino, risalente al Quattrocento e poi modificato a più riprese. Non lontano, nei pressi di Canfanaro-Kanfanar, è invece Duecastelli (in croato Dvigrad), che come dice il nome era il sito di due fortificazioni e del paese che sorgeva attorno. Oggi di castelli ne rimane in piedi solo uno, o meglio, in piedi rimangono i suoi resti, così come in rovina o semidistrutte sono le duecento case del paese e la basilica di S. Sofia. Ma il luogo, immerso nei boschi, a tratti inglobato nella macchia, è quanto mai suggestivo e vale senz’altro la visita. Vagando tra i sassi sconvolti dal tempo si ripensa a quando il paese fu abbandonato definitivamente, nel Settecento, in seguito a epidemie di peste e malaria. 


 


Il nostro itinerario prosegue verso sud, per toccare il borgo di Sanvincenti-Svetvincenat, con uno dei castelli meglio conservati e una delle piazze più belle dell’Istria. Non stiamo esagerando: provate a passeggare per la Placa, com’è detta popolarmente la piazza del paese, e vedrete come l’aspetto autenticamente rinascimentale, le armoniose proporzioni architettoniche e soprattutto la semplicità degli edifici vi conquisteranno. La Placa è chiusa dal castello Grimani-Morosini con le torri e il palazzo signorile, dalla chiesa parrocchiale dell’Annunciazione di Maria, dalla loggia cittadina del XVIII secolo e da una serie di palazzotti rinascimentali; al centro c’è la cisterna cittadina, scavata nella roccia con il contributo di tutta la cittadinanza nel 1808. Ce n’è abbastanza per un’ora di piacevole passeggiata.


 


Più a sud, si arriva a Dignano-Vodnjan, che conserva un’altra serie di edifici rinascimentali e barocchi ben conservati. Oltre ai due palazzi Bradamante e Bettica, è da segnalare la parrocchiale di Sv. Blaza (S. Biagio), che conserva un’attrazione piuttosto macabra che richiama curiosi da ogni dove. Si tratta dei resti di sei santi eccezionalmente conservati: i corpi, pur non avendo subito alcun processo di imbalsamazione, sono sorprendentemente mummificati. Si dice addirittura che la mummia di Santa Nicolosia (morta nel 1512) sia la meglio preservata d’Europa: irradierebbe anche un potentissimo flusso di energia, ragion per cui è visitata da curatori e mistici. 


 


La meta finale del nostro itinerario è ormai vicina: si tratta del porto di Fasana-Fažzana, un borgo ben conservato che tuttavia molti turisti non apprezzano, impazienti di raggiungere l’arcipelago delle Brioni-Brijuni. Qui s’apprezzano il vivace andirivieni delle barche, gli affreschi rinascimentali della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, i vicoli lastricati in pietra, le case addossate le une alle altre. Da Orsera a Fasana, dall’Adriatico siamo ritornati all’Adriatico, sicuri di avervi fatto passare un weekend diversa dal solito.


 


 




DORMIRE E MANGIARE

Nei pressi di Fasana, il Bi Village (tel. 00385.52.300300; www.bivillage.com) offre soluzioni per tutti i gusti: appartamenti, bungalow, villette e un bel campeggio. Animazione e intrattenimento personalizzati in base alla fascia d’età; vari programmi per i più piccoli. Doppia in villaggio da 33 a 95 € secondo la stagione. Tra le tante bellissime ville nell’area, tutte rintracciabili sulla guida Domus Bonus (www.istra.hr), Ecovillas a Dignano (tel. 00385.91.5734176, www.ecovillas.biz): la villa per 4 persone da 790 € a settimana. Sempre a Dignano, agriturismo Sia (tel. 00385.52.511033) e ristorante Vodnjanka (tel. 00385.52.511435). A Orsera, non si sbaglia cenando ai ristoranti Dvi Palme (tel. 00385.52.441203) e Trost (tel. 00385.52.445197; www.restoran-trost.hr).




ALTRE INFO

Tutte le info utili su www.istra.hr. Segnaliamo altri vari siti web dove approfondire l’offerta di ogni cittadina menzionata. Orsera: www.infovrsar.com (in italiano). Sanvincenti: www.tz-svetvincenat.hr. Dignano: www.vodnjan.hr. Fasana: www.infofazana.hr.