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RdT 4|11

RdT 4|11

La Rivista del Turismo, il trimestrale di economia e marketing curato dal Centro Studi, ha dedicato il n. 4/2011 a un portfolio fotografico sulla storia del turismo nell’Italia postunitaria raccogliendo le immagini più belle e suggestive conservate nell’archivio fotografico dell’Associazione che custodisce oltre 400.000 stampe in bianco e nero: un repertorio unico per varietà e copertura temporale che viene valorizzato, da oltre dieci anni, attraverso la Rivista. L’ultimo numero, tra gli altri articoli, approfondisce le ferrovie turistiche in Italia e in Europa e le diverse iniziative di turismo sostenibile e responsabile messe in campo da aziende e destinazioni, tra cui la Provincia di Rimini. La rivista dà spazio infine alle principali vicende che hanno segnato la storia dell’ambientalismo nel nostro Paese, all’evoluzione dei comportamenti degli italiani in vacanza dal boom economico ai giorni nostri e alla recente riorganizzazione dell’ente di promozione francese e alla sua strategia per consolidare la posizione della Francia ai vertici della classifica mondiale dei Paesi turistici.





TRENI D’'EPOCA: RITORNO AL FUTURO

Treni d'epoca

Nel 1919 Attilio Gerelli scriveva sulla rivista mensile del Touring Club Italiano, che stava cominciando a occuparsi ripetutamente di ferrovie turistiche: “Tutti sappiamo che la natura è uno dei fondamentali elementi che determinano il movimento turistico: ma su di essa bisogna agire con l’organizzazione. La bontà del clima, l’influenza dell’altitudine, il mormorio delle foreste o dei venti, le acque scroscianti, gli splendori del paesaggio sono tutti elementi preziosi, che rimangono però quasi completamente sterili se non sono valorizzati.

 

Bisogna rendere non soltanto possibile, ma anche comodo e gradevole l’accesso ai luoghi ove la natura più generosamente ha diffuso i propri doni: bisogna che il soggiorno sia rispondente al tenor di vita di una clientela vasta e complessa... Noi vogliamo... occuparci qui... di un aspetto particolarissimo dei mezzi di comunicazione: ci riferiamo alle piccole linee accessorie, saldate alle grandi reti e che servono appunto di approccio alle stazioni d’altitudine più reputate: sono le ferrovie di montagna a semplice adesione o funicolari, le dentiere, le teleferiche. Sono le linee che abbandonano il fondo delle valli per scalare i punti panoramici più alti, talvolta i valichi e le cime...”.

 
 

di Stefano Maggi

professore associato di Storia contemporanea, Università degli Studi di Siena

 

estratto dalla sezione “Esperienze” di questo numero della RdT 

 



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