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RdT 3|09

Rivista del Tursimo n.3 del 2009

Il 2010 sarà per il Touring l’anno del turismo lento. L’associazione, da sempre impegnata in questa direzione, sta dedicando la campagna associativa a questo tema con pubblicazioni e servizi specifici. E anche la Rivista del Turismo, il trimestrale di economia e marketing del Centro studi Tci, nel n. 3|2009 appena uscito, presenta esperienze, iniziative e proposte di alcune destinazioni turistiche sul tema del viaggiare slow.
Tra gli altri articoli: il Bed & Breakfast in Italia, il ruolo dell’artigianato nella creative economy,  l’impatto del turismo sull’economia in Alto Adige.





B&B: affari di famiglia e non solo

I Bed & Breakfast rappresentano in Italia un clamoroso fenomeno in rapida e considerevole diffusione. L’Istat li ha rilevati la prima volta nel 2001 e in seguito, anno dopo anno, ne ha registrato l’aumento in ragione di percentuali sempre a due cifre. Nel 2007 i B&B hanno raggiunto il numero di 15.094 esercizi con 76.701 letti (una media di 5,1 letti). Questi numeri equivalgono al 15,6% delle unità e al 3,3% dei posti letto dell’intero comparto degli esercizi complementari. I dati 2008, anticipati su Internet da alcune amministrazioni regionali e provinciali, confermerebbero che il trend continua secondo un andamento pressoché lineare. La tumultuosa diffusione di questa formula di ricettività extralberghiera non convenzionale è favorita anche dal regime fiscale particolarmente semplice, concesso grazie al riconoscimento della natura non professionale dell’attività. Questa caratteristica è sancita già nella prima legge di disciplina dei B&B emanata in Italia (legge regionale del Lazio 29 maggio 1997,n. 18) con la definizione di “esercizio saltuario di alloggio e prima colazione (…) assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare” offerto nella casa in cui si abita. In seguito, dal 2000 al 2003, quasi tutte le Regioni e Province autonome hanno disciplinato l’esercizio dei Bed & Breakfast confermandone il carattere non imprenditoriale dell’attività e, di conseguenza, hanno stabilito che per condurla non è richiesta partita IVA e iscrizione al registro delle imprese turistiche.
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di Elio Torlontano - consulente di marketing e sviluppo turistico del territorio,
estratto dalla sezione "Management" di questo numero della RdT.




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