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A Bari per un'esposizione inconsueta

Eroine invisibili, l'Ottocento al femminile

di 
Isabella Brega
18 Febbraio 2011

Un weekend all’insegna della cultura. Bari, con la romanica basilica di S. Nicola dove nel 1095 Pietro d’Amiens predicò la seconda crociata, e il suo bel lungomare che lambisce il dedalo di viuzze della citta vecchia, riserva ai turisti un’esposizione inconsueta e preziosa, Eroine invisibili, aperta fino al 29 maggio alla Pinacoteca provinciale Corrado Giaquinto. Una bella mostra; una buona idea. In questo periodo di crisi, infatti, la rassegna risponde anche all’esigenza da parte dei promotori di condividere forze e opportunità.


 


L’evento, nuova edizione di Storie di donne, apertasi a Napoli nel 2008, inaugura un ponte ideale fra due realtà culturali per il rilancio e la valorizzazione dei rispettivi patrimoni artistici, un’intelligente sinergia fra due enti territoriali meridionali: le Province di Bari e di Napoli. Le due curatrici, Clara Gelao e Luisa Martorelli, focalizzano la propria attenzione su una settantina di opere, nelle quali emerge un secolo di ruoli e modelli comportamentali femminili, dall’Unità d’Italia alla metà del Novecento, ponendo l’accento sull’iniziale scarsa visibilità sociale delle donne ma anche sulla loro progressiva presa di coscienza e affermazione. Madri, moglie, figlie, sorelle, prigioniere del mito giovanile dell’amore romantico ma destinate a un ruolo subalterno, oggetto di discriminazione eppure perno di intere generazioni.


 


L’amore, l’eros, l’Oriente e l’Occidente, il lavoro, la lettura, gli affetti, i temi trattati, ma anche la vanità e i piaceri femminili. Storie minuscole di silenzi e dignità contadina, vicende eroiche di eroine risorgimentali, valori morali e civili di matrice borghese fino ad arrivare, nel secolo scorso, all’emergere di inquietudini destabilizzanti. Una mostra incentrata sulle donne ma che, fra tanti artisti –– da Antonio Mancini (Servetta) a Gioacchino Toma (Ritratto di Emma), a Vincenzo Irolli (La lettura, In castigo), a Luca Postiglione (Primavera), a Giuseppe De Nittis (Controluce) ad Augusto Licata (Ricamatrici) – vede, non a caso, una sola firma femminile: Tina Laudari, figlia del pittore Raffaele Laudari, con La bella treccia del 1937, ritratto a mezza figura di una popolana intenta a intrecciarsi i capelli. Un momento semplice, intimo e senza retorica.

 

La mostra


Eroine invisibili, Pinacoteca Giaquinto, via Spalato 19, Bari. Tel. 080.5412423.

Aperta fino al 29 maggio. Orario. 9-18, domenica 9-13, lunedì chiuso. Biglietto. 2,58 euro; biglietto ridotto soci Tci.


 


Come arrivare


Aereo: diverse compagnie collegano Bari con le città italiane. L'aeroporto di Bari Palese (tel. 080 5800200; ) dista 8 km dal centro città, Il bus n. 16 dell'Amtab collega l'aerostazione con la città in circa 40 minuti.

Treno: convogli diretti di Trenitalia Freccia Bianca da Milano, Freccia Argento da Roma e da Napoli, via Caserta.

Auto: da Nord, autostrada A14 uscire al casello Bari nord e percorrere la statale. 96 in direzione di Bari.


 


Dove dormire


Grand hotel Leon d'Oro****, piazza Aldo Moro 4 (vicino alla stazione ferroviaria), tel. 080.5235040. Doppia da 130 euro.

Hotel Boston***, via Piccinni 155, te. 080.5216633. Doppia da 100 euro. Sconto 10% soci Tci.


 


Dove mangiare

La locanda di Federico, piazza Mercantile 63, tel 080.5227705. In centro, cucina pugliese. Da 35 euro. Sconto 10% soci Tci.


Al sorso preferito, via De Nicolò 46, tel. 080.5235747. Centrale, di tradizione, propone piatti del territorio. Da 35 euro.


 


Visite da non perdere


La basilica di S. Nicola, massimo esempio in città del romanico pugliese, del 1197.

La cattedrale, pure romanica, dedicata a San Sabino, del 1170.

Il Castello, tra le più importanti fortezze della Puglia, del secolo XIII.


 


Info turistiche

Infopoint, piazza Aldo Moro, tel. 080.9909341.

Assessorato al Mediterraneo, cultura e turismo della Regione Puglia.