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Le antiche miniere, le passeggiate, la gastronomia, gli eventi: ecco perché scoprire il borgo valdostano

Cinque cose da fare a Cogne, la porta del parco del Gran Paradiso

di 
Laura Sommariva
3 Maggio 2017
 
Sono soltanto una manciata di chilometri, ventisei per la precisione, ma mentre ci si inoltra nella valle a fondo cieco che conduce a Cogne da Aosta, si risveglia nel cuore un battito primordiale. È il battito della natura selvaggia, di quella “wilderness” - termine difficile da tradurre, usato per la prima volta dal filosofo ottocentesco americano Henri David Thoreau – che è allo stesso tempo condizione geografica, ma anche stato d'animo.

Una delle porte del parco nazionale del Gran Paradiso, Cogne è il comune più esteso della Valle d’Aosta e il suo territorio è quasi completamente in area protetta (il 95% dei 21.304 ettari, di cui 13.800 inclusi nel parco nazionale Gran Paradiso). Il suo nome in patois valdostano significa "angolo", forse perché dal principale centro abitato di Veulla si diramano cinque valli: verso sud, la Valnontey, che porta alle pendici del Gran Paradiso; verso nord, il vallone di Grauson; verso sud-est, il vallone dell'Urtier e la Valleille; verso est, il vallone di Gimillan. La strada sale da Aosta in una valle stretta e tortuosa, quasi un passaggio segreto, che giunti al paese si apre sui sorprendenti Prati di Sant’Orso (nella foto sotto), il grande tappeto d’erba steso ai piedi del massiccio del Gran Paradiso, che con i suoi 4.061 metri è la cima più alta interamente in territorio italiano.
 
 
1. ESPLORARE LE MINIERE
Oggi a Cogne si vive di un turismo discreto e responsabile, grazie alla sua "anima verde". Ma fino al 1979, anno di chiusura ufficiale della miniera, l’economia di Cogne si è fondata in larga parte sulle attività estrattive dei suoi ricchi giacimenti di magnetite, il minerale ferroso con il più alto tenore di ferro e con le più intense proprietà magnetiche esistente in natura. Una ferrovia a scartamento ridotto consentiva il trasporto del minerale dal villaggio minerario di Colonna, alle pendici del monte Creya, all'acciaieria Cogne di Aosta. Molte storie si intrecciano con quelle della miniera, che garantì agli abitanti della valle l’esenzione dal servizio militare durante la Seconda Guerra mondiale, per non interrompere le attività estrattive strategiche per l’industria pesante.
 
Le cronache raccontano che grazie all'isolamento e al ritiro del presidio tedesco ad Aosta ottenuto da Franz Elter, direttore della miniera, Cogne divenne una repubblica partigiana a partire dal luglio del 1944. Fino alla sua caduta - pochi mesi dopo, nel novembre dello stesso anno – vide passare molte personalità chiave della Resistenza, come Luigi Einaudi e Sandro Pertini. Per scoprire queste e altre vicende, si può partecipare alle escursioni da Cogne verso l'antico complesso di Colonna, accompagnati dagli ex minatori, come quelle organizzate in occasione del Gran Paradiso Film Festival (la Via della Magnetite, 23 agosto 2017, dalle ore 8.30 alle 16, prenotazione obbligatoria, sito web). 
 
2. AVVISTARE UNO STAMBECCO NEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO
Dicevamo dell'anima verde di Cogne. Il più antico parco nazionale d’Italia, quello del Gran Paradiso, copre una superficie di oltre 70mila ettari su un terreno prevalentemente montuoso a cavallo delle regioni Valle d'Aosta e Piemonte. Fu istituito il 3 dicembre del 1922 quando Vittorio Emanuele III di Savoia donò allo Stato la sua amata riserva di caccia. Sono 7 i comuni valdostani facenti parte del Parco Nazionale Gran Paradiso, ma è Cogne a essere considerata la porta di ingresso principale, più precisamente dalla vicina Valnontey, da cui si può ammirare il ghiacciaio più esteso del massiccio del Gran Paradiso, quello della Tribolazione.
 
Se oggi centinaia di specie di flora e fauna sono protette, lo si deve alla passione per la caccia dei reali di casa Savoia. Spesso le vie della conservazione sono imprevedibili e il primo importante passo per la salvaguardia dello stambecco (Capra ibex), animale simbolo del parco, fu fatto dal Re di Sardegna Carlo Felice con il decreto del 21 settembre 1821 per vietarne la caccia in tutto il regno e garantirsi gli ultimi esemplari rimasti tutti per sé. Cacciato intensivamente per i suoi magnifici palchi, per le carni e per accaparrarsi trofei legati alla superstizione, lo stambecco era ritenuto già estinto in tutta Europa già all'inizio del XIX secolo, finché un ispettore forestale valdostano scoprì che in queste valli impervie era sopravvissuta una colonia di un centinaio di esemplari. Determinante fu poi il viaggio nel 1850 del giovane re Vittorio Emanuele II, a Cogne: colpito dal ricco bottino di caccia, avvio le pratiche per istituire la Riserva Reale di Caccia del Gran Paradiso, nata ufficialmente nel 1856.
 
 
3. PASSEGGIARE NELLA NATURA
Appassionati cacciatori e assidui frequentatori della zona, nella seconda metà dell’Ottocento i Savoia cambiarono il volto delle valli valdostane (e canavesane) facendo realizzare una fittissima rete di mulattiere lastricate di pietra (oltre 300 km) per collegare i paesi con le loro case di caccia. Per consentire a Re Vittorio Emanuele II di muoversi agevolmente a cavallo all’interno della Riserva Reale, dovevano essere ampie e in grado di superare ripidi versanti mantenendo una leggera ma costante pendenza. I tracciati si trovano in gran parte oltre i 2mila metri di quota, superando addirittura i 3mila, come al Colle del Lauson (3.296 mt) e al Colle della Porta (3.002 mt).
 
 
La maggior parte delle mulattiere è ancora percorribile, ma alcune sono state risistemate per offrire agli escursionisti passeggiate in totale sicurezza, come quella che da Cogne, in prossimità del Giardino Botanico Alpino Paradisia in Valnontey sale al rifugio Vittorio Sella (un tempo casa reale di caccia, a quota 2.588 mt) in due ore e mezza di salita. Percorribile da giugno a settembre, questo tracciato nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso è alla portata di tutti con un minimo di allenamento ed è parte della nuova rete di trekking natura Giroparchi, otto anelli percorribili all’interno delle cinque valli protette (Rosso: Col Nivolet - Col Loson e Col Loson - Col Fenêtre; Blu: Valli di Rhêmes – Valsavarenche; Nero: Giro della Grivola; Giallo: Giro della Valnontey; Verde scuro: Valsavarenche; Verde Chiaro: Tour della Valle di Cogne), tutti riqualificati con messa in sicurezza e segnaletica. Sul sito del parco si possono scaricare su pc e tablet anche 3 itinerari virtuali tra Valsavarenche e Valle Orco, per familiarizzare con i percorsi. 

Non c’è niente di meglio che camminare con il proprio cane al fianco per immergersi nella natura. Nel Parco nazionale del Gran Paradiso, però, per garantire la migliore convivenza fra animali domestici e specie selvatiche, ci sono regole e restrizioni da osservare. “I cani possono essere condotti, sempre al guinzaglio, solo nelle aree di fondovalle e, dal 15 luglio al 31 agosto, lungo alcuni sentieri stabiliti in base al regolamento del Parco”. A Cogne possono correre liberi tutto l’anno sui grandi Prati di Sant’Orso, senza restrizioni (ma ricordando la buona educazione ai loro proprietari).
 
 
4. SCOPRIRE LA GASTRONOMIA
Dopo le lunghe passeggiate, non mancano da queste parti le consolazioni gastronomiche. Le robuste e gustose ricette tradizionali, anche grazie all’ottima qualità delle materie prime locali, sono una tentazione a cui è bene non resistere. Dal Favò (piatto tipico a base di fave, fontina, pane nero abbrustolito nel burro, salsiccia, pancetta e pasta) alla Soupetta (a base di pane, fontina e riso), dalla Carbonada (spezzatino di manzo cotto nel vino e accompagnato da polenta) alla Crema di Cogne (a base di cioccolato e panna, si accompagna con le tegole dolci).
 
Ovviamente la regina è la fontina Valdostana (che si può anche portare a casa, acquistandola nei vari punti vendita in paese o al consorzio lunga la strada che porta ad Aosta), che ben si accompagna con i vini del posto: Torrette, Gamay e Petit Rouge fra i rossi, Petit Arvine e Chardonnay per i bianchi. Per chi cerca un inedito punto di vista sulla cucina tipica di montagna, si consiglia una sosta a La Cave de Cogne (sito web), enoteca, bistrot, gastronomia nel centro del paese. Nel retro, ai tavoli (pochi) davanti alla moderna cucina a vista, si possono gustare le ricette dello Chef Jun Nakajima. Menù valdostano tradizionalissimo, ma con una grazia nella presentazione e una leggerezza nella tecnica che svelano le sue origini giapponesi (nella foto sotto).
 

5. PARTECIPARE AGLI EVENTI
Molti gli eventi programmati a Cogne nel corso dell'anno.
- Batailles des Reines. Le vacche di razza alpina, come la valdostana pezzata nera e castana e la Hérens del Vallese, hanno il loro caratterino, e naturalmente stabiliscono la gerarchia all’interno della mandria tramite combattimenti fra “signore”. Uno spettacolo senza pericolo per gli animali, che dalla fine di marzo ogni domenica attira molti appassionati nelle arene allestite in diverse località della regione (pausa a giugno-luglio per la salita agli alpeggi). Suddivise in tre categorie di peso, in media concorrono per il titolo ogni anno 150 bovine. Le prime quattro classificate delle tre categorie si qualificano per la finale regionale, che tradizionalmente si tiene all’arena “Croix-Noire” di Aosta in ottobre (quest’anno sarà il 22 ottobre). A Cogne l’eliminatoria si disputerà il 24 settembre ai Prati di sant’Orso (info: sito dedicato).
- Gran Paradiso Film Festival. Nato nel 1984, è un importante festival internazionale dedicato al cinema naturalistico, con due sezioni dedicate rispettivamente ai lungometraggi e ai corti, e un ciclo di approfondimenti intitolato De rerum Natura (dal 24 al 29 luglio, Cogne - tel. 0165-75301 www.gpff.it).
- Viva il Parco. Una festa all’insegna della natura e del relax all’aria aperta. Una due giorni dedicata al turismo sostenibile in montagna con la mobilità dolce. Escursionismo e trekking lungo i sentieri della Valle, bicicletta, cavallo e carrozza. Esibizioni dei diversi tipi di monta a cavallo e attività con i pony (due giorni a luglio, date in definizione). 
- Devétéya, la festa d’estate per eccellenza, con la sfilata delle mandrie tornano a valle dagli alpeggi per le vie del paese (nella foto sotto).
- Cantine Aperte - Tutti gli anni tra marzo e aprile offre l’opportunità di visitare vari locali di Cogne alla scoperta delle migliori etichette DOC abbinate ai piatti tipici locali o dello chef. A fare da sfondo all’evento musica folkloristica e l’occasione di incontrare la gente del posto. Dalle vie del centro storico fino al limitrofo villaggio di Cretaz, si può scegliere se spostarsi lungo il percorso a piedi o con i piccoli trenini gratuiti. 

 
INFO
- Il Consorzio degli Operatori Turistici della Valle di Cogne (tel. 0165.74835; info@cogneturismo.itwww.cogneturismo.it) può assistervi per ogni informazione e per orientarvi nella scelta della sistemazione, fra i numerosi alberghi, appartamenti e campeggi della valle. 
- Per prenotare escursioni e visite guidate con una guida si può consultare il sito www.guideturistiche-aosta.it.
- Per tutte le informazioni sul Parco nazionale del Gran Paradiso, da visitare il sito www.pngp.it
- Guida Verde Touring Valle d'Aosta: da comprare scontata sul nostro store!
- A Cogne un buon servizio di mezzi pubblici gratuiti, consente una mobilità rilassante e sostenibile. È dunque possibile parcheggiare la propria auto nei parcheggi gratuiti vicini al fiume e spostarsi con mezzi alternativi.
 
Dormire. Noi siamo stati ospitati all’Hotel Du Grand Paradis (il pacchetto weekend comprende colazione, cena, noleggio biciclette con pedalata assistita, utilizzo della SPA e late check out; 4 zampe benvenuti su richiesta), il più antico albergo di Cogne, nel centro storico accanto alla chiesa di Sant’Orso. Rifondato nel 1930 grazie all’intraprendente signora Rosalia Gerard, appartiene ancora ai suoi discendenti. Accogliente e tradizionale, offre in più una suggestiva area SPA, come una piccola baita dedicata al benessere che può essere anche affittata per l’utilizzo in esclusiva per un’ora e trenta dai clienti.
 
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