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Napoli: inebriata dimenticanza di sè

Napoli: inebriata dimenticanza di sè

Autore:Grazia della Volpe
Concorso chiuso!

Immagine dal concorso Italia in bicicletta

Nella dimensione del silenzio, alle spalle del maestoso Ospizio dei poveri, si snoda perdendosi nelle proprie anse il vico Paradisiello. Piccolo mondo, silenzioso, fatto di echi, il Paradisiello fino a prima dello scoppio della seconda guerra mondiale fu considerato meta di vacanza. Le piccole case basse si affacciano sui gradoni che si incurvano scomparendo, nascondendo giardini, spiazzi, affacci dall’ inaudita e insospettata bellezza. Durante la guerra, mentre la Napoli sotterranea, quella dei greci diveniva rifugio del sottosuolo, questo piccolo Paradiso si fece rifugio in superficie “N’copp o Paradisiello”. Attraverso il silenzio degli "otia" si giunge in alto, accompagnati da un muricciolo che diventa parapetto e lì si apre una veduta insolita, un affaccio sui tetti di Napoli, quella Napoli che al tempo dei re cadeva oltre la murazione. Una bici solitaria addossata al muro, ciuffi di vegetazione fiorita che spuntano fra le pietre giallastre del tufo ed ecco dunque un piccolo brolo abitato da gatti, da frammenti di storia e da tanta umanità: una distesa di vita. La rampa prosegue inerpicandosi lungo la collina e scomparendo inghiottita dalla natura che ha vinto sull’ uomo riprendendosi i suoi spazi…

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