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In vacanza in montagna? Ecco le escursioni scelte per voi

10 trekking da fare sulle Dolomiti

di 
Piero Carlesi
8 Aprile 2016

L'Italia è ricca di montagne e luoghi affascinanti dove camminare, dalle Alpi agli Appennini, ma anche sui monti delle isole. Questa volta però ci focalizziamo sulle Dolomiti, che nell'immaginario collettivo sono il luogo migliore per praticare uno sci di grande soddisfazione d'inverno e per compiere spettacolari trekking d'estate. E allora a questo punto non resta che fare lo zaino e partire. Con la macchina fotografica, mi raccomando, e una guida del Touring sulle Dolomiti.
 
1. AL RIFUGIO BRENTEI da Madonna di Campiglio
Iniziamo dal gruppo di Brenta, un gruppo dolomitico appartato, tutto trentino, ma non per questo meno interessante, anzi.
La meta è il Rifugio Maria e Alberto Fossati Bellani ai Brentei. al centro dell´anfiteatro di roccia dell'alta Val Brenta, che ha avuto per decenni non solo come custode, ma come genius loci un personaggio carismatico dell'alpinismo dolomitico, Bruno Detassis, straordinario protagonista dell'alpinismo dolomitico tra gli anni '30 e '60. Di proprietà del CAI di Monza è adagiato su un terrazzo posto al termine del Vallone dei Brentei, ai piedi del Crozzon di Brenta, nel parco naturale Adamello-Brenta.

Il rifugio è aperto dal 20 giugno a fine settembre e si raggiunge da Madonna di Campiglio seguendo la strada (5 km) o il sentiero dell'Arciduca nel bosco, per il rifugio Vallesinella (1513 m); da qui si inizia a camminare seguendo il sentiero 317 fino al rifugio Casinei e quindi il sentiero 318 fino al rifugio, 2182 m (ore 2.15).
Per info: www.caimonza.it/brentei.html.
 
2. AL RIFUGIO GENOVA da San Martino in Badia
Il Rifugio Genova, costruito nel 1898, sorge a 2297 m lungo l'Alta Via n. 2, all'incrocio tra la val di Funes e le valli ladine, tra il Sass de Putia e il gruppo delle Odle, nel parco naturale Puez-Odle è il punto di partenza ideale per piacevoli passeggiate, ma anche per escursioni impegnative.

L'itinerario più comune per raggiungere il rifugio, aperto da metà giugno a metà ottobre, parte dal passo delle Erbe (2004 m), raggiungibile da San Martino in Badia. Dal passo, in 3 ore, si segue un sentiero dapprima su prati pianeggianti, poi in salita in un canalone superando la la Forcella di Putia (fune metallica in un breve tratto), aggirando l'imponente mole del Sass de Putia.
Per info: www.schlueterhuette.com/Rifugio_Genova/Benvenuti.html.
 
 
3. GIRO DEL SASSOPIATTO da Campitello di Fassa
Il Giro del Sassopiatto è una tra le più belle escursioni che si possono compiere sulle Dolomiti e consiste in un trekking attorno alla montagna che domina l'Alpe di Siusi. Si parte da Campitello di Fassa con la funivia che sale al Col Rodella e da qui si raggiunge il Rifugio Federico Augusto (2298 m), da dove ha inizio il sentiero dedicato al re di Sassonia che era un assiduo frequentatore di queste montagne, che collega il Passo Sella con l’Alpe di Siusi.
 
Il giro attorno al Sassopiatto si compie in circa 4-5 ore, è molto panoramico, e si sviluppa girando attorno a molte cime del Sassolungo, toccando i rifugi Sandro Pertini (2300 m) e Vicenza (2250 m), dal quale si sale alla forcella del Sassolungo (2681 m), dove si trova il Rifugio Toni Demetz. Raggiunto il passo Sella per sentiero o per cabinovia si segue una strada sterrata per la stazione a monte della funivia del Col Rodella che scende a Campitello di Fassa.
Per info: www.fassa.com.
 
 
4. AL RIFUGIO BOÈ da Canazei
Salendo da Canazei (TN) al passo di Sella, poco dopo il bivio per il passo Pordoi, si apre una radura dove sorgono il Rifugio Monti Pallidi e il Rifugio Schiavanéis (1850 m). Da qui spettacolari scorci sul Gruppo di Sella: sul Piz Ciavàzes (a sinistra) e il Sass Pordoi (a destra). Dallo spiazzo sì prende il sentiero n. 647 che sale nella bassa macchia e quindi a zig zag su nudi pendii, raggiungendo il Pian del Siella (m 2292).
 
Da qui si sale al Pian de Roces (m 2472) e si continua a salire su comode roccette articolate sino a uscire sull'altopiano, dove s'interseca la pista proveniente dalle Mèsules e dal Rifugio Pisciadù. Si sorpassano la Forcella dell'Antersass (m 2830) e il dosso dell'Antersass (m 2906) per giungere infine al Rifugio Boé (m 2871, ore 2,45).
Dal rifugio è possibile salire in un'ora alla cima del Piz Boé (m 3151, facile).
Per info: www.fassa.com.
 
5. ALL'ALPE DI FANES da San Vigilio di Marebbe
Da San Vigilio di Marebbe (BZ) si raggiunge con bus di linea il Rifugio Pederü ( 1548 m), nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies. Da qui ha inizio l'escursione che porta dapprima ai prati della malga Fanes piccola. Si raggiunge quindi il Rifugio Lavarella (2042 m), osservando a destra, la gigantesca arena rocciosa denominata Parlamento delle Marmotte. Dal Rifugio Lavarella si segue il sentiero per il Rifugio Fanes, 2060 m, all'alpe di Fanes grande (ore 2.30).
Per info: www.rifugiofanes.com.
 
 
6. TRAVERSATA DEL GRUPPO DI SELLA dal passo Pordoi
Ecco un grandioso itinerario che permette di conoscere da vicino l'ambiente desertico dell’altopiano di Sella, per vedere luoghi magici come il lago Pisciadù e le Torri e i pinnacoli di Sella. Dal passo Pordoi (a 12 km da Canazei, TN) si sale in 4 minuti di funivia al Sass Pordoi (2950 m). Da qui si raggiunge il Rifugio Maria, dal quale in circa 30 minuti si arriva al Rifugio Forcella Pordoi, da dove la vista spazia verso il Piz Boè, la Marmolada, la val di Fassa con il Catinaccio e lontano il Latemar. Seguendo il sentiero n. 638 si sale alla Capanna Fassa al Piz Boé (3152 m), quindi si scende al Rifugio Boé (2871 m) e si continua in salita lungo una stretta cengia per raggiungere il pianoro de Mezdì (panorama sulle Mesules e sul vallone di Pisciadù); quindi si scende per roccette e ghiaioni alla sella della val di Tita (2816 m). Raggiunto il rifugio Cavazza al Pisciadù (2586 m) si scende con attenzione per roccette e un ghiaione all'interno di un canalone fino a raggiungere, dopo 5 ore di cammino, il passo Gardena (2121 m).

Per info: www.fassa.com.
 
 
7. IL GIRO DELLE TRE CIME DI LAVAREDO dal Lago di Misurina
Dovendo scegliere un solo itinerario fra questi dieci non avrei dubbi a consigliare questo che permette di avvicinarsi alle magiche Tre Cime di Lavaredo. Si parte dal Rifugio Auronzo (2320 m), raggiungibile con bus di linea o con auto (strada di 7 km dal lago di Misurina BL, a pedaggio). Si segue il sentiero n. 101 che porta lungo il versante meridionale delle Tre Cime fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), da dove si prosegue per la Forcella di Lavaredo.
 
Da qui, a 2454 m, magnifico panorama sul versante nord delle Tre Cime di Lavaredo. Si prosegue ai piedi del Monte Paterno fino a giungere a un bivio, dove si prende la strada per il Rifugio A. Locatelli (2438 m), ore 1.30. Dal rifugio si continua con il sentiero n. 105 per la malga Lange Alm passando ai piedi del versante ovest delle Tre Cime, tornando al Rifugio Auronzo (ore 2.30).
Per info: www.rifugioauronzo.it.
 
8. AL RIFUGIO PRADIDALI da Fiera di Primiero
Non poteva mancare in questa fugace rassegna un riferimento alle Pale di S. Martino, un gruppo al margine meridionale delle Dolomiti. La conoscenza delle Pale si può fare salendo al Rifugio Pradidali, un rifugio storico, costruito nel 1896 nell’alta Val Pradidali in un angolo tra i più belli delle Pale, racchiuso in una cerchia di pareti, di torri, di campanili celebri nella storia dell’alpinismo internazionale. Si parte da Fiera di Primiero /TN)e si risale la Val Canali portandosi al Cant del Gal, al Ristorante la Ritonda. Qui si lascia l'auto e si prosegue a piedi lungo il sentiero n. 709 della Val Pradidali raggiungendo in 3 ore il rifugio, 2278 m.
Per info: www.rifugiopradidali.com.
 
9. AL RIFUGIO COLDAI da Alleghe
L'escursione al Rifugio Sonino al Coldai e al rifugio Tissi è un classico delle Dolomiti venete. Si parte da Alleghe e da qui si sale a Piani di Pezzè (1472 m), dove si lascia l'auto (si può arrivare qui anche . da Alleghe BL, con una telecabina). Si prende il sentiero n. 564 che raggiunge la strada silvopastorale che collega Pian di Pezzè a Col di Baldi e la si segue fino alla malga Pioda (panorami sulla Marmolada, la parete sud del Civetta e il Pelmo).
Raggiunta la malga Pioda, 1816 m, si inizia la salita verso il rifugio Coldai seguendo il sentiero n. 556, strada militare della prima guerra mondiale. Il panorama è aperto sulla val Zoldana e sul monte Pelmo. Il sentiero sale poi a zig zag tra grandi massi ai piedi della parete del Civetta, fino al rifugio Sonino al Coldai, a 2132 m. Dal Rifugio si può proseguire in 20 minuti per il lago Coldai 2143 m, e il Rifugio Tissi 2250 m, in ore 1.30.
Per info: www.caiveneto.it/rifugio.asp?rif=38.
10. AL RIFUGIO NUVOLAU da Cortina d'Ampezzo
Si parte da Cian Zopè (1732 m), che si trova sulla strada che da Cortina d'Ampezzo (BL) conduce al Passo Falzarego (circa 5 km prima del passo). Si segue, all'interno di un bosco di larici e abeti, il sentiero n. 439 o la strada (chiusa al traffico) per il Rifugio Cinque Torri. Arrivati quasi al rifugio la vista si apre sul Sorapiss (3205 m), l'Antelao (3263 m), la Croda da Lago (2701 m) e i Lastoni di Formin (2657 m), il Nuvolau (2575 m) con l'omonimo rifugio e l'Averau (2649 m).
Dal Rifugio Cinque Torri si prosegue verso il rifugio Averau (2416 m) in vista delle Cinque Torri, le Tofane, il Lagazuoi (2752 m) e le Cime di Fanes (2980 m). Raggiunto l'Averau (2416 m), seguendo il sentiero n.439 in breve si raggiunge il rifugio Nuvolau (2575 m), punto panoramico su tutta la conca di Cortina d'Ampezzo, il passo Giau, il gruppo del Civetta (3220 m) e la Marmolada (3342 m).
Per info: www.nuvolau.com.
 
 
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