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Emozioni e scorci da presepe tra i panorami lucani e i sapori del territorio

Idea weekend nelle feste: che cosa fare a Matera, in Basilicata

di 
Luca Sartori
20 Dicembre 2016

La domanda che ci si pone quando per la prima volta se ne giunge al cospetto è se tutto questo disarmante tripudio di bellezza esista veramente. Lasciano senza parole il groviglio unico di case-grotta, gli sfarzosi palazzi barocchi e le tante chiese rupestri. Matera è terra di suggestioni, avvolta in un paesaggio che incanta, frammento di un meridione senza tempo. Adagiata sui due anfiteatri naturali del Sasso Caveoso e del Sasso Barisano, con al centro la Civita, Matera propone luoghi di scoperta, dove l’arcaico si mescola al moderno, l’essenziale allo sfarzo architettonico.
 
VENERDI SERA AL BELVEDERE
C’è ancora il sole quando giungiamo nei pressi di Matera. È il parco della Murgia materana ad accompagnarci nell’ultimo tratto di strada prima di giungervi. Per iniziare a capire l’unicità di Matera dobbiamo fermarci e lasciarci trasportare dalle viste del Belvedere, una splendida balconata sulla città, sulla sua parte più suggestiva e caratteristica.
 
È dal Belvedere che ci si rende conto di essere capitati in un mondo unico ed irripetibile, che ci avvolge ancor più in un’atmosfera senza tempo quando cala la sera e, come per incanto, le luci della città iniziano ad accendersi rendendola un grande presepe vivente.
 
La cena è sostanziosa con un ricco assaggio di pecorino delle Murge ed un buon piatto di costatine d’agnello al forno, da accompagnare con un buon vino Matera DOC rosso.
 

 
SABATO, LE CHIESE E LO SHOPPING
Il risveglio nella zona antica di Matera è unico. Par di essere immersi in un’altra era. È grande la voglia di perdersi nel suo reticolo di vicoli e strade, tra chiese e campanili, archi, ballatoi, orti, terrazze e gradinate. Case ammassate le une alle altre, aggrappate a profondi anfratti che si alternano a palazzi signorili e grotte.
 
Tracciare a priori un percorso priverebbe il visitatore di scoprire nuovi straordinari angoli di città che, anche se rivisti da angolazioni diverse sanno regalare nuove emozioni. Si resta sbalorditi e ci si continua a stupire ad ogni manciata di passi. 

La sua zona antica si affaccia su di una profonda fossa naturale al fondo della quale scorre il torrente Gravina. Da quaggiù La città si erge come un muro di pietra con i suoi due antichi rioni, il Sasso Barisano, ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo, ed il Sasso Caveoso, disposto ad anfiteatro romano con case grotte che scendono a gradoni.
 
Tra i punti più suggestivi dell’abitato c’è sicuramente la chiesa duecentesca di San Pietro Caveoso, con all’interno tele settecentesche, cappelle con affreschi e polittici lignei. Poi vicoli e straducole, gradinate e archi. Lentamente, raggiungiamo la Cattedrale, costruita nel XIII secolo sulla sommità della Civita che divide i due Sassi, su quello che era l’antico monastero benedettino di Sant’Eustachio. In stile romanico pugliese, presenta un rosone a sedici raggi, mentre all’interno propone un affresco bizantino della Madonna della Bruna, uno raffigurante il Giudizio Universale e un presepe cinquecentesco. Caratterizza fortemente l’abitato e l’intera zona antica della città il campanile alto 52 metri.
 
Matera, la cattedrale
 
Pranzo con altre classiche tipicità locali, pane e olio extravergine, assaggi di formaggi tra cui le ottime mozzarelle, la burrata, la ricotta, il pecorino ed il caciocavallo.
 
È la chiesa barocca di San Francesco d’Assisi la prima meta del pomeriggio. Eretta quasi completamente nel 1670, dall’apprezzabile facciata in stile tardo barocco custodisce l’antica cripta dei Santi Pietro e Paolo, nella quale vi è un affresco raffigurante la visita alla città nel 1093 di papa Urbano II.
 
Altro gioiello architettonico della Matera antica è la settecentesca chiesa del Purgatorio, in stile tardo barocco, dal notevole portale in legno diviso in 36 riquadri. Non lontano si trova l’incompiuto castello Tramontano, in stile aragonese, mai completato per l’uccisione del conte Giovan Carlo Tramontano, abile spadaccino, da parte della popolazione nel 1514. Il castello situato ai margini della città vecchia si compone di un maschio centrale e di due torri laterali rotonde.

 
 
Ultima parte del pomeriggio tra botteghe e negozi per fare acquisti, tra taralli, schiacciate, i vini tipici, ma anche i rilievi in terracotta colorata, i mosaici, i fischietti, le maioliche d’arte, e poi l’olio extravergine e gli ottimi formaggi. Per la cena, dopo il lungo passeggiar su e giù per la città, è imperdibile un bel piatto di cavatelli con sugo di carne, funghi e peperoni. Poi un dolce tipico materano, la torta di ricotta.

DOMENICA TRA ARTE E MUSEI
Domenica di cultura in quella che nel 2019 ne sarà la capitale europea. È molto ricca l’offerta museale di Matera che propone musei territoriali, archeologici, storici e specializzati.
Assolutamente da non perdere il suo museo più celebre, il Musma, il museo della scultura contemporanea, considerato tra i più importanti e belli d’Italia. Di particolare suggestione la sua ubicazione, nel rione dei Sassi, in quel Palazzo Pomarici, conosciuto anche come il palazzo delle cento stanze, che custodisce opere italiane ed internazionali che vanno dalla fine del XIX secolo ai giorni nostri, sculture, 2500 preziosi volumi, poi cataloghi e libri d’arte.
 
Pranzo con salumi della zona tra cui un saporito capocollo, la pancetta e la soppressata, per proseguire con un assaggio di funghi sott’olio, un assaggio di burrata e un po’ di saporito pecorino.
 
Tra le sale del Musma 

Pomeriggio a Palazzo Lanfranchi, progettato e realizzato dal frate Francesco da Copertino su commissione del vescovo Vincenzo Lanfranchi, ed edificato tra il 1668 ed il 1672, che ospita quello che è il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Situato nella pittoresca piazzetta Pascoli, il museo è famoso per la sua grande ala destinata all’arte sacra, che custodisce preziosi arredi sacri, dipinti e altri oggetti che provengono dalle chiese di tutta la regione, risalenti al periodo compreso tra l’XI e il XVIII secolo.
 
Nel museo vi sono anche importanti opere di Carlo Levi, tra i principali e più significativi artisti del Novecento, autore del romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”, nel quale Levi denuncia le difficili condizioni di vita della popolazione contadina locale.
 
Ultima tappa della giornata è il suggestivo complesso di Santa Lucia delle Malve, realizzato nel IX secolo, primo insediamento benedettino femminile. Situato nel rione Malve, il complesso fu ricavato con lo scavo del blocco calcareo e sorge nel cuore della zona dei Sassi.
 
Cena con un buon piatto di cavatelli al sugo, per proseguire con delle costate d’agnello grigliate, da accompagnare con un Matera Moro DOC, tipico vino locale. Scende la sera su quest’angolo di meridione d’Italia, patrimonio mondiale dell’Unesco mentre tra un sorso e l’altro di liquore al mandarino rimaniamo incantati dalla città che lentamente s’illumina di nuova magia.
 
INFORMAZIONI UTILI
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