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Il barocco, la gastronomia, gli ulivi secolari e la poesia dello Ionio

Idea weekend: che cosa fare a Lecce e Gallipoli, in Puglia

di 
Luca Sartori
3 Maggio 2016
Lingua di terra che si insinua tra Adriatico e Ionio, Il Salento contrappone la meraviglia del mare a una campagna abbacinante di luce. Sulle strade salentine i tronchi contorti degli ulivi secolari ci accompagnano verso il sud della Puglia.
 
VENERDI SERA A LECCE
Dalla luminosa pianura pugliese, terra agricola punteggiata da piccoli centri, approdiamo ai margini del centro storico. Giunti in piazzetta Arco di Trionfo si accede al cuore della città varcando Porta Napoli, eretta nel 1548, dalle belle colonne corinzie sorreggenti un frontone triangolare con scolpite insegne imperiali. Cena sostanziosa con uno dei tanti piatti preparati con la tipica pasta regionale, le orecchiette, che affondano le loro radici tra il XII ed il XII secolo, da assaporare al sugo con la ricotta forte concedendosi poi un assaggio di paste di mandorla. Il passeggio attraverso il suggestivo centro storico chiude la serata tra pub, vinerie e birrerie. 
 
 
SABATO A LECCE
Il risveglio ha il dolce sapore del pasticciotto preparato con pasta frolla e crema pasticciera, da accompagnare con un buon cappuccino prima di affrontare la mattinata tra scorci e cultura. Ecco il Must, Museo Storico della città di Lecce, ospitato dall’antico monastero quattrocentesco di Santa Chiara, nei pressi del Teatro Romano. All’imponenza della sala archi voltata si contrappongono le belle sale espositive dove sono protagoniste l’arte moderna e contemporanea.
 
 
Una bella passeggiata nel cuore del centro storico ci porta alla scoperta del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano. Sala dopo sala la storia salentina scorre sulla linea del tempo: la preistoria  e la dominazione messapica, quella romana e l’arte pittorica moderna sono un piacere per gli occhi. Il gusto invece sarà riservato al pranzo, insaporito dai rustici leccesi, specialità locali preparate con la pasta sfoglia ripiena di pomodoro, mozzarella e besciamella.
 
Il pomeriggio è dedicato alla scoperta dei tesori barocchi della città. Cuore religioso è la piazza del Duomo impreziosita dalla cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta. L’ingresso è vegliato dalle statue di San Pietro, San Paolo, San Gennaro e San Ludovico da Tolosa e una volta entrati si ammirano ben tredici altari  prima di accedere al seminario della fine del XVII secolo, abbellito al centro da un antico pozzo decorato. 
 
Altri tesori imperdibili del barocco leccese sono la cinquecentesca basilica di Santa Croce ed il vicino seicentesco Palazzo del Governo. La passeggiata nello splendido centro storico non può non giungere in piazza Sant’Oronzo, dalla quale si giunge ad uno degli angoli più suggestivi di Lecce, tesoro dell’epoca romana, l’Anfiteatro romano, gioiello dell’età augustea, del quale ne è visibile solo una parte. Il resto infatti è nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo sul quale sorge, tra gli altri edifici, la chiesa di Santa Maria della Grazia.
 

 
Ai tesori dell’architettura leccese si uniscono i tanti locali e le caratteristiche botteghe artigiane dove si lavora la cartapesta e dove si possono acquistare dei piccoli capolavori creati con carta, acqua e colla. Cena con, per iniziare, un assaggio di cacioricotta, tipico formaggio locale, e qualche fetta di capocollo pugliese, per proseguire con i saporiti pezzetti di cavallo al sugo di pomodoro da accompagnare con un vino rosso corposo come il Salice Salentino. 
 
DOMENICA A GALLIPOLI
Sono ancora le distese di ulivi a dominare il panorama che ci accompagna nel breve percorso che da Lecce ci porta alla perla dello Ionio, Gallipoli. Devastata dagli Angioini nella seconda metà del XIII secolo si ripopolò in quello successivo per passare agli Aragonesi nel XV secolo, mentre nei due successivi divenne un importante crocevia marittimo nel cuore del Mediterraneo. Dal cuore del Salento ci si sposta dunque verso uno dei due mari che bagnano questa emozionante lingua di terra.
 
 
Percorsa la zona moderna della città eccoci giungere alla vista della zona antica, del suo splendido centro storico situato su un isolotto collegato alla terraferma da un ponte. E’ Lungomare Marconi ad accompagnarci dalla zona moderna alla Gallipoli antica, mentre il castello Angioino Aragonese, sulla sinistra, pare annunciare la città vecchia. A due passi dal castello meritano una visita la bella Fontana Greca del XVI secolo e la cappella di Santa Cristina, meta devozionale dei pescatori della città.
 
Non ci resta che addentrarci caratteristico intreccio di vicoli e strade dove intenso è il profumo del sud. Il suo cuore è la basilica Concattedrale di Sant’Agata, a metà strada tra il castello e l’altra estremità dell’isola, situata nel suo punto più alto, una delle più straordinarie espressioni di barocco salentino. Riccamente decorata, presenta, all’esterno, svariate nicchie contenenti le statue di pietra di Santa Teresa d’Avila, Sant’Agata, San Sebastiano, San Fausto e Santa Marina, mentre l’interno a tre navate custodisce interessanti altari barocchi e una serie di tele. Poi il maestoso altare maggiore in marmi policromi ed il bellissimo coro in legno di noce. 
 
A due passi dal mare sono invece gli altri due suoi gioielli religiosi, la seicentesca chiesa di Santa Maria della Purità e San Francesco d’Assisi, scrigno barocco, ultima meta prima di lasciarsi rapire dagli scorci della cittadina, ripercorrendo magari lo stesso vicolo, allungando lo sguardo sul mare cristallino, solleticati da profumi di botteghe e ristoranti. 
 
Consiglio del viaggiatore è cedere alla specialià locale dello scapece. Celebrata in svariate sagre salentine, la ricetta prevede la frittura in olio bollente dei “pupiddi”, i pesciolini, che poi vengono passati nel pane grattugiato e messi a marinare in una soluzione di aceto e zafferano. Prelibatezza da accompagnare magari con un Leverano bianco, vino leccese adatto per i piatti di pesce
 
Primo pomeriggio di cultura con visita al Museo Civico Emanuele Barba, insegnante e medico della città, dove perdersi tra le tante collezioni, tra cui quella archeologica, quella degli abiti d’epoca, di ceramiche, numismatica, ornitologica. Nel percorso museale vi è anche una parte dedicata ai dipinti dell’Ottocento e del Novecento, tra cui opere di pittori salentini. Seconda parte del pomeriggio da dedicare al mare. All’ombra della chiesa della Purità c’è l’omonima spiaggetta, dove abbracciare con lo sguardo il mar Ionio e rilassarsi prima della cena. Ancora pesce, con una gustosa zuppa, per chiudere in dolcezza con una torta di ricotta prima che lo sguardo si perda in questo angolo di Mediterraneo che unisce il sud dell’Europa all’Africa del nord.
 

INFORMAZIONI UTILI
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