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Al trabocco, di sera, buona pesca si spera...

Al trabocco, di sera, buona pesca si spera...

Autore:Queued Camporeale-Freelance
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Immagine dal concorso I paesaggi del cibo

Il termine “trabocco” deriva per sineddoche da quello della rete suddetta, ossia da trabocchetto, e questo, il quale è usato anche nell'uccellagione ed è sinonimo di 'trappola', è dovuto al tipo di pesca, cioè perché il pesce cade in una trappola. La tecnica di pesca, peraltro efficacissima, è a vista. Consiste nell'intercettare, con le grandi reti a trama fitta, i flussi di pesci che si spostano lungo gli anfratti della costa. I trabocchi sono posizionati là dove il mare presenta una profondità adeguata (almeno 6m), ed eretti a ridosso di punte rocciose orientate in genere verso SE o NO, in modo da poter sfruttare favorevolmente le correnti. La rete (che tecnicamente è una rete a bilancia) viene calata in acqua grazie ad un complesso sistema di argani e, allo stesso modo, prontamente tirata su per recuperare il pescato. Ad almeno due uomini è affidato il durissimo compito di azionare gli argani preposti alla manovra della gigantesca rete, nei piccoli trabocchi della costa molisana e abruzzese l'argano è azionato spesso elettricamente. Sul trabocco operano in norma quattro uomini (che si spartiscono i compiti di avvistamento del pesce e di manovra), detti "traboccanti". (Fonte Wikipedia)

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