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La fonte di Rosello, un bicchiere di Cannonau, le Grotte di Nettuno e il meraviglioso corallo

Idea weekend: che cosa fare a Sassari e Alghero

di 
Luca Sartori
22 Marzo 2016
 

E’ dal cielo e dal mare che si giunge in quest’angolo di Mediterraneo. E la prima immagine che si scorge dal cielo è segnata dal colore blu del mare di Sardegna, tra i più belli del mondo. Mentre quella che invece si apprezza dal mare è di una terra dalla natura straordinaria e dalla storia millenaria. Storia segnata dalle dominazioni di aragonesi e spagnoli ma anche e soprattutto arricchita dalla presenza della dinastia sabauda, che da queste parti ha lasciato un segno profondo.
Capitali dell’estrema punta nord occidentale della Sardegna sono Sassari, il secondo centro della regione, nell’entroterra, e Alghero, prestigiosa meta marinara.
 
VENERDI' SERA A SASSARI
Per raggiungere Sassari ci si deve lasciare alle spalle il mare. Che si giunga da nord o da ovest, sono le campagne ad accompagnarci alla volta della città che sorge su un esteso altopiano che scende, dolcemente, verso il Golfo dell’Asinara. E’ la Sassari antica, dal particolare fascino retrò, la meta della prima serata. 
Per il primo pasto sassarese ideale è una buona pasta con ricotta, nella quale il formaggio viene fatto sciogliere con un po' dell'acqua di cottura, che, dopo aver fatto scolare la pasta, viene unito ad essa diventando una sorta di salsina cremosa.
 
SABATO A SASSARI
Non può che partire dalla fontana di Rosello, situata al margine settentrionale del centro storico, la visita alla città. Identificata come simbolo di Sassari e monumento unico in tutta la regione, sorge nella valle del Rosello ed è uno dei gioielli architettonici sassaresi. Allegoricamente riassume il fluire del tempo, simboleggiato da dodici bocche alle quali si aggiungono quattro statue raffiguranti le stagioni. Dalle forme tardo-rinascimentali, era meta, alla fine del XIX secolo, degli acquaioli che qui vi riempivano i barili d’acqua che caricavano sugli asini per poi distribuirla alle case della zona. A due passi dalla fonte, ai margini della città vecchia, c’è la chiesa della Santissima Trinità.


 
Da qui si approda al centro storico che presenta svariati edifici d’interesse tra cui il Palazzo Ducale, sede del municipio, Palazzo d’Usini, affacciato su piazza Tola, bella espressione della Sassari del XVI secolo, e poi le piazze, le piazzette ed i vicoli. Cuore religioso della città è sicuramente la Cattedrale barocca di San Nicola, affacciata su piazza del Duomo.

Dominata dall’alto campanile ornato da archetti pensili, monofore e bifore, la cattedrale presenta una cupola semisferica e un bel prospetto principale che presenta apprezzabili decorazioni. L’interno, nel suo braccio sinistro, custodisce il gruppo scultoreo del Mausoleo di Placido Benedetto di Savoia, conte di Moriana, opera marmorea in stile neoclassico di Felice Festa.
 
Pranzo con un saporito asinello con patate al forno da accompagnare con il più celebre dei vini sardi, il corposo Cannonau, dalle origini iberiche, pare importato dagli spagnoli durante la loro dominazione dell’isola.
 
Pomeriggio da dedicare dapprima allo shopping nel cuore della città. Si può partire da Piazza Castello per proseguire in via Luzzati e Largo Cavallotti, soffermandosi poi nella caratteristica piazza Azuni. Poi un giro in corso Vittorio Emanuele, quella che un tempo era l’importante via degli scambi commerciali, che si intreccia con gli stretti vicoli ricchi di botteghe artigiane, dove acquistare una buona bottiglia di Cannonau, una di mirto, un buon pezzo di pecorino e qualche prelibatezza locale.

Poi visita al Museo Nazionale “G.A. Sanna”, principale struttura museale della Sardegna settentrionale. La Pinacoteca con, tra i dipinti di maggior pregio, la Madonna con Bambino di Bartolomeo Vivarini, due Crocifissioni di autore sardo e il San Sebastiano del Maestro di Ozieri, e le sale della Sezione Archeologica, con, tra le altre, le zone Fenicio-Punica e Romana.
Cena con assaggio di melanzane alla sassarese per proseguire con la pasta fresca, i gnocchetti alla gallurese. Imperdibile il dolce tipico locale, le seadas, preparato con semola, strutto, formaggio fresco acido, miele, e fritto in olio, da accompagnare con un buon Moscato di Sardegna. Passeggiata serale nel cuore della Sassari antica per godersi le prime ore della notte sarda.

 
DOMENICA AD ALGHERO
E’ il mare la meta del secondo giorno in terra di Sardegna. Lasciata Sassari sono le campagne ad accompagnarci nel cuore di una delle capitali marinare della regione, Alghero. 
 
Conosciuta anche come la piccola Barcellona, della quale ha conservato la lingua catalana, parlata da parte degli abitanti nella variante algherese, è il cuore della Riviera del Corallo, che prende il nome dal prezioso e pregiato corallo rosso che si trova nelle sue acque. Spiagge con sabbia fine e scogliere ne caratterizzano lo splendido litorale dove il blu del mare incanta chi si lasci trasportare dai suoi panorami.


 
Alghero è però non solo mare e paesaggi naturali di rara bellezza ma anche la sua città vecchia, alla quale si approda varcando la Torre di Porta Terra, antico accesso alla città. La Cattedrale di Santa Maria, dall’interessante ingresso posteriore, con le belle decorazioni in stile gotico fiorito del portale, la chiesa di San Francesco, con il bel chiostro di San Michele, ed i bei palazzi che si affacciano su Piazza Civica sono i tanti edifici storici della sua parte antica, suggestivo reticolo di strade. Da non perdere, nelle tante botteghe, atelier e boutique sparse nei suoi vicoli, dove acquistare goloserie regionali e gioielli di corallo. E poi, una passeggiata lungo i bastioni sul mare


 
Pranzo con la capunara, piatto proveniente dai ricettari pastorali, gallette spruzzate con acqua e aceto sulle quali sono riposti crostacei, acciughe, uova sode e frutti di mare. Poi, per proseguire, un piatto di spaghetti ai ricci di mare, il tutto da accompagnare con un vino locale magari un Alghero bianco frizzante.
 
Pomeriggio alle meravigliose Grotte di Nettuno. Partenza dal porto turistico della città con il battello alla volta del suggestivo promontorio di Capo Caccia. E’ uno scenario fiabesco quello che propongono le grotte sotterranee, meraviglie geologiche dallo straordinario impatto scenografico. Dalle trasparenti acque del Lago Lamarmora si passa all’Acquasantiera, la monumentale stalagmite di oltre due metri d’altezza, alla Sala delle Rovine e la maestosa e suggestiva Reggia dagli imponenti colonnati. Poi la Sala Smith, così chiamata da uno dei suoi primi esploratori, con il Grande Organo, la più grande colonna della grotta. Poi la Sala delle Trine e dei Merletti per terminare al suggestivo balcone affacciato sulla zona della Reggia e del Lago Lamarmora, la Tribuna della Musica. Le grotte sono indubbiamente uno degli spettacoli naturali più straordinari della regione.


 
Mentre il tardo pomeriggio lascia spazio alla sera, il centro storico di Alghero propone una serie di invitanti ristorantini che servono le tradizionali specialità di pesce di quest’angolo d’Italia. Cena con un antipasto di pesce per proseguire con la tipica aragosta "alla Catalana", semplicemente bollita e servita in tavola con sale, pepe, limone e olio d'oliva, entrambi da accompagnare con l’ottimo Vermentino, uno dei migliori vini bianchi di Sardegna. Sono il vento ed il mare due dei tre compagni di quest’ultima sera in terra sarda. Il terzo è un buon bicchiere di mirto, straordinaria sintesi di quest’isola assolata nel cuore del Mediterraneo.

 
INFORMAZIONI UTILI
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