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Il suggestivo intreccio di vicoli del centro storico, gli affacci sul mare e la ricca cucina della tradizione

Che cosa fare a Napoli: un weekend tra presepi e sapori

di 
Luca Sartori
13 Dicembre 2015
 
Napoli è un universo di emozioni. La magia delle sue strade e la poesia dei suoi sapori incantano. E’ difficile riuscire a riassumerne le innumerevoli sfaccettature: è una città da guardare, da toccare e da ascoltare in silenzio, una città da vivere ovunque, per le strade, nelle piazze e sul lungomare, nelle pizzerie, nei caffè storici e nei teatri, nei musei, nelle chiese e nei monasteri. Chi sceglie di visitare Napoli sceglie di affidarsi alla scoperta di un mondo unico e irripetibile, decide di lasciarsi guidare dalla città, dalle sue meraviglie e dalla sua bellezza. Una bellezza fortunatamente capace, il più delle volte, di oscurarne il volto meno poetico.


 
VENERDI SERA SUL LUNGOMARE DI NAPOLI
E’ la classica cartolina della città, con sullo sfondo l’inconfondibile sagoma del Vesuvio, ad accoglierci quando il sole guadagna la linea dell’orizzonte, e lentamente si fa inghiottire dal mare. Napoli si stende in un immenso abbraccio su questa splendida porzione di Tirreno che, da sempre, ne accarezza le rive. Colpisce la sua straordinaria vitalità. Tutta la città sembra essere nelle strade e nelle piazze. I vicoli del centro regalano i profumi delle cucine, mentre le tante pizzerie accolgono i primi clienti della serata. La prima cena napoletana prevede i tradizionali spaghetti con le vongole veraci ed una frittura di calamari e gamberi, il tutto accompagnato da un buon bianco campano, il Fiano di Avellino.
 
SABATO TRA I DECUMANI
Non può che iniziare con un caffè e una buona sfogliatella riccia, preparata con la pasta sfoglia, il sabato nel capoluogo campano. Prima parte della giornata da dedicare alla visita del centro storico.

Sono i Decumani, le tre principali arterie del suo centro antico, la meta della mattinata. Quello superiore, composto, tra le altre, da via Anticaglia, quello maggiore, con il cuore in via Tribunali, e l’inferiore, adesso anche via B. Croce e via S. Biagio dei librai. Un suggestivo reticolo di vicoli e vicoletti collega le tre arterie nelle quali sono concentrati una moltitudine di tesori artistici.
 
Da piazza Dante, dove fin dalla fine del Cinquecento si teneva il secondo mercato più importante della città, e sulla quale sfocia una delle arterie dello shopping cittadino, via Toledo, si accede a Port’Alba, una delle antiche porte cittadine, e si percorre l’omonima via fino a giungere in piazza Bellini, particolarmente frequentata e ricca di locali. Da qui parte il principale dei decumani, il maggiore, in gran parte costituito da via dei Tribunali.

Imperdibili lungo il decumano maggiore, che giunge fino a Forcella (scenario di uno degli episodi di “Ieri, oggi, domani” di Vittorio de Sica, capolavoro del cinema italiano di metà anni Sessanta) sono la chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, dal campanile romanico risalente all’ XI secolo, e l’interno dalla pavimentazione in maiolica del XVIII secolo, e quella di San Paolo Maggiore, eretta sui resti del tempio dei Dioscuri e situata in piazza San Gaetano. In quest’ultima confluisce via San Gregorio Armeno, la storica strada delle botteghe artigiane dei presepi che collega il decumano maggiore con l’inferiore.


Difficile non farsi catturare dalla moltitudine di botteghe, bancarelle e negozietti ricolmi di statuine in terracotta per i presepi, casette di sughero e cartone, oggetti meccanici e miniature. Domina la pittoresca via il bel campanile che funge da cavalcavia e unisce monastero e chiesa omonima. Proseguendo su via dei Tribunali si giunge fin sua via Duomo. Da vedere la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, nota anche come Duomo di San Gennaro, fatta erigere a partire dal XIII secolo da Carlo D’Angiò, dove più stili, dal gotico al rinascimentale, dal barocco al neogotico, la rendono uno dei tesori più apprezzati e visti della città.
 
Pranzo a base di pesce con i paccheri, i tipici maccheroni giganti napoletani, con le cozze, per proseguire con un buon calamaro ripieno di friarielli.
 
Pomeriggio che inizia nel decumano inferiore, anche conosciuto come Spaccanapoli, dove un tempo si concentravano le residenze degli uomini potenti e alcuni conventi degli ordini religiosi. Da vedere la chiesa del Gesù Nuovo, dalla bella facciata rinascimentale e dall’apprezzabile interno barocco, la basilica di Santa Chiara, dall’imponente facciata con un grande rosone centrale, che ospita la tomba della dinastia dei Borbone, ed il complesso di San Domenico Maggiore, tra i principali e culturalmente più rilevanti della città. Seconda parte del pomeriggio in via Toledo, importante arteria dello shopping e della cultura partenopea; oltre un chilometro tra piazze, palazzi nobiliari e chiese.
 
Non può che essere la pizza ad impreziosire la cena del sabato sera napoletano. Per apprezzarne al meglio la bontà, ideale la scelta tra la marinara, con pomodoro, aglio, origano e olio extravergine di oliva, e la margherita, con pomodoro, mozzarella di bufala campana a cubetti o fiordilatte, basilico e olio extravergine d’oliva.
 
DOMENICA TRA MASCHIO ANGIOINO E PALAZZO REALE
Colazione con sfogliatella, questa volta frolla, e caffè, prima di tuffarsi nuovamente nelle meraviglie di Napoli.

Partenza da Piazza del Plebiscito, situata tra il lungomare e via Toledo. Tra le più grandi d’Italia, la piazza era un tempo uno slargo dove si svolgevano le feste popolari. La Basilica di San Francesco di Paola, Palazzo Salerno, il Palazzo della Prefettura ed il Palazzo Reale gli fanno da cornice. Assolutamente da non perdere il museo di Palazzo Reale; tra le residenze della casa reale dei Borbone fu, dopo l’Unità d’Italia, residenza napoletana dei sovrani di casa Savoia. La collezione Farnese, il percorso murattiano, il percorso vicereale, il percorso sabaudo e quello borbonico sono solo una parte dei tanti tesori custoditi nel museo del palazzo, un percorso nella storia tra opere, dipinti, arredi ed oggetti che hanno segnato la storia e la cultura della città e degli uomini che l’hanno resa celebre.


Pranzo con un buon piatto di ziti al ragù napoletano e un’appetitosa salsiccia con provola e friarielli.
 
Dopo il pranzo e le meraviglie del Palazzo Reale, ideale è una bella passeggiata pomeridiana per godersi ancora qualche bellezza partenopea. Castel Nuovo, detto anche Maschio Angioino, è l’imponente e scenografico castello medioevale e rinascimentale che domina piazza Municipio. Con le sue enormi torri è uno dei simboli della città. A due passi c’è lo splendido Teatro San Carlo, tra i palcoscenici più importanti del mondo, il più antico teatro lirico del mondo fondato nel 1737. Da vedere, a due passi dal San Carlo, il salotto della città, la bella Galleria Umberto I, costruita tra il 1887 ed il 1890, storico centro mondano del capoluogo, che per oltre mezzo secolo ospitò i celebri sciuscià, i lustrascarpe della città. La giornata dei tesori della città non può che finire con una passeggiata sul lungomare, su quella via Francesco Caracciolo che sa, da sempre, regalare l’indimenticabile cartolina di Napoli sul mare.


 
Cena con insalata di polpo e zuppa di cozze, da accompagnare con un buon vino bianco campano, magari l’Aversa Asprinio. Poi una delle regine della tavola napoletana, la sontuosa pastiera. Non si può ovviamente che proseguire con la classica tazzina di caffè, che da queste parti è cultura o forse più, e chiudere questo weekend nel cuore di Napoli con un ottimo limoncello e lo sguardo appoggiato sul golfo.
 
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Visitare
Tra le tante attrazioni, a Napoli sono ben cinque i monumenti tenuti aperti dai Volontari Touring per il patrimonio culturale nell'ambito dell'iniziativa Aperti per Voi. Eccoli (il link rimanda alla scheda rispettiva):
Dormire e mangiare
Per mangiare a Napoli, consultate la nostra selezione di ristoranti e trattorie.

Tra i vari indirizzi consigliamo: 
- il ristorante Umberto, situato nel cuore vitale della città è un ristorante storico di Napoli che affonda le sue radici nel 1916 (sconto 10 per cento ai soci Tci); ecco la nostra scheda
- l'osteria La Chitarra, locale della Napoli aragonese dove si respira la più tradizionale atmosfera partenopea; tra i piatti del locale i classici ziti al ragù e la salsiccia con provola e friarielli (sconto 10 per cento ai soci Tci); ecco la nostra scheda
- la pizzeria Starita, storica pizzeria con 110 anni di storia situata nel cuore della città; ecco la nostra scheda
 
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