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Tra il mare Adriatico e i Sibillini, da Porto San Giorgio a Fermo, fino a Montefiore dell'Aso e Torre di Palme

Idea weekend nelle Marche: che cosa fare a Fermo e dintorni

di 
Luca Sartori
6 Marzo 2017

Abbiamo scelto di invitare a visitare la campagna marchigiana perché siamo convinti che, nonostante i tanti problemi e i tanti monumenti ancora inagibili (segnalati nell'articolo), sia necessario dare un segnale di vicinanza alle popolazioni colpite dai terremoti del 2016. Non troverete dunque centri storici perfetti e integri, né tutti i servizi turistici funzioneranno a dovere; ma vi accorgerete invece dell'accoglienza e dell'ospitalità della popolazione locale, che ha un fortissimo bisogno che il turismo non si fermi e che l'economia continui a girare. Per tornare a sperare e a vivere.


Si respira l’aria dell’Adriatico in questa porzione del centro delle Marche che sta recuperando bellezza e vigore dopo le violente scosse di terremoto che hanno segnato gli ultimi mesi. Lo sguardo corre all’immensa tavola azzurra che, nelle giornate più limpide, è protagonista d’uno splendido contrasto con le campagne che vi si affacciano. È un susseguirsi di dolci poggi e panorami ad accompagnarci alla volta di una delle capitali storiche della regione, a mezza via tra le terre di Macerata e quelle d’Ascoli, quella Fermo dalla storia contraddistinta proprio dalla rivalità con la città picena, vicina storica ed eterna rivale. 

VENERDI SERA A PORTO SAN GIORGIO E A FERMO
È Porto San Giorgio, importante stazione balneare della costa, ad accoglierci prima di abbandonare il litorale. Fermo è infatti a pochi minuti nell’interno, in posizione dominante, ma dovrà aspettare. Infatti ci fermiamo ancora qualche ora sulla costa per la cena godendoci uno dei classici della cucina marinara regionale, il brodetto, saporito brodo di pesci e crostacei, da accompagnare con un bianco come il Colli Maceratesi Doc. Dopocena con passeggiata sul lungomare prima di raggiungere Fermo per la notte.
 
Fermo, piazza del Popolo

SABATO A FERMO
Le spiagge sabbiose della vicina riviera adriatica si contrappongono ai monti Sibillini e in mezzo le valli punteggiate di borghi. Fermo è la capitale di questo territorio, situata sulle ultime propaggini del contrafforte collinare che separa le valli del Tenna e dell’Ete Vivo. La città è disposta attorno a un ripido colle sul quale è situata, in posizione dominante, la cattedrale.

La mattinata ci porta alla scoperta di questa città marchigiana d’arte e cultura, tra le più interessanti e pittoresche, tra strade strette e tortuose, tante delle quali presentano ancora la caratteristica pavimentazione dove l’antico assetto romano e mediovale si mescola armoniosamente con i dettagli architettonici cinquecenteschi, settecenteschi e ottocenteschi. I vicoli del centro storico svelano scorci di rara bellezza, tra palazzetti quattrocenteschi ed edifici d’epoca rinascimentale che s’alternano ad emozionanti vedute panoramiche che fanno da cornice alla città, sui vicini monti e sul mare.
 
Dopo il tanto camminar del mattino il pranzo dev’essere sostanzioso. Imperdibile un bel piatto di vincisgrassi, simili alle lasagne magari con condimento di fegatini e cacciagione, da accompagnare con un bicchiere di Verdicchio dei castelli di Jesi o di Anisetta.
 
L'anisetta, tipico liquore marchigiano

Il pomeriggio lo dedichiamo alla ai tesori e i luoghi simbolo di Fermo, molti ancora segnati dai terremoti. Cuore della città è Piazza del Popolo, dominata dal cinquecentesco Palazzo dei Priori residenza dei governatori e dei legati pontifici. Adiacente al Palazzo è il loggiato di San Rocco, parte di un cinquecentesco complesso conventuale, e a fianco si erge il Palazzo degli Studi, collegato a quello dei priori da una loggetta sopra un voltone.
 
Palazzo dei Priori ospita, al secondo piano, la Pinacoteca Civica che custodisce preziosi dipinti di suola marchigiana e veneta. Tra i suoi tesori il quattrocentesco “polittico di S. Lucia” di Jacobello del Fiore. Il percorso museale propone anche la sala del Mappamondo, che prende il nome dal mappamondo settecentesco disegnato dal cartografo Amanzio Moroncelli di Fabriano e la mostra permanente “Fermo: dai villanoviani ai piceni”, ampia raccolta di reperti preromani delle terre del fermano. Purtroppo tutto il complesso dei Priori, Pinacoteca compresa rimarrà chiuso fino alla prossima estate per lavori di manutenzione straordinaria. Sono stati stimati 75 giorni di lavori dal 1 marzo.
 
Sono invece visitabili senza alcun problema le Cisterne Romane, vasto complesso sotterraneo formato da trenta ambienti comunicanti risalenti al 40 d.C. per raccogliere e depurare l’acqua piovana e sorgiva che alimentava l’acquedotto cittadino. Nei pressi delle Cisterne vi è la chiesa duecentesca di San Domenico dall’abside semicircolare ed il campanile a monofore ogivali, chiesa che custodisce un bel coro ligneo della metà del Quattrocento (ma anche la chiesa è temporaneamente chiusa).
 
Le cisterne romane di Fermo 

Imperdibile la salita al piazzale Girfalco, raggiungibile percorrendo la rettilinea via Mazzini che la collega a Piazza del Popolo. Su via Mazzini s’affaccia il bellissimo teatro dell’Aquila, teatro storico della città, inaugurato alla fine del Settecento, con un’ampia sala con centoventiquattro palchi su cinque ordini per una capienza complessiva di un migliaio di posti. Piazzale Girfalco offre viste mozzafiato su tutta la regione, ed è considerato la sede dell’anima spirituale della città, dove sorgeva la duecentesca rocca. Da non perdere la visita al Museo diocesano, dove è custodita la preziosa casula di S.Tommaso di Canterbury, ricamata in oro e seta. La cattedrale annessa non è ancora purtroppo accessibile.
 
Passiamo il tardo pomeriggio tra corso Cavour e corso Cefalonia, principale asse viario storico della città, per i fermani “il corso”, dove perdersi in qualche acquisto, come i maccheroncini di Campofiore, il salame ciauscolo spalmabile o magari una bottiglia di vino rosso del Cònero o dei Colli Maceratesi, passeggiando tra chiese, palazzi gentilizi, incantevoli vicoli, fermandosi all’ombra della duecentesca torre Matteucci (accessibile con visita guidata solo in solo in estate in concomitanza di eventi).
 
Per la cena ci “accontentiamo” di una selezione di formaggi e salumi marchigiani: dall’assaggio di prosciutto Dop di Carpegna e qualche fetta di salame di Fabriano, per proseguire con il pecorino dei monti Sibillini e la caciotta del fermano, il tutto accompagnato da fette di pane rustico e un buon bicchiere di Rosso Piceno.
 
Un tagliere di salame di Fabriano Dop /foto SadifaSalumi  

DOMENICA A MONTEFIORE DELL’ASO E A TORRE DI PALME
Lasciata Fermo, percorriamo le dolci colline che portano verso sud fino a raggiungere Montefiore dell’Aso, piccolo centro del Piceno arroccato su uno strapiombo tra le valli dell’Aso e del Menocchia, ancora circoscritto da tratti delle mura originali, da porte medievali e sei torri difensive.
 
Rimasto indenne alle tre scosse telluriche, fortunatamente si possono apprezzare a pieno i suoi tesori architettonici: la chiesa trecentesca di San Francesco, in stile romanico-gotico, la Collegiata di Santa Lucia, con all’interno il bel coro ligneo, l’acquasantiera in pietra del Seicento ed apprezzabili affreschi del pittore marchigiano Luigi Fontana, e la chiesa seicentesca di San Filippo Neri. La sede della Congregazione dei Filippini non è purtroppo visitabile. Il consiglio è di riservarsi del tempo per il Polo museale di San Francesco, che custodisce tra le altre opere il prezioso polittico di Carlo Crivelli, fino all’ottobre del 2006 custodito nella chiesa di Santa Lucia.  
 
Un dettaglio del polittico del Crivelli a Montefiore dell'Aso /foto comune di Montefiore dell'Aso
 

Dopo aver apprezzato la bellezza degli scorci pittoreschi del borgo, si pranza con le classiche olive all’ascolana, ripiene di un composto morbido a base di carne, da accompagnare con altri fritti tra cui i carciofi, le cotolette d’agnello, le zucchine e la crema fritta, da gustare con un bianco locale, magari un Falerio dei Colli Ascolani.
 
Una vista su Montefiore dell'Aso

Nel pomeriggio ci spostiamo verso il mare. Lasciato Montefiore dell’Aso ci abbandoniamo nuovamente agli incantevoli panorami e raggiungiamo Torre di Palme, oggi frazione di Fermo, una delle sue dieci contrade.
 
Borgo medioevale situato in una posizione dominante sulla costa, Torre di Palme merita una visita anche solo per godere delle sue incantevoli vedute sull’Adriatico. Belli i suoi scorci medioevali, ed interessante il suo patrimonio artistico che comprende la piccola chiesa di San Giovanni, con all’interno affreschi gotici, il Palazzo Municipale del XIII secolo e l’apprezzabile chiesa di S. Maria a Mare in conci di pietra e cotto con, all’interno, affreschi trecenteschi. Anche a Torre di Palme le aperture delle chiese sono ancora in corso di definizione.
 
Torre di Palme

Scegliamo di trascorrere la serata sul mare, ancora a Porto San Giorgio, per godere l’ultima luce della domenica spandersi sull’Adriatico.
 
Le acque dell'Adriatico e Porto San Giorgio sullo sfondo
 
La cena di saluto è votata ai sapori del mare: un antipasto di mare ed una frittura di calamari e gamberi, da godere con un fresco Docg come il bianco Castelli di Jesi Verdicchio Riserva. Il gran finale è suggellato con una degustazione di anisetta, il liquore a base d’anice verde, chiudendo in bellezza questo weekend tra Fermano e Piceno, tra mare, monti ed incantevoli colline
 
INFORMAZIONI
- Siti web www.comune.portosangiorgio.fm.itwww.comune.fermo.itwww.comune.montefioredellaso.ap.itwww.museipiceni.it (per informazioni sugli orari chiamare lo 0734938743).
- A Fermo i soci del Touring Club Italiano hanno diritto al biglietto cumulativo ridotto per la visita delle Cisterne Romane, del Teatro dell’Aquila e dei Musei Scientifici di Villa Vitali. 
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